PER AMORE, SOLO PER AMORE


Qualcuno ha strumentalmente interpretato ed indotto a far leggere il mio post di qualche giorno fa come una denigrazione di ENPA: niente di più sbagliato! Letto da 4 affezionati gatti, affronta una perniciosa situazione (di origine sconosciuta e pare diffusa su larga scala) quella sì di potenziale danno, soprattutto perchè si è dimostrata veritiera in molte sue parti.

Perché almeno chi mi conosce bene lo sa: a questa associazione ho dedicato buona parte della mia vita. È la "fidanzata" a cui, in quasi 40 anni, ho dedicato più tempo libero dal lavoro, affetti, salute di qualsiasi altra cosa.

Con creazione a livello nazionale, finchè mi è stata data la possibilità, di tante risorse per gli animali (tramite le mie competenze professionali dedicate sempre in modo ovviamente GRATUITO) con risultati dimostrati da quei grandi numeri che hanno il pregio di essere incontrovertibili ed offuscabili solo da malafede, rimozioni selettive ed improvvise, quanto fantasiose, moltiplicazioni di pani e pesci.

ENPA è stata fino ad oggi grande e domani potrà essere grandissima, meritando sempre la fiducia di cittadini e benefattori, perché composta, innanzitutto sul territorio, da persone perbene che ci mettono, in modo volontario e gratuito,  impegno, passione, volontà e risorse personali. 

Ed è per questo che la anche remota, ma verosimile possibilità di un conflitto d'interesse di singoli, manda ai pazzi il mio carattere interventista che sente la necessità di interventi immediati e non ambigui, atti ad impedire che non si scalfisca neanche per un secondo l'integrità e la credibilità di tutto ciò in cui crediamo e rappresentiamo con la nostra faccia, tutti i giorni. Senza inerzie, lungaggini, annacquamenti.

Per essere sempre orgogliosi di essere ENPA, con la certezza che non possano mai essere aggirati i principi etici e morali di gratuità che regolano il #volontariato.

Per mia natura sono poco incline, in questi casi, a quel silenzio che, più che salvifico, rischia di apparire omissivo se non permissivo, perchè destinato a mantenere quel velo di opacità che sempre aiuta leoni da tastiera e gli invidiosi detrattori di professione. Stili diversi, forse, ma credo che la trasparenza esiga il coraggio di sapere sempre in quale scarpa mettere il piede, capacità di sistematico controllo e prevenzione, tempestivo e competente intervento, equilibrato, ma alla luce del sole, senza tentennamenti, amnesie ed amnistie.

Grazie ai tanti amici che, silenziosamente e senza battere opportuniste grancasse, mi hanno dato conforto sulla giustezza delle mie intenzioni che sono state, sempre e solo, finalizzate a tener alto l'onore di tutti i meravigliosi volontari.

LA PRIMA VOLTA

Ieri, per la prima volta nella mia vita, ho formalizzato la richiesta di dimissioni di un collega. L'ho fatto nel silenzio generale di chi avrebbe dovuto farlo per un bene superiore ed invece allunga il brodo del tempo, edulcora l'amarezza di situazioni che non sono pettegolezzi delle solite comari ignoranti ed invidiose, ma incontrovertibili realtà documentate.

Perché quando per anni, ogni mese, "A" paga "B" perché paghi "C", non c'è scappatoia legale o sotterfugio contabile che possa convincermi che non ci sia un rapporto di dipendenza economica e di muto consenso fra "A" e "C". 

E se questo traffico di denari e di influenze avviene fra dirigenti "volontari e gratuiti" nel - per me - sacro contesto del #volontariato, vissuto dalla stragrande maggioranza di noi  in modo sano, gratuito e disinteressato con sacrificio quotidiano, allora a mio avviso diventa molto più che esecrabile.

E se allo stato non posso essere neanche certo che sia un caso isolato, anche i muri capiscono che un meccanismo del genere non può durare per anni senza una catena di responsabilità fatta di muti assensi, mancati controlli, omissioni, false attestazioni. Ed è ad esse che andrà attribuito l'eventuale danno patrimoniale e di immagine. Non certamente all'emersione della verità, come propongono spesso quei ricattatori morali abituati a buttare tutto sotto già stracolmi tappeti. Non si possono confondere amicizia e spirito di squadra con la collusione e l'omertà.

Anche senza arrivare a veri e propri reati penali, ci sono dei confini che etica e moralità non possono superare. Perché creano precedenti, legittimano abusi e la loro continuità, deludono le migliaia di persone perbene che ci credono, facendole affondare nel disincanto e, cosa ancor peggiore, demotivando la loro passione ed impegno. 

Oggi respiro aria nuova, pulita, sperando di essere fra gli artefici di un cambiamento vero che certamente rappresenti, con assoluta trasparenza, diffusa informazione e condivisione, la parte sana di questo mondo che è certamente maggioranza.

Confidando di non trovarmi poi da solo, vaporizzato da un mondo che spesso, dietro retorici proclami, fa finta di cambiare tutto per poi non cambiare nulla.

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