PRIVACY DA DIRITTO A PARAVENTO: CHI CONTROLLA I CONTROLLORI NEL NO-PROFIT?

La privacy è un grande, voluto equivoco. Da diritto sacrosanto a mantenere propri i dati, le abitudini, le scelte personali è diventato un immenso paravento dietro al quale nascondere inciuci, nefandezze, intrallazzi che vìolano le normative, opacizzano la doverosa trasparenza nella gestione di beni comuni, non necessariamente solo di soldi pubblici.

Perché esistono contesti giuridicamente privati che muovono cifre consistenti che derivano da donazioni ed eredità finalizzate, nelle intenzioni dei donatori, ad elevare moralmente la Società e ad alleviare i patimenti di quello che è definito, burocraticamente, “oggetto sociale” quando invece è fatto di sofferenze umane, animali, ambientali. E non c'è niente di più abbietto e meschino di chi - magari professandosi filantropo, volontario e rappresentante di chi ci crede veramente aderendo in modo spontaneo e gratuito – su quel sistema ci campa con metodi torbidi, dalle triangolazioni alle finte rappresentanze affidate a mute ed intangibili “teste di legno”, trincerandosi dietro la privacy appena scoperto con le mani nella marmellata.

E in questo teatrino già squallido, dove meschini ladri di bontà e buone intenzioni che attingono a piene mani dal mondo del “no profit” si nascondono dietro la privacy, arriva la scoperta di un’ovvietà, almeno per chi non viene dalla montagna del sapone: la complicità dei controllori.

Partendo da singoli DPO (Data Protection Officer, i responsabili della protezione dei dati nelle singole organizzazioni) fino al vertice dei garanti nazionali - come sembrano dimostrare le indagini di Report - è tutto un fiorire di utilizzo di queste funzioni non per proteggere dati, ma per acquisire potere, spostare consensi, colpire avversari con pretestuosa lana caprina estratta da Codici Etici a comando e "ad personam".

Per essere credibile, in ogni organizzazione questa funzione dovrebbe essere esercitata CON TERZIETA’ e quindi non dovrebbe coinvolgere chi scrive le regole, chi le fa applicare, chi ne indirizza la gestione. Questo dovrebbe essere banale regola in un qualsiasi contesto “per bene”, ma evidentemente molti, perbene, non lo sono.

𝐀𝐔𝐓𝐎𝐂𝐄𝐋𝐄𝐁𝐑𝐀𝐙𝐈𝐎𝐍𝐄 𝐄𝐃𝐈𝐓𝐎𝐑𝐈𝐀𝐋𝐄 … 𝐂𝐎𝐍 𝐃𝐎𝐍𝐀𝐙𝐈𝐎𝐍𝐈 𝐄 𝐒𝐏𝐄𝐒𝐄 𝐀𝐋𝐓𝐑𝐔𝐈


𝑄𝑢𝑎𝑛𝑑𝑜, 𝑓𝑟𝑎 𝑚𝑎𝑟𝑐ℎ𝑒𝑡𝑡𝑒 𝑒 𝑐𝑜𝑛𝑓𝑙𝑖𝑡𝑡𝑖 𝑑'𝑖𝑛𝑡𝑒𝑟𝑒𝑠𝑠𝑒, 𝑙’𝑒𝑑𝑖𝑡𝑜𝑟𝑖𝑎 𝑒̀ 𝑠𝑡𝑟𝑢𝑚𝑒𝑛𝑡𝑜 𝑝𝑒𝑟 𝑚𝑒𝑟𝑐𝑒𝑛𝑎𝑟𝑖

Prendi una casa editrice e fagli trovare, magari tramite un caro amico nel Consiglio di Amministrazione, contratti con un’organizzazione per la stampa - a peso d’oro - di libri. 

Non importa se sono banali, faziosi e se probabilmente non li leggerà mai nessuno. Per l’editore rimangono vantaggiosi perché i soldi li prende in ogni caso, a prescindere dalle vendite. 

Il successo dell’opera sarà poi effimero e farlocco perché il numero delle copie vendute sarà fortemente influenzato da quelle acquistate dall’organizzazione stessa che, in una patetica catena di autoreferenzialità, le regalerà a destra e a manca come inutile gadget.

Tutto va bene finchè ad imbarcarsi in queste avventure è un privato che decide di spendere così, per vanità, i suoi soldi. 

Ma come la mettiamo se queste operazioni monologanti ed autocelebrative, politicamente esposte, sono comprate con le risorse di apolitiche organizzazioni “no profit” che utilizzano le donazioni per siffatti “investimenti” (che poco hanno a che fare con la “mission”) che avviano solo per promuovere, far curriculum ad affiliati di fiducia o, peggio, propri stipendiati che, oltre a cantarsela e suonarsela come di consueto, se la scrivono pure, in orario e con le risorse - bibliografiche e consulenziali - d’ufficio?

Chi può essere così abbietto nell'utilizzo delle donazioni? E' un'iperbole da fanta-editoria? Ahimè non credo proprio … guardatevi intorno.

CARTELLINO ROSSO

Alla fine è arrivato. Un provvedimento di esclusione per un ultraventennale amministratore nazionale solo perché “reo” di aver denunciato gravi irregolarità che, di fatto, rimangono tali e prive di provvedimenti.

Pur in assenza di denunce e degli eventuali tre gradi di giudizio per l’evocata diffamazione, è stata già emessa sentenza su richiesta – guarda un po’ - di chi ha permesso e sottoscritto le irregolarità. E in base ad una relazione mai trasmessa ai Soci, letta pedissequamente solo ai pochi intimi raccolti in assemblea, di cui è stata incentivata presenza solo per il punto specifico e poi spariti per tutte le altre (ben più importanti per la vita dell’ente) votazioni. 

Nessuno, tantomeno la relazione, è entrato nel merito sulle circostanziate e truffaldine irregolarità messe in atto da soggetti che rimangono ai loro posti nell’ente. E che il problema sia solo l’avvenuta emersione di tali pratiche tramite le mie denunce è confermato dal fatto che, come “aggravante”, è stata considerata un’intervista dove esse venivano ribadite e spiegate. Potete rileggerla --> QUI <-- 

Cari amici delle Sezioni locali di ENPA: che dire? Questo è quello che, negli ultimi 2/3 anni, è diventato a livello nazionale l’ente che voi, invece degnamente, rappresentate sul territorio con le vostre belle attività e i vostri personali sacrifici. 

Ovviamente finché rimarrete gregge belante ed obbediente, supino ad ogni abuso e sopruso. D’altronde si sa, le pecore al macello le porta il loro pastore … 

ENPA NAZIONALE? IL RIEPILOGO ...

In molti state seguendo la mia battaglia contro le storture ed i conflitti d'interesse della "nuova" ENPA nazionale nata approfittando della riforma RUNTS, che mortifica ed a mio avviso non rappresenta il vero volontariato disinteressato delle Sezioni locali, unico vero motore associativo da sostenere e rappresentare.

Vi siete persi qualche passaggio? Di seguito trovate i collegamenti passati e, tramite il costante aggiornamento, quelli futuri. Cliccate sul titolo che vi interessa e ... buona lettura!    

09/06/2024
LA PRIMA VOLTA

13/06/2024
PER AMORE, SOLO PER AMORE

18/10/2024 
È QUESTO IL FUTURO DI ENPA NAZIONALE? NO GRAZIE. 

22/10/2024
ENPA NAZIONALE. PARTITA LA RAPPRESAGLIA: CHI HA PAURA DELLA VERITA'?

23/10/2024
CHI RAPPRESENTA CHI IN ENPA NAZIONALE? VILE E SCOMPOSTO ATTACCO DENIGRATORIO A CHI ESERCITA IL DIRITTO DI CRITICA

31/10/2024
ENPA NAZIONALE: LA DUNA SOTTO IL TAPPETO

28/11/2024
SI ACCENTUA LA DERIVA AUTORITARIA DELLA “NUOVA” ENPA NAZIONALE. ORA SCIOGLIE LE SEZIONI SCOMODE !

26/05/2025
SOSPESO ... DALLA RICERCA SULLA VERITA'

27/05/2025
ENPA NAZIONALE VERSO LE ESPULSIONI "PER ECCESSIVA TRASPARENZA": SARA' VERGOGNA ISTITUZIONALIZZATA? ULTIMA CHIAMATA IL 15 GIUGNO 2025!

10/06/2025
MISTERI ENPA NAZIONALE: DOVE È FINITO IL TESORIERE?

13/06/2025
IL BRAVI INDOVINO: COME ANDRA' A FINIRE L'ASSEMBLEA NAZIONALE ENPA

16/06/2025
L'ULTIMA ASSEMBLEA: DESOLANTE MISTIFICAZIONE

27/06/2025
CARTELLINO ROSSO

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L' ULTIMA ASSEMBLEA: DESOLANTE MISTIFICAZIONE


Dal video, detraendo almeno una quindicina fra non votanti dipendenti ed amministratori che l'hanno proposto, vi fate subito un'idea della platea "ampia e qualificata" che ha approvato un bilancio da oltre 16 milioni di euro, con il sottoscritto escluso da votazione e possibilità di intervento. Nessuna diretta per i Soci a casa, nessuna anticipazione di documenti.

Numeri roboanti di apparenti aumenti di attività a doppia cifra in ogni settore  che, però, stridono con la realtà quotidiana delle sezioni, fiaccate dall'assenza di sostegno, dove al cibo per gli animali il Nazionale (non lo sponsor!) ha scelto pochi automezzi, probabilmente per sopperire a contratti di forniture finiti male. 

Anche perché, se tali incrementi fossero così come rappresentati, avrebbero portato in trionfo la gestione di Tesoreria Nazionale, invece snobbata, ingiustificatamente assente e mai citata nella frettolosa presentazione (pochi secondi per ciascuna) di minuscole ed invisibili slide fitte di numeri senza commento alcuno. "Le vedrete nei prossimi giorni": sì forse, ma troppo tardi perchè a bilancio approvato.

Significativa poi la risposta avuta (ovviamente da un tecnico retribuito, la dirigenza non vede, non sente, non parla) all'unica rimostranza presentata, ossia quando la Sede Centrale restituirà i soldi avuti in prestito dalle Sezioni: l'unicità del bilancio non prevede una determinazione trasparente di ciò, quindi rimane indistinto quanto le sezioni costruiscono con il proprio lavoro e quanto spende e spande la Sede Centrale. Formichine Vs Cicale, chi sbaglia resta e prospera, chi denuncia va.

Aggiungo qui a fianco, esempi, fra i tanti, da cui traspare la profondità, il garbo e la raffinatezza di pensiero dei più accaniti sostenitori della mia esclusione, molto rappresentativo del livello della "nuova ENPA" e della sceneggiata consumatasi, nella prima mattinata, per una sentenza di esclusione già scritta, fra interventi di presidenti di sezione che non erano tali e della claque avio-pullman trasportata poi sparita quando si parlava di cose serie: aveva concluso il compito assegnato.

Ciò detto, sono lieto di non appartenere neanche più formalmente ad un tale degradato e degradante consesso. Ho provato negli anni dall'interno a cercare del buono che non c'è più, ormai troppo compromesso e soggiogato. 

Errore mio: ora si torna a respirare aria limpida e pulita, a volare oltre servi della gleba, utili idioti, truppe cammellate, frustrati, rancorosi, doppiogiochisti e voltagabbana. Buona fortuna alle tante persone perbene che rimangono purtroppo, in quanto pensanti autonomamente, tenute lontane dalle sedie in cui si decide.

IL BRAVI INDOVINO: COME ANDRA' A FINIRE L'ASSEMBLEA NAZIONALE ENPA

Domenica 15 Giugno 2025, all’Assemblea Nazionale dei Soci ENPA, come andrà a finire? Me lo chiedete in tanti e, pur sperando che un sussulto di dignità assembleare mi stupisca, provo a testare le mie doti da indovino paragnosta:

𝗘𝗟𝗘𝗭𝗜𝗢𝗡𝗘 𝗗𝗘𝗟 𝗖𝗢𝗠𝗣𝗢𝗡𝗘𝗡𝗧𝗘 𝗦𝗢𝗦𝗧𝗜𝗧𝗨𝗧𝗜𝗩𝗢 𝗗𝗘𝗟 𝗖𝗢𝗡𝗦𝗜𝗚𝗟𝗜𝗘𝗥𝗘 𝗡𝗔𝗭𝗜𝗢𝗡𝗔𝗟𝗘 𝗠𝗔𝗦𝗦𝗜𝗠𝗢 𝗣𝗜𝗚𝗢𝗡𝗜

Giocando come di consueto sull’ambiguità, molti sono stati indotti a pensare che la “elezione di un membro dell’Organo di Amministrazione” riguardi un mio successore. Informatevi meglio: il membro da sostituire è il dimissionario Massimo PIGONI, colui che fino all’uscita della questione interinali (che comprendevano lui) era il Vice della Presidente Nazionale Carla ROCCHI e Presidente della Sezione di Genova che, ad oggi, è retta ad interim dalla stessa Presidente Nazionale (ma effettivamente da chi?). Chi sarà eletto?
Premessa la ovvia dignità e rispetto per tutti i candidati, la differenza la fa solo l’origine della loro candidatura, ossia se è spontanea (ben venga!), su pressante invito per far numero (civetta), per provocazione o semplicemente raccomandatissima dalla Presidenza. 
Con scarsa fantasia presuppongo che il nuovo arriverà da pochi passi, dalla vicinissima ed allineata Roma. Nulla da eccepire sulla persona, anche se credo che l’eletto dovrebbe venire da una consolidata gestione di Sezione, non da situazioni posticce con direttivi monchi ed esclusivamente “porta voti”.

𝗘𝗦𝗖𝗟𝗨𝗦𝗜𝗢𝗡𝗘 𝗗𝗔 𝗦𝗢𝗖𝗜𝗢 𝗗𝗘𝗟 𝗖𝗢𝗡𝗦𝗜𝗚𝗟𝗜𝗘𝗥𝗘 𝗡𝗔𝗭𝗜𝗢𝗡𝗔𝗟𝗘 𝗠𝗔𝗥𝗖𝗢 𝗕𝗥𝗔𝗩𝗜

Questa è invece una previsione visto che, a due giorni dall’Assemblea, nessuna documentazione è pervenuta ai Soci su soggetti e motivazioni, nonostante la banalità del fatto che sia necessario un “voto segreto informato” che avrebbe richiesto trasmissione ai Soci e/o pubblicazione almeno sul sito istituzionale. Invece niente, tutto opaco, nascosto. È evidente che il vulnus è nel processo democratico. Sono certo che se il voto fosse esteso a tutti e territorialmente distribuito (magari rendendolo online) molte cose cambierebbero. Ma invece si chiede a Soci e Volontari di partire a proprie spese per venire un giorno a Roma con Giubileo, il nuovo Papa, il concerto dei Duran Duran ... il mix perfetto per non trovare posto e con prezzi alle stelle. Problemi che non avranno i consueti e già più volte notati “precettati” da Lazio, Campania e Puglia la cui presenza ed unanime aderenza alle indicazioni centrali pare sia molto incentivata.
Quindi l’esclusione appare scontata, così da evitare l’imbarazzo di ulteriori domande ed accertamenti, nonché occasione imperdibile, per coloro che sono capaci a vincere solo barando, di togliersi un “competitor”. 

𝗔𝗣𝗣𝗥𝗢𝗩𝗔𝗭𝗜𝗢𝗡𝗘 𝗗𝗘𝗜 𝗕𝗜𝗟𝗔𝗡𝗖𝗜

Anche qui, a due giorni dall’Assemblea (ma bisognerebbe dare il tempo almeno a leggere) nessuna documentazione è pervenuta ai Soci. La domanda delle domande è: ci sarà la Tesoriera Nazionale a rispondere alle domande già più volte poste? O in base ad una lezioncina letta pedissequamente da chissà chi e ad un paio di schemi con numeri senza riscontri oggettivi e dettagli, si userà il paravento “approvazione Soci” per certificare un bilancio da milioni di euro in modo essenzialmente fideistico? 
Prevedo assenze ed approvazione, certamente per nulla informata. 

𝗠𝗢𝗗𝗜𝗙𝗜𝗖𝗔 𝗗𝗘𝗜 𝗥𝗘𝗚𝗢𝗟𝗔𝗠𝗘𝗡𝗧𝗜 𝗘𝗖𝗢𝗡𝗢𝗠𝗜𝗖𝗜

Dobbiamo ripeterci: a due giorni dall’Assemblea nessuna documentazione su entità, motivo e tipo delle variazioni è pervenuta ai Soci. Quindi cosa dobbiamo aspettarci? Che la Direzione Generale acquisisca influenza anche sull’attività economica oltre agli altri settori che ha già in mano e su cui esercita totale controllo quali albo soci, dati personali, degli accessi ai sistemi telematici e di posta elettronica, dell'ufficio Stampa, della Comunicazione, delle Commissioni interne, della stesura di regolamenti, del Codice Etico ed interpretazioni dello Statuto? Organizzazione di Volontariato o di dipendenti dal costo di 2 mln/anno?
Se questa sarà la proposta, prevedo silente approvazione.

Se centro tutte le previsioni, da lunedì do i numeri del Lotto ...😁

MISTERI ENPA NAZIONALE: DOVE È FINITO IL TESORIERE?

Al punto 4 dell’Assemblea Nazionale dei Soci dell’ormai prossimo 15 Giugno è prevista la “Relazione e presentazione dello stato patrimoniale, del rendiconto gestionale e della relazione di missione anno 2024”. 

È misteriosamente sparita la consueta e doverosa dizione “a cura del Tesoriere Nazionale”, visto che è questa la figura che da STATUTO:

  • predispone il Bilancio di esercizio, il Bilancio sociale e il Bilancio di previsione 
  • amministra il patrimonio dell’Ente e gestisce le risorse economiche,           organizzando modalità tecniche e operative per il loro impiego più efficace
  • approva in forma vincolante le delibere quando riguardano:
    • Gestione del patrimonio mobiliare e immobiliare
    • Contratti (inclusi quelli di lavoro)
    • Convenzioni

Ad infittire il mistero, in realtà, è ultimamente la scarsa reperibilità e soprattutto la sparizione del ruolo addirittura nella pagina dedicata agli Organi nazionali ( vedi -> QUI <-)  ) dove la titolare di questo dicastero compare come semplice componente, così come il sottoscritto che, ricordo ai più distratti, è in carica anche se pretestuosamente sospeso -> LEGGI QUI <- per evitare che potessi continuare accertamenti.

Non è che sarà tenuta lontana dall’Assemblea da “motivi personali” - che sarebbero evidentemente già programmati il 15 Aprile, data della convocazione – in qualche dacia siberiana come si usava per i capri espiatori nella Russia staliniana?

La lasceranno rispondere a tutte le domande che ho fatto e che qui ripropongo?

👉 le sue conoscenze sui contratti non passati dagli Organi preposti
👉 i costi effettivi di personale/ assimilati/ consulenti di Sede Centrale
👉 posizioni debitorie e se/quanto le spese sono andate fuori controllo

👉i risultati dettagliati, riscontri alla mano, del “nuovo” CNCS e dei numeri espressi nel Bilancio Sociale – che appaiono irrealistici - soprattutto a far comprendere quanto dipenda dalle risorse di Sede Centrale e quanto derivi invece dall’impegno personale dei volontari
👉 la corretta gestione dei fondi ministeriali CRAS

Sono risposte da dare doverosamente non solo all’Amministratore, ma a tutti i Soci e Volontari che onorevolmente rappresentano sul territorio la bandiera ENPA. Se tutto a posto non ci sarà che da essere tutti felici e sereni.

Vedremo …

QUANDO INCONTRI UN GIGANTE

LE PERSONE PER BENE HANNO UN VALORE, NON UN PREZZO ...

Ho avuto il grande onore e privilegio di incontrare Sigfrido Ranucci, maestro di coraggio e di vita.

Infatti, ben al di là del rigore e della competenza nella professione di vero giornalista in un mondo di pennivendoli, chi come me ha avuto la fortuna di conoscerlo personalmente oltre allo schermo, non potrà che confermare non solo le grandi doti di coraggiosa coerenza e tenacia, ma anche una irresistibile, ironica simpatia che riesce ad esprimere anche quando ripercorre le fasi più buie e drammatiche, personali e del Paese, nella lotta e nella denuncia contro i sistemi di potere.

Giù il cappello a chi non si è mai asservito né venduto né arreso ai potenti e che non ha mai abbassato la testa di fronte allo squallore del discredito e delle querele strumentali intentate solo per bloccare lo svelamento della verità e degli intrallazzi.

D'altronde si sa: 𝗹𝗮 𝗾𝘂𝗲𝗿𝗲𝗹𝗮 𝗶𝗱𝗲𝗼𝗹𝗼𝗴𝗶𝗰𝗮 𝗲̀ 𝗶𝗹 𝘀𝘂𝗯𝗱𝗼𝗹𝗼 𝘀𝘁𝗿𝘂𝗺𝗲𝗻𝘁𝗼 𝗶𝗻𝘁𝗶𝗺𝗶𝗱𝗮𝘁𝗼𝗿𝗶𝗼 𝗰𝗵𝗲 𝗶 𝘃𝗶𝗴𝗹𝗶𝗮𝗰𝗰𝗵𝗶 𝘂𝘀𝗮𝗻𝗼 - 𝘁𝗿𝗮𝗺𝗶𝘁𝗲 𝗮𝘃𝘃𝗼𝗰𝗮𝘁𝗶 𝘀𝗲𝗻𝘇𝗮 𝘀𝗰𝗿𝘂𝗽𝗼𝗹𝗶 𝗮𝗻𝗰𝗵𝗲 𝗽𝗲𝗿𝗰𝗵𝗲̀ 𝘀𝗽𝗲𝘀𝘀𝗼 𝗽𝗿𝗲𝘇𝘇𝗼𝗹𝗮𝘁𝗶 𝗰𝗼𝗻 𝘀𝗼𝗹𝗱𝗶 𝗻𝗼𝗻 𝗱𝗲𝗹 𝗾𝘂𝗲𝗿𝗲𝗹𝗮𝗻𝘁𝗲 - 𝗽𝗲𝗿 𝗻𝗮𝘀𝗰𝗼𝗻𝗱𝗲𝗿𝘀𝗶, 𝗽𝗲𝗿 𝘀𝗳𝘂𝗴𝗴𝗶𝗿𝗲 𝗮𝗹 𝗰𝗼𝗻𝗳𝗿𝗼𝗻𝘁𝗼 𝗲 𝗮𝗹𝗹𝗲 𝗹𝗲𝗰𝗶𝘁𝗲 𝗱𝗼𝗺𝗮𝗻𝗱𝗲 𝗰𝗵𝗲 𝗺𝗲𝗿𝗶𝘁𝗲𝗿𝗲𝗯𝗯𝗲𝗿𝗼 𝘀𝗼𝗹𝗼 𝗱𝗼𝘃𝗲𝗿𝗼𝘀𝗲 𝗿𝗶𝘀𝗽𝗼𝘀𝘁𝗲.

Ci sono molti uomini che hanno un prezzo, pochi come noi che hanno un valore. Grazie per la semplicità e la disponibilità a questa grande persona, alla mano e perbene. 

LE "VITTORIE" SUI FARMACI FIP FRA BLUFF, CARTONATI ED INCOMPETENZE


Leggo di una presunta "vittoria" di una petizione che, con poche decine di firme, avrebbe portato il Sottosegretario alla Salute Marcello Gemmato ad autorizzare l'uso del Remdesivir per la cura della FIP nei gatti.

Innanzitutto siamo dinnanzi al consueto bluff dei cazzari che si intestano i risultati altrui, riciclando tristemente attività portate a termine da altri settimane prima (quella vera ed originale è QUESTA QUI - <--- leggi ). 

C'è poi l'aspetto più importante, perchè riguarda la vita dei gatti colpiti da Peritonite Infettiva. Come sanno bene volontari, veterinari e famiglie con un minimo di competenza che combattono ogni giorno per salvare i gatti infettati,  𝗶𝗹 𝘃𝗲𝗿𝗼 𝗳𝗮𝗿𝗺𝗮𝗰𝗼 𝘀𝗮𝗹𝘃𝗮𝘃𝗶𝘁𝗮 𝗰𝗼𝗻𝘁𝗿𝗼 𝗹𝗮 𝗙𝗜𝗣 𝗻𝗼𝗻 𝗲̀ 𝗹'𝗮𝗽𝗽𝗿𝗼𝘃𝗮𝘁𝗼 𝗥𝗲𝗺𝗱𝗲𝘀𝗶𝘃𝗶𝗿, 𝗯𝗲𝗻𝘀𝗶̀ 𝗶𝗹 𝗚𝗦-𝟰𝟰𝟭𝟱𝟮𝟰.   

Conosciamo bene le qualità del GS-441524:

👉 è il composto che ha dimostrato un’efficacia clinica diretta e documentata contro la FIP nei gatti comprovata dai risultati pubblicati in uno studio scientifico del Prof. Niels Pedersen (UC Davis, 2019), che ha mostrato tassi di guarigione superiori all’85% nei gatti trattati.

👉 è un analogo nucleosidico che agisce inibendo la RNA polimerasi virale del coronavirus felino mutato, bloccando così la replicazione del virus responsabile della FIP.

👉 è ben tollerato, somministrabile per via sottocutanea o orale, ed è oggi la prima scelta terapeutica nella pratica clinica, anche se purtroppo non ancora ufficialmente approvato.

👉 è considerato dalla comunità veterinaria internazionale la vera prima linea terapeutica contro la FIP.

Il Remdesivir, invece, è un profarmaco sviluppato per l’uomo (contro Ebola e poi COVID-19), che viene convertito nell’organismo in GS-441524. Sebbene sia stato recentemente testato con successo in alcuni studi clinici su gatti con FIP, resta comunque una scelta meno favorevole rispetto al GS-441524 per vari motivi farmacologici e pratici. In alcuni paesi è stato utilizzato solo in assenza del GS, ma questo non lo rende la vera soluzione.

SVANTAGGI del Remdesivir rispetto al GS-441524:

👉 È un profarmaco: comporta una biodisponibilità meno efficiente nei gatti rispetto al GS somministrato direttamente.

👉 Somministrazione complessa: richiede iniezioni endovenose o sottocutanee dolorose, difficili da gestire in ambito domestico.

👉 Minore tollerabilità: sono stati segnalati più effetti collaterali locali o sistemici rispetto al GS.

👉 Costo più elevato e minore accessibilità: il Remdesivir è più caro e meno disponibile delle formulazioni orali e sottocutanee di GS-441524, oggi preferite nella pratica veterinaria.

👉 Non offre alcun vantaggio terapeutico rispetto al GS, di cui è solo un precursore

𝗟𝗮 𝘃𝗲𝗿𝗮 𝗯𝗮𝘁𝘁𝗮𝗴𝗹𝗶𝗮 𝗱𝗮 𝘃𝗶𝗻𝗰𝗲𝗿𝗲 𝗲̀ 𝗾𝘂𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗽𝗲𝗿 𝗹’𝗮𝗽𝗽𝗿𝗼𝘃𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝘃𝗲𝘁𝗲𝗿𝗶𝗻𝗮𝗿𝗶𝗮 𝗲 𝗹’𝗮𝗰𝗰𝗲𝘀𝘀𝗼 𝗹𝗲𝗴𝗮𝗹𝗲 𝗮𝗹 𝗚𝗦-𝟰𝟰𝟭𝟱𝟮𝟰, 𝗰𝗵𝗲 𝗲̀ 𝗶𝗹 𝗳𝗮𝗿𝗺𝗮𝗰𝗼 𝗿𝗲𝗮𝗹𝗺𝗲𝗻𝘁𝗲 𝗲𝗳𝗳𝗶𝗰𝗮𝗰𝗲 𝗲 𝗮𝗱𝗮𝘁𝘁𝗼 𝗮 𝘀𝗮𝗹𝘃𝗮𝗿𝗲 𝗶 𝗻𝗼𝘀𝘁𝗿𝗶 𝗴𝗮𝘁𝘁𝗶.

Fonti:

> Pedersen NC et al., 2019 – Studio completo <--- leggi

ENPA NAZIONALE VERSO LE ESPULSIONI. CHI DENUNCIA IRREGOLARITA' FUORI, CHI LE FA RESTA.

Vedi il VIDEO (10 min 16 sec)

Ultima chiamata il 15 giugno, all’Assemblea Nazionale dei Soci ENPA. Immediatamente al punto 2 – per tentare di evitare dibattiti su successivi bilancio e relazioni? - si voteranno espulsioni dall’ente proposte dalla Presidente Nazionale. Nonostante i nomi dei destinatari e soprattutto le motivazioni dovrebbero, come da regolamenti, essere pubbliche per rendere il voto informato, è ancora tutto avvolto nell’ombra, come costante negli ultimi anni.

Si espellerà vergognosamente la ricerca di trasparenza ed eticità?  Probabilmente sì, se i destinatari delle espulsioni saranno coloro che hanno da tempo OSATO DENUNCIARE irregolarità, malcostumi e mal gestioni.

Pare invece confermato che NON CI SARÀ ALCUNA CONSEGUENZA per gli oggettivi e misurabili danni morali e patrimoniali di chi ha:

❗ Firmato contratti illegittimi all’insaputa degli organi interni competenti e preposti, coprendone irregolarità, ammanchi economici e truffe 
🚨 Fatto della Sede Centrale ENPA uno "stipendificio"  da quasi 2 milioni di euro l'anno (Bilancio 2023, pari al 5x1000 e analogo al costo personale per tutte le strutture d'Italia) fatto di dipendenti, consulenti e collaboratori di varia natura, una enormità evidentemente sovradimensionata, superflua e ridondante dal sentore clientelare, con diffuse e reiterate incapacità di gestione che mi è stato impedito di risolvere (es. DURC costantemente irregolari, doverosa quota IVA alle Sezioni commerciali, distribuzione locale delle eredità e donazioni)
💸 Intascato stipendi di 2.000€/mese pur essendo per ruolo "volontario e gratuito"
📛 Dichiarato eleggibile o ha coperto per anni cariche incompatibili con lo status di dipendente diretto/indiretto, tanto che viene sostituito in Assemblea con l'elezione del componente sostitutivo
🚨 Affossato l’unica realtà di produzione risorse (CNCS) togliendo i prima costanti ed uniformemente distribuiti aiuti alle Sezioni locali, rimaste utili solo per sfruttare immagini ed attività per poi premiare i soliti noti
📉 Creato forti perdite per centinaia di migliaia di euro - probabilmente coperte svendendo immobili ed eredità - con una gestione approssimativa, personalistica, mentre risulta misteriosamente scomparsa dagli organigrammi la figura statutaria del Tesoriere Nazionale
🔍 Gestito fondi ministeriali (CRAS) in modo opaco o fuori norma
🏚️ Fatto acquistare strutture dal Nazionale (quello che non ha mai soldi per le Sezioni) poi gestite in maniera fallimentare sulle finalità e irregolare

Gli Organi Centrali blindano le proprie personali responsabilità dietro agli avvocati ENPA pagati con i soldi per gli animali, le intimidazioni legali, i formalismi, i cavilli e i provvedimenti di facciata elaborati dal Direttore Generale (semplice dipendente però ormai dai poteri assoluti) che pontifica sull’attività dei veri volontari da dietro la sua stipendiata scrivania mentre ogni forma di dissenso viene minimizzata o messi a tacere con sospensioni, commissariamenti, esclusioni, silenzi istituzionali e censure telematiche.

Quindi a pagar dazio prima con la sospensione - funzionale ad evitare ulteriori accertamenti ( vedi RICORSO ) - e ora forse con l’esclusione sarà chi ha avuto la sola colpa di chiedere correttezza e trasparenza? 

Pretestuoso è il presunto “danno d’immagine” soggettivamente valutato proprio da chi i danni veri li ha fatti o li ha permessi - contestato a parole (nessuna denuncia notificata). Sono state dette cose reali e verificate da parte di soggetti titolati all'Amministrazione dell'Ente in qualità di rappresentanti regolarmente eletti di Soci/Sezioni. Il danno è privo di riscontri: 71.784 firme per 5x1000 nel 2024 contro le 68.517 del 2023. Qualsiasi denuncia venisse formalmente avviata rientrerebbe evidentemente nelle tante temerarie e prive di esito intentate negli anni per scappare dal confronto ed evitare di rispondere nel merito.   

Si attendono conferme, smentite, semplici doverose informazioni su cosa e su chi si voterà, magari non solo qualche ora prima come d'abitudine sul bilancio per non dare il tempo di analizzarlo e verificarne incongruenze.

🗳️ Il voto sulle esclusioni, trattandosi di persone, sarà segreto

Rimane l’unica e ultima possibilità per i volontari onesti di non accettare le intimidazioni, diventando complici di chi sta trasformando un sano ente di volontariato in una macchina di potere. 

Una possibilità pur remota in un confronto che parte impari fra volontari che si pagano viaggio e tempo di confrontarsi e i già visti pullman di “truppe cammellate”, pagate chissà come e da chissà chi.

PER APPROFONDIMENTI scopri tutta la storia   ===> CLICCA QUI 

SOSPESO ... DALLA RICERCA SULLA VERITA'

SOSPESA LA RICERCA DELLA VERITA'

A seguire la versione integrale del ricorso avverso formulato in data 15 Luglio 2024, come da termini regolamentari, contro la pretestuosa delibera di sospensione dai RUOLI ELETTIVI notificata a Marco Bravi. Essa, proposta dalla Presidente Nazionale su un documento elaborato dalla Direzione Generale - ricco di suggestioni inesatte ed interpretazioni soggettive e personali - è stata approvata in meno di 5 minuti di "ampia discussione" ed è stata evidentemente il sistema per impedire l'ulteriore verifica, approfondimento e contestazione dei fatti rilevati. Come quasi sempre avviene, non è pervenuta alcuna risposta nè smentita di quanto affermato sia dal Legale Rappresentante che dall'Avvocato dell'Ente. 

Marco Bravi ha alle spalle una ultratrentennale militanza nell’Ente, all’interno del quale ha coperto molti incarichi in forma attiva e fattiva, con risultati misurabili e benefici evidenti per la crescita generale dell’organizzazione.

Di seguito, per brevità, solo gli elementi salienti, in quanto il complesso dovrebbe essere a conoscenza personale dei destinatari del presente ricorso. Già attivo localmente dal 1985 in associazioni locali di protezione ambientale, matura esperienze in associazioni di volontariato umanitarie ed animaliste, ricoprendovi anche ruoli apicali. Intorno al 1994 diventa socio ENPA e comincia a collaborare con alcune sezioni, mettendo a disposizione, ovviamente gratuitamente, le proprie competenze professionali nel campo organizzativo, promozionale e formativo. Esse (ed i loro risultati) vengono notate a livello nazionale di cui, nel 2003, diventa parte fino ad oggi, con incarichi di rilievo quali ad esempio:

·         Componente della Giunta Esecutiva (2003-2018)

·         Presidente del Consiglio Nazionale (2018-2023)

·         Responsabile Comunicazione e Sviluppo (2009-2022)

·         Responsabile Nazionale Guardie Zoofile (2008-2013 / 2015-2023)

·         Presidente e Capo Nucleo Sezione di Torino (2015-Oggi)

Va da sé che tale pregresso è indicatore oggettivo di un legame reputazionale fra Bravi ed ENPA che conseguentemente va a dimostrare il non interesse, né volontà alcuna di nuocere allo stesso di cui, fra l’altro, è stato stakeholder presso importanti aziende e realtà attraverso le quali, negli anni, ha contribuito a portare risorse all’Ente per milioni di euro, sempre in modo gratuito.

INERZIE SULLA QUESTIONE INTERINALI ED OPACITA’ DI INFORMAZIONE AGLI AMMINISTRATORI

La questione oggetto dell’acceso dibattito (ad oggi ancora indefinita nei provvedimenti visto che, come Bravi e tutti all’esterno dell’OdA, nessuno è a conoscenza su esiti, provvedimenti o decisioni prese) necessita evidentemente di un ripasso sui fatti che hanno portato a tale trascendere ed ha origini lontane nel tempo (documentazioni tutte in possesso e producibili).

Marzo 2021 : in una corrispondenza con la Giunta Esecutiva, Massimo Pigoni (che già in quell’occasione si definisce il gestore dei rapporti con INTEMPO), il Direttore Generale e l’allora consulente per le politiche del personale Sergio Cristoni, Bravi già definisce IMPROBABILE la gestione richiedendo informazioni sulla somministrazione di personale da parte di INTEMPO e specificatamente “oltre al caso di specie [Perugia … ndr], abbiamo altre somministrazioni da questa agenzia? E con gli stessi costi o variabili? Sono sostenibili per le Sezioni che ne usufruiscono?”. Da notare che in quelle date, ad insaputa quantomeno di Bravi, era già attivo il rapporto lavorativo del Pigoni. Esito: nessuna risposta, nonostante solleciti

Luglio 2023 : in una corrispondenza con la Giunta Esecutiva, il Direttore Generale, il Dott. Daniele Cavalieri, il Dott. Massimo Teppati e l’allora consulente per le politiche del personale Cristoni, BRAVI richiede informazioni sulla somministrazione di personale interinale. Il Dott. Teppati risponde che tutti i lavoratori interinali sono censiti e caricati sul sistema centrale Louise, demandando al Direttore Generale la loro trasmissione.
Esito: nessuna risposta, nonostante solleciti

Gennaio 2024 : nella richiesta da parte di Bravi di informazioni sui rapporti di lavoro parasubordinati esistenti in ENPA in una corrispondenza con l’Organo di Amministrazione, il Direttore Generale, l’Ufficio Legale ENPA e l’Avv. Giuseppe Lenti quest’ultimo risponde “Le rappresento che  ho sempre, puntualmente e di tutto informato gli uffici  competenti ed il Presidente dell’Ente ai quali dovrà necessariamente rivolgersi per qualunque informazione e precisazione e dai quali sono certo avrà ogni conseguente ed adeguata risposta”.

A tale cortese riscontro segue mia richiesta alla Sede Centrale che non risponde con i dati richiesti, ma con la seguente nota a firma della Presidente Nazionale: Mi corre l’obbligo di ricordare che in Oda NON esiste una [sola …ndr] componente volontaria. Tutti i suoi membri sono volontari oltre che per scelta per obbligo statutario e normativo. Spero che questa precisazione, oltretutto pleonastica, sia tenuta nel dovuto conto. Ovviamente tutte le informazioni richieste sono nella disponibilità di ciascun membro dell’OdA”.
Esito: nessuna risposta sui dati richiesti, ma al tempo stesso il responsabile politico e legale rappresentante dell’Ente conferma non solo la necessaria gratuità, ma anche l’insussistenza di retribuzioni

13/05/2024 : è in tale data che Bravi formula via email all’OdA, alla Direzione Generale, all’OdC “Formale richiesta informazioni lavoro somministrato” relativamente alla comunicazione anonima pervenuta in data 10/05/2024 alla propria Sezione, anche perché nessuna informazione era stata trasmessa all’OdA  (tantomeno di incarico al Legale Dott.ssa Farinella) pur essendo di evidente interesse per gli Amministratori. Esito: nessuno dei dati richiesti viene trasmesso, nonostante molti non facciano riferimento al Bilancio al quale poi si farà riferimento per giustificarne il mancato invio.

29/05/2024 : a giustificare la percezione di Bravi su una temuta, ennesima divagazione sull’argomento e sua caduta nel vuoto, è la verifica che lo stesso non è neanche incluso nell’ordine del giorno della prima riunione OdA utile. Viene fatto presente da Bravi in comunicazione via email a Segreteria, OdA, OdC, Avvocato Farinella, Dott. Massimo Teppati.

04/06/2024 : come desumibile dal verbale (che sarà poi solo reso disponibile il 2/7/2024) in tale data è Bravi che lo introduce agli Organi competenti, sollecitando una presa di posizione chiara, non ambigua, nonché atti formali e pubblici di presa di distanza. Che di fatto non avviene perché il dibattito non s’incentra sui fatti, sull’inopportunità degli stessi, sulla necessità di almeno formale richiesta di dimissioni da tutto del Pigoni, a cui si attribuiscono tutte le responsabilità e da cui ci si defila ogni responsabilità politica.

Si trascura che l’anonimo ha di fatto evidenziato un tema vero e di reale potenziale danno d’immagine all’Ente, con implicazioni etiche e morali evidenti. Nessuna presa di posizione, nessuna contestazione di omissioni di controllo che appaiono evidenti, viste le summenzionate segnalazioni. Si conferma la sola delega formale all’Avv. Farinella che ha specifiche limitazioni al non occuparsi delle (invece fondamentali) questioni amministrative e contabili correlate (es. conti di pagamento, origini dei fondi, analisi di tutti i contratti).

Ci si dilunga invece su divagazioni allusive sull’origine e le motivazioni dell’Anonymous. La Presidente Nazionale dichiara di conoscerlo (con altri, visto l’uso del “noi”) “noi sappiamo tutto. Sappiamo perché nasce, sappiamo da chi nasce, sappiamo con quali obiettivi nasce, qual è lo spessore… Sappiamo tutto, facciamo tutti finta che non lo sappiamo e quindi noi ci confrontiamo con una denuncia anonima che anonima non è”. Che il riferimento, e quindi l’accusa calunniosa, sia rivolta a Bravi, è reso evidente in diverse successive dichiarazioni e si palesa nella comunicazione via email del 12/06/2024 a diverse Sezioni ENPA La vera indecenza, oltretutto ridicola, è la pretesa che esista un denunciante anonimo chissà come e perché a conoscenza di situazioni interne ad Enpa accessibili solo a soggetti interni. Prego Bravi di considerare maturi i tempi per uscire da ogni possibile ambiguità o, se preferisce, di continuare a nascondersi dietro ad un anonimo ormai percepito da tutti come una burletta”. In assenza di atti conseguenti, le affermazioni di cui sopra costituiscono grave pregiudizio all’integrità di Bravi.

La riunione si conclude con la dichiarazione della stessa Presidente “[…] nella vicenda Pigoni non ci sono profili illeciti, che ci siamo mossi in tempo, che la relazione di Farinella è arrivata con tempi anche fin troppo veloci […]”. Comunica che non ci saranno ulteriori passi, che la vicenda non sarebbe stata resa nota alle Sezioni (“situazioni interne ad Enpa che devono rimanere tali”), indicando che tale orientamento è derivante dalla relazione dell’Avv. Farinella che di fatto, però, non viene resa nota agli Amministratori (almeno fino alla data del provvedimento in oggetto, 3/7/2024).

05/06/2024 : perviene comunicazione di Massimo Pigoni “Come preannunciato in OdA mi sospendo da tutte le cariche e gli incarichi nazionali” che conferma quanto detto effettivamente in riunione. Trattasi di sospensione (per sua natura temporanea, autodeterminata e limitata ai ruoli nazionali) e di fatto contraddice la versione di quanto si legge nel verbale della riunione del giorno precedente (reso disponibile solo il 2/7/2024) dove si scrive una presunta dichiarazione di “dimissioni da tutti gli incarichi”.

08/06/2024 : il dissenso di Bravi all’assenza di una posizione politica dell’OdA e di quantomeno formale richiesta di dimissioni a Pigoni, a fronte delle rilevate e non contestate (nei fatti) azioni disdicevoli sul piano etico e morale per chi professa il volontariato come motore dell’Ente, viene comunicata dallo stesso ad OdA, OdC, Avv. Farinella, Segreteria, anche perché in stessa data viene confermata dal Pigoni l’intenzione di solo autosospendersi dagli incarichi nazionali (di nuovo in contraddizione con quanto appare poi nel verbale del 4/6/2024), mantenendo quelli dei contesti locali per cui, fra l’altro, riceve la propria retribuzione.

Tale cronistoria rende lampante l’oggettivo contesto di inerzia e riluttanza a fornire informazioni e chiaramente percepito da Bravi, in generale e specificatamente su un tema di cui ci si interessa solo dopo che è stato diffuso, fuori dalle chiuse stanze, da una dettagliata lettera che rimane anonima, fatta salva querela. È del tutto evidente che la stessa ha potuto essere composta solo da persone che avevano accesso a quelle informazioni inutilmente richieste da Bravi per anni e di cui, quindi, lo stesso non disponeva. A ulteriore riprova, a differenza di quanto più volte dichiarato dalla Sede Centrale, che esse esistevano, ma non vi era volontà/capacità di ottenerle da chi le deteneva.

Ciò in un contesto più generale di almeno un’altra decina richieste di dati da parte di Bravi legittimate dal suo ruolo di Amministratore, tutte andate inevase. Più volte, negli anni, lo stesso ha inutilmente fatto rilevare l’assenza/genericità di relazioni di progetto prive di dati di riscontro (contabili e di fatturazione), nonché la presentazione agli Amministratori sempre di bilanci di sintesi (nella stessa forma della pubblicazione) privi delle informazioni disaggregate che ne permettono la verifica oggettiva.

Vi è poi il fatto che come più volte segnalato da Bravi, tutte le richieste di informazioni devono passare dalla discrezionalità e mediazione della Direzione Generale perché il sistema informativo interno (LOUISE) che non è mai stato abilitato all’autonomo accesso e controllo delle informazioni da parte degli Amministratori che, di fatto e come confermato dalla Presidente nella riunione OdA del 3/7/2024, non vi hanno accesso. Ciò anche perché non è un ERP standard integrato con contabilità e gli altri sistemi WEB based come ci si aspetterebbe in una organizzazione delle dimensioni di ENPA, ma uno sviluppo interno su un sistema operativo poco diffuso.  

SULLA DIFFUSIONE DEL POST

Tutto il lunghissimo percorso storico fino all’8/6/2024, la generica delega ad un Legale con l’anticipato “tutto a posto” da parte della Presidente, la solo momentanea sospensione del Pigoni hanno portato in modo più che comprensibile Bravi a valutare che (come in altri precedenti anche più gravi di distrazione somme anche ingenti) si sarebbe portata ad oblio la vicenda, mantenendo in essere le questioni opache.  È essenzialmente per questo che Bravi, nel suo ruolo elettivo di portatore delle istanze dei suoi elettori all’interno di OdA che gli evidenziavano il loro sconcerto per l’inerzia, ha rappresentato la propria posizione, che rimane un’opinione ed in quanto tale legittima.

La forma pubblica, per quanto non gradita e giudicabile poco ortodossa quanto inopportuna, è stata finalizzata unicamente a farlo in trasparenza e mettendoci la faccia, ossia quella mancanza che è stata contestata allo sconosciuto latore della missiva anonima con istanze reali.

In ogni caso la posizione espressa nel post:

·         non comunica, a terzi, informazioni riservate inerenti ai nomi di soggetti aziendali o ENPA coinvolti

·         non è diffamatoria in quanto si riferisce ad elementi veritieri e fatti reali di cui si ha contezza e riscontrati, anche dai soggetti deputati

·         esprime proprie personali opinioni e una valutazione/iniziativa “politica” che è lecita, nonché prassi in ogni contesto associativo/partitico/sociale anche se non coincidente con la maggioranza o, per certi versi, dalla stessa considerata inopportuna

·         in nessuna sua parte fa riferimento ad illeciti di carattere penale od amministrativo che coinvolgerebbero l’Ente (quindi non denigrandolo), ma facendo sempre comunque riferimento agli aspetti etici, morali e di trasparenza, a sola difesa degli stessi e non ad attacco dell’Ente che non può certamente sentirsi rappresentato da chi non li persegue

L’intenzione era quindi unicamente legata ad un personale distinguo sull’argomento anche visto che (alla data di emissione del post ed a più di un mese dalla diffusa ricezione da parte delle Sezioni della missiva anonima) non era stata emessa alcuna nota ufficiale, dando diffusa percezione di totale assenza degli Amministratori, che sarebbe continuata vista la mancata volontà di interventi e prese di posizione ribadita in data 4/6/2024. Non è certo un caso che la nota della Presidenza Nazionale a tutte le Sezioni sia stata emessa solo in data 11/06/2024, ad evidente effetto dell’iniziativa di Bravi.

La pagina Facebook citata, nonché i profili Instagram e X, sono personali ed in alcun modo rappresentativi di ENPA, come fondamentalmente tutti i suoi contenuti, fatti salvi quelli espliciti e di promozione positiva del volontariato e delle sue iniziative.

I 6.200 follower non sono esaustivi del numero di lettori dei post che, come calcolato da “Meta Insight”, nel caso di specie sono poche decine. L’esagerata visibilità attribuita al post in questione in sede di contestazione è lampante dal numero limitato di “like” (Bravi ne riceve a volte migliaia su un singolo post) e dalla presa in considerazione del numero dei 139 commenti che sono in realtà collegati ai reiterati botta e risposta di una decina di soggetti. Il fatto che alcuni di essi si esprimessero in modo non favorevole ad ENPA, per di più su argomentazioni esterne al contesto, dimostra poi che non è il post ad avere generato commenti negativi e che le situazioni richiamate dai commentatori nulla hanno a che fare con Bravi. 

L’indicazione in biografia del ruolo coperto in ENPA “Organo di Amministrazione nazionale ENPA - PRESIDENTE ENPA TORINO” è correlata all’attività svolta nel tempo libero, come VOLONTARIO, come si potrebbe scrivere velista o ciclista. È contestabile pertanto “l’indubitabilità” del riferimento certo ad ENPA per quanto attiene il riferimento al “collega” in quanto BRAVI svolge, per il proprio mantenimento e percorso professionale, attività lavorative e ricreative che esulano da ENPA, per cui ha svolto si ribadisce gratuitamente il suo impegno che si estende anche ad altre attività di volontariato che non si sono sentite minimamente toccate dall’evento.

Per quanto riguarda le interpretazioni di altri soggetti a commento del post, ovviamente esse attengono alle singole persone e sensibilità. Una volta avutane contezza, si è provveduto ad eliminare i commenti che hanno inserito nominativi specifici, senza comunque limitare la possibilità di espressione come di abitudine di Bravi. Si segnala che anche post promozionali sui canali istituzionali ENPA hanno ricevuto commenti negativi, probabilmente più tempestivamente rimossi in quanto presidiati da personale stipendiato.

È di tutta evidenza che il raccordo fra il post e la questione è stato fatto da chi ne aveva già notizia da altra fonte e quindi il post in questione non rappresenta l’elemento diffusivo.

Nel provvedimento, la sovrapposizione motivazionale fra quanto scritto nel post e quanto specificato nell’interscambio email con le Sezioni è fuorviante perché si riferisce a contesti ed interlocutori diversi fra loro.

Viene fatto reiterato riferimento, nella contestazione, al presunto contributo alla diffusione messo in atto dalla Sig.ra Ilaria Fagotto, messa in correlazione con Bravi. Ciò risulta poco comprensibile e fuorviante, perché la conoscenza di Bravi con la stessa è occasionale e legata all’acquisizione di un cane, mentre sono stati molteplici i rapporti con la stessa da parte della Sede Centrale ENPA, comprese contribuzioni economiche, acquisizioni materiali promozionali, attività congiunte di sequestro (es. Cerami) e presa in carico animali.

Il fatto che un semplice post di espressione opinioni e di una posizione politica, alquanto poco diffuso e poco più che colloquiale, sia considerato dirimente non per una eventualmente comprensibile reprimenda, ma per una espulsione, rende ancora più evidenti e legittimi i timori di chi si espone a denunciare fatti, visti provvedimenti che, se confermati, non potrebbero non apparire ritorsivi.  

SULLE MOTIVAZIONI DEL PROVVEDIMENTO

La valutazione sui fatti ed i contenuti “il post non rispetta in alcun modo il principio della continenza, che richiede la corretta esposizione dei fatti e il mantenimento dell’informazione nei giusti limiti della più serena obiettività. Non per caso, anche se già di per sé lo stesso post lede l’immagine, la reputazione e l’onorabilità di Enpa” è meramente soggettiva e non è supportata da valutazioni terze, considerate invece giustamente indispensabili per la questione Pigoni.

Anche l’affermazione “ha generato da parte di utenti privati numerosi commenti rancorosi e palesemente diffamatori verso l’Ente. Di più: la presentazione e la ricostruzione dei fatti appaiono preordinati esclusivamente ad attirare l'attenzione negativa dei lettori sull’Ente” oltre che anch’essa soggettiva, pare non considerare che il diritto di critica e di libera espressione contempla valutazioni generali sull’Ente che nulla hanno a che fare con il contesto in cui sono espresse (e che quindi non ne ha responsabilità), critiche evidentemente preesistenti e nate dall’assenza di dibattito, forse per la ridotta di possibilità di confronto e di rappresentazione di cui dispone la base ENPA.

Non sono state contestate violazioni ai Codici Penale e Civile, ma cavillosi riferimenti ai soli Regolamenti interni (gravemente carenti, come evidenziato legalmente per l’altra vicenda) e al Codice Etico, assente però in tutte le considerazioni note sulla vicenda Pigoni, certamente più attinente all’etica. Si fa riferimento “alle sanzioni previste dal presente Codice Etico o dallo Statuto sociale o dai Regolamentiche sono svariate e nate per essere proporzionali, ma poi si propone quella più grave.

Si segnala il percorso “chi dovesse constatare illegalità o irregolarità commesse da altri appartenenti o da organi sociali, è tenuto a informarne gerarchicamente e tramite vie interne” il quale è stato seguito ma, come cronologicamente ricostruito, ostacolato o quantomeno certamente non agevolato anche da chi il Codice Etico risulta averlo scritto e proposto. Mancando i termini di efficacia del presupposto è ovvio che vengono a decadere i suoi assunti.

Il riferimento ad altri post esterni alla vicenda appare pretestuoso ed atto a strumentalmente allargare la percezione della condotta di Bravi a denigrazione dell’Ente, quando invece essi non hanno nulla a che fare con l’Ente e fanno parte del periodico commento e della libera espressione, propria nei Social, su fenomeni di costume, eventi politici e di personale opinione, negli ambiti multiformi in cui si esplica la intensa vita sociale di Bravi che non è certo catalizzata su ENPA, per quanto questa sua passione lo coinvolga da oltre 30 anni. Pertanto la soggettiva valutazione “post chiaramente allusivi e apparentemente scollegati, ma invero strettamente connessi” viene del tutto respinta.

Il richiamato articolo 4 comma 4 dello Statuto sociale (“Il socio che contravviene gravemente agli obblighi del presente Statuto, dei Regolamenti o delle deliberazioni degli organi dell'Ente oppure arreca danni materiali, morali o di immagine all'Ente, può essere escluso”) fa riferimento ad una gravità che non può essere affidata alla personale percezione del relatore del provvedimento. Quantificare ed attribuire il diverso peso su quanto l’ipotetico danno derivi dalla vicenda Pigoni in sè, dalle due diverse lettere anonime inviate fuori dai canali istituzionali e dal post di Bravi appare un esercizio arbitrario, ancor più in considerazione che in altre situazioni (incomparabili e ben più gravi come verrà esaminato in seguito) il danno non è stato dimostrato, né ha portato conseguenze.

Stessa impossibilità di attribuzione è da applicarsi ai presunti “effetti negativi subiti dalle articolazioni Enpa sull’intero territorio nazionale”, Sezioni la cui voce, nel procedimento, è affidata a stralci non qualificati e monodirezionali non di comunicazioni di iniziativa, ma di risposta alla nota della Presidenza Nazionale emessa in data 11/06/2024. Purtroppo anche in essa non si sono per nulla stigmatizzati eventuali comportamenti scorretti sul piano etico ed irriguardosi nei confronti delle migliaia di volontari gratuiti, ma ci si è concentrati pesantemente solo sui denuncianti degli stessi, annunciando iniziative legali contro chi le aveva denunciate ed ammonendo anche eventuali loro sostenitori, nonché deviando l’attenzione non sui fatti, ma inducendo sdegno contro chi ne ha permesso la conoscenza.

Perché “l’elemento del danno, per Enpa, a livello nazionale e locale come conseguenza della pubblicazione del post sui social network” indicato nel provvedimento, con toni esagerati ed allarmistici sul loro peso e dannosità,  non considera le numerose esternazioni (anch’esse provenienti dalle Sezioni) sul fatto che un grave danno sia generato da chi, attribuendosi emolumenti, prende in giro i volontari che disinteressatamente e gratuitamente prestano il loro volontariato, nonché da coloro che, retribuiti e deputati al controllo della regolarità contabile ed amministrativa, non ha adeguatamente vigilato nonostante le plurime segnalazioni.

La proposta del provvedimento è stata inserita come primo punto all’Ordine del Giorno della riunione del 3 Luglio 2024 dell’Organo di Amministrazione. Ad avvio riunione non era ancora stata inviata agli Amministratori la corposa (10 pagine) documentazione prodotta, che è stata poi trasmessa alle ore 11:21. Essa non contiene solo gli elementi di contestazione affidando agli Amministratori la valutazione di eventuali e proporzionali provvedimenti, ma già esplicita la proposta di esclusione che si configura come suggestiva, stante che neanche cita altri provvedimenti previsti dallo Statuto e dal Codice Etico (sospensione temporanee ed altri).

È evidente che valutazioni ed applicazione di provvedimenti avrebbero dovuto essere valutate in autonomia e coscienza da parte degli Amministratori, commisuratamente alla presunta violazione. Prerogativa di fatto assente stante che dopo solo pochissimi minuti (quindi senza consentire la semplice lettura al di là della debitamente ponderata assimilazione delle informazioni) è stata richiesta la votazione con l’introduzione (per la prima volta assoluta in oltre 3 anni di riunioni telematiche in cui è stato sempre escluso) dello scrutinio segreto attraverso una piattaforma, per quanto si dice certificata, gestita dalla Direzione Generale ENPA.

Appare evidente l’accanita specificità di trattamento riservata alla formale trattazione di questo specifico provvedimento, nonché la pregiudizialità del metodo applicato. Anche la tempistica risulta singolarmente tempestiva, mentre gli accertamenti su elementi oggettivi molto più facilmente riscontrabili ha richiesto settimane.

Fra l’altro, l’immediata applicazione della sospensione a riunione in corso ha impedito a Bravi di prendere in esame quanto acquisito/valutato sulla questione specifica e generante il conflitto, impedendo di fatto il riscontro sulle questioni poste, lasciandole conseguentemente ancor più senza risposta ed acuendo la sensazione di insabbiamento della vicenda.

SULL’INCOMPARABILITA’ DEI PRECEDENTI

All’interno del procedimento, affidandosi ad un passaggio della mail inviata dalla Sezione Enpa di Acireale, si fa un’analogia fra l’oggetto del presente ricorso e gli attacchi a Enpa giunti nel 2017-2018 da una pagina Facebook denominata “Dissidenpa”.

La suggestione di similitudine è del tutto fuorviante e capziosa. Non vi è niente di meno comparabile. “Dissidenpa” era un profilo “fake” nato specificatamente per un attacco in larga scala, su cui sono stati pubblicati decine di post anonimi e calunniosi (con ipotesi non supportate da alcuna documentazione), contenuti degradanti e volgari, supporter con decine di dirette. Inoltre la pagina era solo di supporto ad un’azione reiterata presso Media nazionali (Mediaset), quella sì potenzialmente dannosa per diffusione e toni, anche se poi nei numeri (es. 5x1000) si è dimostrata priva di effetti.

Anche la ricostruzione sul piano storico fatta di “Dissidenpa” nella stesura del procedimento riporta significative dimenticanze, a partire dal fatto che Bravi era fra i soggetti più colpiti da tale aberrante iniziativa che si basava su moltissime informazioni di certa origine dalla Sede Centrale ENPA. Le iniziative legali poi, con costi importanti per ENPA, si sono dimostrate temerarie con numerosi ritiri di querele e nessuna condanna per i soggetti noti che se la sono cavata con accordi extra-giudiziali da poche migliaia di euro. Da considerare poi che alcuni dei soggetti di cui era palese la contiguità con il profilo “Dissidenpa”, anche con iniziative di sostegno ad esso, sono ancora presenti nell’organizzazione anche con ruoli di rilievo.

Comparare un post di natura ed intento personale a tutto questo è evidentemente pretestuoso e fuori da ogni logica, così come voler rendere analogo quello in proposta per Bravi con il procedimento di esclusione da socio del dott. Sergio Sellitto. Fatti salvi difetti di memoria, per quest’ultimo furono dimostrate ampie distrazioni di documenti e reiterate azioni diffamatorie atte a danneggiare la reputazione dell’Ente e dei suoi Amministratori. 

Da tutto quanto sopra premesso e su cui ci si è dilungati per completezza - visto che c’è in ballo la storia di 30 anni di vita di una persona - emerge una differenza di visione sostanziale sulla filosofia gestionale, non necessariamente giusta da una parte e sbagliata dall’altra:

·         quella che vorrebbe celare dietro la riservatezza le criticità, affidandone la gestione agli stessi che ne hanno permesso - direttamente o per omissioni - la generazione, soluzione che storicamente sembra però non impedire la reiterazione di comportamenti opachi apparendo omertosa

·         quella di Bravi che vorrebbe dimostrare la forza dell’organizzazione tramite un approccio alle criticità trasparente e conosciuto in tutte le componenti che, dalla base ai vertici, hanno per lo stesso pari dignità

Sul caso di specie si è determinata la totale fondatezza delle irregolarità segnalate, vista la decisa rescissione del contratto con INTEMPO SpA, nonché i provvedimenti (invero sconosciuti, avvolti ancora da incertezza) che riguardano lo stesso Pigoni.

Un’esclusione di Bravi per un post sarebbe ovviamente ignominiosa per la storia e il ruolo dello stesso, ma suonerebbe ritorsiva ed anche poco qualificante per l’Ente di cui verrebbe conseguentemente conclamata la fragilità reputazionale.

Così come l’eventuale parità (se non più grave) di trattamento fra chi ha agito per interessi personali e chi - sia pure magari impropriamente - a protezione del profilo morale ed etico dell’Ente dando, su questo aspetto, più valore alla riservatezza che alla trasparenza.

Infine appare invero risibile e pretestuosa la possibilità attribuita a Bravi di poter alterare una devoluzione importante a livello numerico come il 5x1000 (in qualche modo gratificante per lo stesso fosse vera).

Al fine di addivenire ad una benevola composizione della questione, si contesta il provvedimento di espulsione valutando, per vie transattive:

·         in via primaria, l’ammonizione con limitazione a 15 gg della sospensione dagli incarichi, con revoca del provvedimento di esclusione ed unitariamente eventuale stipula di un patto di reciproca desistenza comunicativa sulla questione

·         in via subordinata, consapevoli che (pur motivatamente a parere del ricorrente) si possano essere superati limiti di continenza, è plausibile valutare le dimissioni dall'incarico elettivo presso l’Organo di Amministrazione nazionale ed incarichi nazionali annessi con accordo di mantenimento della qualifica di Socio e dell'incarico elettivo locale, con tempestiva comunicazione alla Sezione e ripristino delle relative deleghe, anche al fine di non penalizzare ulteriormente le complesse attività in corso

Differentemente, anche in considerazione dell’acclarata diffusione incontrollata di voci su una definitività del procedimento prima ancora dell’invio del presente ricorso, ci si riserva di tutelare in ogni sede legale, amministrativa e comunicativa la storia ed integrità del Sig. Bravi attraverso lo Studio Legale che (al momento dall’esterno e per via amicale, auspicando una composizione bonaria della vicenda) ha supervisionato questo ricorso interno.

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