SOSPESA LA RICERCA DELLA VERITA'
A seguire la versione integrale del ricorso avverso formulato in data 15 Luglio 2024, come da termini regolamentari, contro la pretestuosa delibera di sospensione dai RUOLI ELETTIVI notificata a Marco Bravi. Essa, proposta dalla Presidente Nazionale su un documento elaborato dalla Direzione Generale - ricco di suggestioni inesatte ed interpretazioni soggettive e personali - è stata approvata in meno di 5 minuti di "ampia discussione" ed è stata evidentemente il sistema per impedire l'ulteriore verifica, approfondimento e contestazione dei fatti rilevati. Come quasi sempre avviene, non è pervenuta alcuna risposta nè smentita di quanto affermato sia dal Legale Rappresentante che dall'Avvocato dell'Ente.
Marco Bravi ha alle spalle una
ultratrentennale militanza nell’Ente, all’interno del quale ha coperto molti
incarichi in forma attiva e fattiva, con risultati misurabili e benefici
evidenti per la crescita generale dell’organizzazione.
Di seguito, per brevità, solo gli
elementi salienti, in quanto il complesso dovrebbe essere a conoscenza
personale dei destinatari del presente ricorso. Già attivo localmente dal 1985
in associazioni locali di protezione ambientale, matura esperienze in
associazioni di volontariato umanitarie ed animaliste, ricoprendovi anche ruoli
apicali. Intorno al 1994 diventa socio ENPA e comincia a collaborare con alcune
sezioni, mettendo a disposizione, ovviamente gratuitamente, le proprie
competenze professionali nel campo organizzativo, promozionale e formativo.
Esse (ed i loro risultati) vengono notate a livello nazionale di cui, nel 2003,
diventa parte fino ad oggi, con incarichi di rilievo quali ad esempio:
·
Componente della Giunta Esecutiva (2003-2018)
·
Presidente del Consiglio Nazionale (2018-2023)
·
Responsabile Comunicazione e Sviluppo (2009-2022)
·
Responsabile Nazionale Guardie Zoofile
(2008-2013 / 2015-2023)
·
Presidente e Capo Nucleo Sezione di Torino
(2015-Oggi)
Va da sé che tale pregresso è
indicatore oggettivo di un legame reputazionale fra Bravi ed ENPA che
conseguentemente va a dimostrare il non interesse, né volontà alcuna di nuocere
allo stesso di cui, fra l’altro, è stato stakeholder presso importanti aziende
e realtà attraverso le quali, negli anni, ha contribuito a portare risorse
all’Ente per milioni di euro, sempre in modo gratuito.
INERZIE
SULLA QUESTIONE INTERINALI ED OPACITA’ DI INFORMAZIONE AGLI AMMINISTRATORI
La questione oggetto dell’acceso
dibattito (ad oggi ancora indefinita nei provvedimenti visto che, come Bravi e
tutti all’esterno dell’OdA, nessuno è a conoscenza su esiti, provvedimenti o
decisioni prese) necessita evidentemente di un ripasso sui fatti che hanno
portato a tale trascendere ed ha origini lontane nel tempo (documentazioni
tutte in possesso e producibili).
Marzo 2021 : in una
corrispondenza con la Giunta Esecutiva, Massimo Pigoni (che già in
quell’occasione si definisce il gestore dei rapporti con INTEMPO), il Direttore
Generale e l’allora consulente per le politiche del personale Sergio Cristoni,
Bravi già definisce IMPROBABILE la gestione richiedendo informazioni
sulla somministrazione di personale da parte di INTEMPO e specificatamente “oltre
al caso di specie [Perugia … ndr], abbiamo altre somministrazioni da questa
agenzia? E con gli stessi costi o variabili? Sono sostenibili per le Sezioni
che ne usufruiscono?”. Da notare che in quelle date, ad insaputa quantomeno
di Bravi, era già attivo il rapporto lavorativo del Pigoni. Esito: nessuna
risposta, nonostante solleciti
Luglio 2023 : in una
corrispondenza con la Giunta Esecutiva, il Direttore Generale, il Dott. Daniele
Cavalieri, il Dott. Massimo Teppati e l’allora consulente per le politiche del
personale Cristoni, BRAVI richiede informazioni sulla somministrazione di
personale interinale. Il Dott. Teppati risponde che tutti i lavoratori
interinali sono censiti e caricati sul sistema centrale Louise, demandando al
Direttore Generale la loro trasmissione.
Esito: nessuna risposta, nonostante solleciti
Gennaio 2024 : nella
richiesta da parte di Bravi di informazioni sui rapporti di lavoro
parasubordinati esistenti in ENPA in una corrispondenza con l’Organo di
Amministrazione, il Direttore Generale, l’Ufficio Legale ENPA e l’Avv. Giuseppe
Lenti quest’ultimo risponde “Le rappresento che ho sempre, puntualmente e di tutto informato
gli uffici competenti ed il Presidente
dell’Ente ai quali dovrà necessariamente rivolgersi per qualunque informazione
e precisazione e dai quali sono certo avrà ogni conseguente ed adeguata
risposta”.
A tale cortese riscontro segue
mia richiesta alla Sede Centrale che non risponde con i dati richiesti, ma con
la seguente nota a firma della Presidente Nazionale: “Mi corre l’obbligo di
ricordare che in Oda NON esiste una [sola …ndr] componente volontaria. Tutti
i suoi membri sono volontari oltre che per scelta per obbligo statutario e
normativo. Spero che questa precisazione, oltretutto pleonastica, sia tenuta
nel dovuto conto. Ovviamente tutte le informazioni richieste sono nella
disponibilità di ciascun membro dell’OdA”.
Esito: nessuna risposta sui dati richiesti, ma al tempo stesso il
responsabile politico e legale rappresentante dell’Ente conferma non solo la
necessaria gratuità, ma anche l’insussistenza di retribuzioni
13/05/2024 : è in tale
data che Bravi formula via email all’OdA, alla Direzione Generale, all’OdC “Formale
richiesta informazioni lavoro somministrato” relativamente alla comunicazione
anonima pervenuta in data 10/05/2024 alla propria Sezione, anche perché nessuna
informazione era stata trasmessa all’OdA (tantomeno di incarico al Legale Dott.ssa
Farinella) pur essendo di evidente interesse per gli Amministratori. Esito: nessuno
dei dati richiesti viene trasmesso, nonostante molti non facciano
riferimento al Bilancio al quale poi si farà riferimento per giustificarne il
mancato invio.
29/05/2024 : a
giustificare la percezione di Bravi su una temuta, ennesima divagazione
sull’argomento e sua caduta nel vuoto, è la verifica che lo stesso non è
neanche incluso nell’ordine del giorno della prima riunione OdA utile. Viene
fatto presente da Bravi in comunicazione via email a Segreteria, OdA, OdC,
Avvocato Farinella, Dott. Massimo Teppati.
04/06/2024 : come
desumibile dal verbale (che sarà poi solo reso disponibile il 2/7/2024) in tale
data è Bravi che lo introduce agli Organi competenti, sollecitando una presa di
posizione chiara, non ambigua, nonché atti formali e pubblici di presa di
distanza. Che di fatto non avviene perché il dibattito non s’incentra sui
fatti, sull’inopportunità degli stessi, sulla necessità di almeno formale
richiesta di dimissioni da tutto del Pigoni, a cui si attribuiscono tutte le
responsabilità e da cui ci si defila ogni responsabilità politica.
Si trascura che l’anonimo ha di
fatto evidenziato un tema vero e di reale potenziale danno d’immagine all’Ente,
con implicazioni etiche e morali evidenti. Nessuna presa di posizione, nessuna
contestazione di omissioni di controllo che appaiono evidenti, viste le
summenzionate segnalazioni. Si conferma la sola delega formale all’Avv.
Farinella che ha specifiche limitazioni al non occuparsi delle (invece
fondamentali) questioni amministrative e contabili correlate (es. conti di
pagamento, origini dei fondi, analisi di tutti i contratti).
Ci si dilunga invece su divagazioni
allusive sull’origine e le motivazioni dell’Anonymous. La Presidente Nazionale dichiara
di conoscerlo (con altri, visto l’uso del “noi”) “noi sappiamo tutto.
Sappiamo perché nasce, sappiamo da chi nasce, sappiamo con quali obiettivi
nasce, qual è lo spessore… Sappiamo tutto, facciamo tutti finta che non lo
sappiamo e quindi noi ci confrontiamo con una denuncia anonima che anonima non
è”. Che il riferimento, e quindi l’accusa calunniosa, sia rivolta a Bravi, è
reso evidente in diverse successive dichiarazioni e si palesa nella
comunicazione via email del 12/06/2024 a diverse Sezioni ENPA “La vera indecenza, oltretutto
ridicola, è la pretesa che esista un denunciante anonimo chissà come e perché a
conoscenza di situazioni interne ad Enpa accessibili solo a soggetti interni. Prego
Bravi di considerare maturi i tempi per uscire da ogni possibile ambiguità o,
se preferisce, di continuare a nascondersi dietro ad un anonimo ormai percepito
da tutti come una burletta”. In assenza di atti conseguenti, le affermazioni di cui
sopra costituiscono grave pregiudizio all’integrità di Bravi.
La riunione si conclude con la
dichiarazione della stessa Presidente “[…] nella vicenda Pigoni non ci sono
profili illeciti, che ci siamo mossi in tempo, che la relazione di Farinella è
arrivata con tempi anche fin troppo veloci […]”. Comunica che non ci saranno
ulteriori passi, che la vicenda non sarebbe stata resa nota alle Sezioni (“situazioni interne ad Enpa che
devono rimanere tali”), indicando che tale orientamento è derivante
dalla relazione dell’Avv. Farinella che di fatto, però, non viene resa nota
agli Amministratori (almeno fino alla data del provvedimento in oggetto,
3/7/2024).
05/06/2024 : perviene
comunicazione di Massimo Pigoni “Come preannunciato in OdA mi sospendo da
tutte le cariche e gli incarichi nazionali” che conferma quanto detto
effettivamente in riunione. Trattasi di sospensione (per sua natura temporanea,
autodeterminata e limitata ai ruoli nazionali) e di fatto contraddice la
versione di quanto si legge nel verbale della riunione del giorno precedente
(reso disponibile solo il 2/7/2024) dove si scrive una presunta dichiarazione
di “dimissioni da tutti gli incarichi”.
08/06/2024 : il dissenso
di Bravi all’assenza di una posizione politica dell’OdA e di quantomeno formale
richiesta di dimissioni a Pigoni, a fronte delle rilevate e non contestate (nei
fatti) azioni disdicevoli sul piano etico e morale per chi professa il
volontariato come motore dell’Ente, viene comunicata dallo stesso ad OdA, OdC,
Avv. Farinella, Segreteria, anche perché in stessa data viene confermata dal
Pigoni l’intenzione di solo autosospendersi dagli incarichi nazionali (di nuovo
in contraddizione con quanto appare poi nel verbale del 4/6/2024), mantenendo
quelli dei contesti locali per cui, fra l’altro, riceve la propria
retribuzione.
Tale cronistoria rende
lampante l’oggettivo contesto di inerzia e riluttanza a fornire informazioni e
chiaramente percepito da Bravi, in generale e specificatamente su un tema di
cui ci si interessa solo dopo che è stato diffuso, fuori dalle chiuse stanze, da
una dettagliata lettera che rimane anonima, fatta salva querela. È del tutto
evidente che la stessa ha potuto essere composta solo da persone che avevano
accesso a quelle informazioni inutilmente richieste da Bravi per anni e di cui,
quindi, lo stesso non disponeva. A ulteriore riprova, a differenza di
quanto più volte dichiarato dalla Sede Centrale, che esse esistevano, ma non vi
era volontà/capacità di ottenerle da chi le deteneva.
Ciò in un contesto più
generale di almeno un’altra decina richieste di dati da parte di Bravi
legittimate dal suo ruolo di Amministratore, tutte andate inevase. Più volte,
negli anni, lo stesso ha inutilmente fatto rilevare l’assenza/genericità di
relazioni di progetto prive di dati di riscontro (contabili e di fatturazione),
nonché la presentazione agli Amministratori sempre di bilanci di sintesi (nella
stessa forma della pubblicazione) privi delle informazioni disaggregate che ne
permettono la verifica oggettiva.
Vi è poi il fatto che come più
volte segnalato da Bravi, tutte le richieste di informazioni devono passare
dalla discrezionalità e mediazione della Direzione Generale perché il sistema
informativo interno (LOUISE) che non è mai stato abilitato all’autonomo accesso
e controllo delle informazioni da parte degli Amministratori che, di fatto e
come confermato dalla Presidente nella riunione OdA del 3/7/2024, non vi hanno
accesso. Ciò anche perché non è un ERP standard integrato con contabilità e
gli altri sistemi WEB based come ci si aspetterebbe in una organizzazione delle
dimensioni di ENPA, ma uno sviluppo interno su un sistema operativo poco
diffuso.
SULLA
DIFFUSIONE DEL POST
Tutto il lunghissimo percorso storico
fino all’8/6/2024, la generica delega ad un Legale con l’anticipato “tutto a
posto” da parte della Presidente, la solo momentanea sospensione del Pigoni
hanno portato in modo più che comprensibile Bravi a valutare che (come in altri
precedenti anche più gravi di distrazione somme anche ingenti) si sarebbe portata
ad oblio la vicenda, mantenendo in essere le questioni opache. È essenzialmente per questo che Bravi, nel
suo ruolo elettivo di portatore delle istanze dei suoi elettori all’interno di
OdA che gli evidenziavano il loro sconcerto per l’inerzia, ha rappresentato la
propria posizione, che rimane un’opinione ed in quanto tale legittima.
La forma pubblica, per quanto non
gradita e giudicabile poco ortodossa quanto inopportuna, è stata finalizzata
unicamente a farlo in trasparenza e mettendoci la faccia, ossia quella
mancanza che è stata contestata allo sconosciuto latore della missiva anonima
con istanze reali.
In ogni caso la posizione
espressa nel post:
·
non comunica, a terzi, informazioni riservate
inerenti ai nomi di soggetti aziendali o ENPA coinvolti
·
non è diffamatoria in quanto si riferisce ad
elementi veritieri e fatti reali di cui si ha contezza e riscontrati, anche dai
soggetti deputati
·
esprime proprie personali opinioni e una
valutazione/iniziativa “politica” che è lecita, nonché prassi in ogni contesto
associativo/partitico/sociale anche se non coincidente con la maggioranza o,
per certi versi, dalla stessa considerata inopportuna
·
in nessuna sua parte fa riferimento ad illeciti
di carattere penale od amministrativo che coinvolgerebbero l’Ente (quindi non
denigrandolo), ma facendo sempre comunque riferimento agli aspetti etici,
morali e di trasparenza, a sola difesa degli stessi e non ad attacco dell’Ente
che non può certamente sentirsi rappresentato da chi non li persegue
L’intenzione era quindi
unicamente legata ad un personale distinguo sull’argomento anche visto che (alla
data di emissione del post ed a più di un mese dalla diffusa ricezione da parte
delle Sezioni della missiva anonima) non era stata emessa alcuna nota ufficiale,
dando diffusa percezione di totale assenza degli Amministratori, che
sarebbe continuata vista la mancata volontà di interventi e prese di posizione
ribadita in data 4/6/2024. Non è certo un caso che la nota della Presidenza
Nazionale a tutte le Sezioni sia stata emessa solo in data 11/06/2024, ad
evidente effetto dell’iniziativa di Bravi.
La pagina Facebook citata, nonché
i profili Instagram e X, sono personali ed in alcun modo rappresentativi di
ENPA, come fondamentalmente tutti i suoi contenuti, fatti salvi quelli
espliciti e di promozione positiva del volontariato e delle sue iniziative.
I 6.200 follower non sono
esaustivi del numero di lettori dei post che, come calcolato da “Meta Insight”,
nel caso di specie sono poche decine. L’esagerata visibilità attribuita al
post in questione in sede di contestazione è lampante dal numero limitato
di “like” (Bravi ne riceve a volte migliaia su un singolo post) e dalla presa
in considerazione del numero dei 139 commenti che sono in realtà collegati ai
reiterati botta e risposta di una decina di soggetti. Il fatto che alcuni di
essi si esprimessero in modo non favorevole ad ENPA, per di più su
argomentazioni esterne al contesto, dimostra poi che non è il post ad avere
generato commenti negativi e che le situazioni richiamate dai commentatori
nulla hanno a che fare con Bravi.
L’indicazione in biografia del
ruolo coperto in ENPA “Organo di Amministrazione nazionale ENPA - PRESIDENTE
ENPA TORINO” è correlata all’attività svolta nel tempo libero, come VOLONTARIO,
come si potrebbe scrivere velista o ciclista. È contestabile pertanto
“l’indubitabilità” del riferimento certo ad ENPA per quanto attiene il
riferimento al “collega” in quanto BRAVI svolge, per il proprio
mantenimento e percorso professionale, attività lavorative e ricreative che
esulano da ENPA, per cui ha svolto si ribadisce gratuitamente il suo impegno
che si estende anche ad altre attività di volontariato che non si sono sentite
minimamente toccate dall’evento.
Per quanto riguarda le
interpretazioni di altri soggetti a commento del post, ovviamente esse
attengono alle singole persone e sensibilità. Una volta avutane contezza, si
è provveduto ad eliminare i commenti che hanno inserito nominativi specifici,
senza comunque limitare la possibilità di espressione come di abitudine di
Bravi. Si segnala che anche post promozionali sui canali istituzionali ENPA
hanno ricevuto commenti negativi, probabilmente più tempestivamente rimossi in
quanto presidiati da personale stipendiato.
È di tutta evidenza che il raccordo
fra il post e la questione è stato fatto da chi ne aveva già notizia da altra
fonte e quindi il post in questione non rappresenta l’elemento diffusivo.
Nel provvedimento, la
sovrapposizione motivazionale fra quanto scritto nel post e quanto specificato
nell’interscambio email con le Sezioni è fuorviante perché si riferisce a
contesti ed interlocutori diversi fra loro.
Viene fatto reiterato riferimento,
nella contestazione, al presunto contributo alla diffusione messo in atto dalla
Sig.ra Ilaria Fagotto, messa in correlazione con Bravi. Ciò risulta poco
comprensibile e fuorviante, perché la conoscenza di Bravi con la stessa è
occasionale e legata all’acquisizione di un cane, mentre sono stati molteplici
i rapporti con la stessa da parte della Sede Centrale ENPA, comprese
contribuzioni economiche, acquisizioni materiali promozionali, attività
congiunte di sequestro (es. Cerami) e presa in carico animali.
Il fatto che un semplice
post di espressione opinioni e di una posizione politica, alquanto poco
diffuso e poco più che colloquiale, sia considerato dirimente non per una eventualmente
comprensibile reprimenda, ma per una espulsione, rende ancora più
evidenti e legittimi i timori di chi si espone a denunciare fatti, visti
provvedimenti che, se confermati, non potrebbero non apparire ritorsivi.
SULLE
MOTIVAZIONI DEL PROVVEDIMENTO
La valutazione sui fatti ed i
contenuti “il post non rispetta in alcun modo il principio della continenza,
che richiede la corretta esposizione dei fatti e il mantenimento
dell’informazione nei giusti limiti della più serena obiettività. Non per caso,
anche se già di per sé lo stesso post lede l’immagine, la reputazione e
l’onorabilità di Enpa” è meramente soggettiva e non è
supportata da valutazioni terze, considerate invece giustamente indispensabili
per la questione Pigoni.
Anche l’affermazione “ha
generato da parte di utenti privati numerosi commenti rancorosi e palesemente
diffamatori verso l’Ente. Di più: la presentazione e la ricostruzione dei fatti
appaiono preordinati esclusivamente ad attirare l'attenzione negativa dei
lettori sull’Ente” oltre che anch’essa soggettiva, pare non considerare che
il diritto di critica e di libera espressione contempla valutazioni generali
sull’Ente che nulla hanno a che fare con il contesto in cui sono espresse (e
che quindi non ne ha responsabilità), critiche evidentemente preesistenti e nate
dall’assenza di dibattito, forse per la ridotta di possibilità di confronto e
di rappresentazione di cui dispone la base ENPA.
Non sono state contestate
violazioni ai Codici Penale e Civile, ma cavillosi riferimenti ai soli Regolamenti
interni (gravemente carenti, come evidenziato legalmente per l’altra vicenda) e
al Codice Etico, assente però in tutte le considerazioni note sulla vicenda
Pigoni, certamente più attinente all’etica. Si fa riferimento “alle sanzioni
previste dal presente Codice Etico o dallo Statuto sociale o dai Regolamenti”
che sono svariate e nate per essere proporzionali, ma poi si propone
quella più grave.
Si segnala il percorso “chi dovesse
constatare illegalità o irregolarità commesse da altri appartenenti o da organi
sociali, è tenuto a informarne gerarchicamente e tramite vie interne” il
quale è stato seguito ma, come cronologicamente ricostruito, ostacolato o
quantomeno certamente non agevolato anche da chi il Codice Etico risulta averlo
scritto e proposto. Mancando i termini di efficacia del presupposto è ovvio
che vengono a decadere i suoi assunti.
Il riferimento ad altri post
esterni alla vicenda appare pretestuoso ed atto a strumentalmente allargare la percezione
della condotta di Bravi a denigrazione dell’Ente, quando invece essi non
hanno nulla a che fare con l’Ente e fanno parte del periodico commento e della
libera espressione, propria nei Social, su fenomeni di costume, eventi politici
e di personale opinione, negli ambiti multiformi in cui si esplica la intensa
vita sociale di Bravi che non è certo catalizzata su ENPA, per quanto questa
sua passione lo coinvolga da oltre 30 anni. Pertanto la soggettiva
valutazione “post chiaramente allusivi e apparentemente scollegati, ma
invero strettamente connessi” viene del tutto respinta.
Il richiamato articolo 4 comma 4
dello Statuto sociale (“Il socio che contravviene gravemente agli obblighi
del presente Statuto, dei Regolamenti o delle deliberazioni degli organi
dell'Ente oppure arreca danni materiali, morali o di immagine all'Ente, può
essere escluso”) fa riferimento ad una gravità che non può essere affidata
alla personale percezione del relatore del provvedimento. Quantificare ed
attribuire il diverso peso su quanto l’ipotetico danno derivi dalla vicenda
Pigoni in sè, dalle due diverse lettere anonime inviate fuori dai canali
istituzionali e dal post di Bravi appare un esercizio arbitrario, ancor più
in considerazione che in altre situazioni (incomparabili e ben più gravi come
verrà esaminato in seguito) il danno non è stato dimostrato, né ha portato
conseguenze.
Stessa impossibilità di attribuzione
è da applicarsi ai presunti “effetti negativi subiti dalle articolazioni
Enpa sull’intero territorio nazionale”, Sezioni la cui voce, nel
procedimento, è affidata a stralci non qualificati e monodirezionali non di
comunicazioni di iniziativa, ma di risposta alla nota della Presidenza
Nazionale emessa in data 11/06/2024. Purtroppo anche in essa non si sono
per nulla stigmatizzati eventuali comportamenti scorretti sul piano etico ed
irriguardosi nei confronti delle migliaia di volontari gratuiti, ma ci si è concentrati
pesantemente solo sui denuncianti degli stessi, annunciando iniziative legali
contro chi le aveva denunciate ed ammonendo anche eventuali loro sostenitori,
nonché deviando l’attenzione non sui fatti, ma inducendo sdegno contro chi ne
ha permesso la conoscenza.
Perché “l’elemento del danno,
per Enpa, a livello nazionale e locale come conseguenza della pubblicazione del
post sui social network” indicato nel provvedimento, con toni esagerati ed
allarmistici sul loro peso e dannosità, non considera le numerose esternazioni
(anch’esse provenienti dalle Sezioni) sul fatto che un grave danno sia generato
da chi, attribuendosi emolumenti, prende in giro i volontari che disinteressatamente
e gratuitamente prestano il loro volontariato, nonché da coloro che, retribuiti
e deputati al controllo della regolarità contabile ed amministrativa, non ha
adeguatamente vigilato nonostante le plurime segnalazioni.
La proposta del provvedimento è
stata inserita come primo punto all’Ordine del Giorno della riunione del 3
Luglio 2024 dell’Organo di Amministrazione. Ad avvio riunione non era ancora
stata inviata agli Amministratori la corposa (10 pagine) documentazione
prodotta, che è stata poi trasmessa alle ore 11:21. Essa non contiene solo
gli elementi di contestazione affidando agli Amministratori la valutazione di
eventuali e proporzionali provvedimenti, ma già esplicita la proposta di
esclusione che si configura come suggestiva, stante che neanche cita altri
provvedimenti previsti dallo Statuto e dal Codice Etico (sospensione temporanee
ed altri).
È evidente che valutazioni ed applicazione
di provvedimenti avrebbero dovuto essere valutate in autonomia e coscienza da
parte degli Amministratori, commisuratamente alla presunta violazione.
Prerogativa di fatto assente stante che dopo solo pochissimi minuti (quindi
senza consentire la semplice lettura al di là della debitamente ponderata
assimilazione delle informazioni) è stata richiesta la votazione con l’introduzione
(per la prima volta assoluta in oltre 3 anni di riunioni telematiche in cui è
stato sempre escluso) dello scrutinio segreto attraverso una piattaforma, per
quanto si dice certificata, gestita dalla Direzione Generale ENPA.
Appare evidente l’accanita
specificità di trattamento riservata alla formale trattazione di questo
specifico provvedimento, nonché la pregiudizialità del metodo applicato.
Anche la tempistica risulta singolarmente tempestiva, mentre gli accertamenti
su elementi oggettivi molto più facilmente riscontrabili ha richiesto
settimane.
Fra l’altro, l’immediata
applicazione della sospensione a riunione in corso ha impedito a Bravi di
prendere in esame quanto acquisito/valutato sulla questione specifica e
generante il conflitto, impedendo di fatto il riscontro sulle questioni poste,
lasciandole conseguentemente ancor più senza risposta ed acuendo la sensazione
di insabbiamento della vicenda.
SULL’INCOMPARABILITA’
DEI PRECEDENTI
All’interno del procedimento,
affidandosi ad un passaggio della mail inviata dalla Sezione Enpa di Acireale, si
fa un’analogia fra l’oggetto del presente ricorso e gli attacchi a Enpa giunti
nel 2017-2018 da una pagina Facebook denominata “Dissidenpa”.
La suggestione di similitudine
è del tutto fuorviante e capziosa. Non vi è niente di meno comparabile. “Dissidenpa”
era un profilo “fake” nato specificatamente per un attacco in larga scala, su
cui sono stati pubblicati decine di post anonimi e calunniosi (con ipotesi non
supportate da alcuna documentazione), contenuti degradanti e volgari, supporter
con decine di dirette. Inoltre la pagina era solo di supporto ad un’azione
reiterata presso Media nazionali (Mediaset), quella sì potenzialmente dannosa
per diffusione e toni, anche se poi nei numeri (es. 5x1000) si è dimostrata
priva di effetti.
Anche la ricostruzione sul piano
storico fatta di “Dissidenpa” nella stesura del procedimento riporta
significative dimenticanze, a partire dal fatto che Bravi era fra i soggetti
più colpiti da tale aberrante iniziativa che si basava su moltissime
informazioni di certa origine dalla Sede Centrale ENPA. Le iniziative legali
poi, con costi importanti per ENPA, si sono dimostrate temerarie con numerosi
ritiri di querele e nessuna condanna per i soggetti noti che se la sono cavata
con accordi extra-giudiziali da poche migliaia di euro. Da considerare poi che
alcuni dei soggetti di cui era palese la contiguità con il profilo “Dissidenpa”,
anche con iniziative di sostegno ad esso, sono ancora presenti
nell’organizzazione anche con ruoli di rilievo.
Comparare un post di natura ed
intento personale a tutto questo è evidentemente pretestuoso e fuori da ogni
logica, così come voler rendere analogo quello in proposta per Bravi con il
procedimento di esclusione da socio del dott. Sergio Sellitto. Fatti salvi
difetti di memoria, per quest’ultimo furono dimostrate ampie distrazioni di
documenti e reiterate azioni diffamatorie atte a danneggiare la reputazione
dell’Ente e dei suoi Amministratori.
Da tutto quanto sopra premesso e
su cui ci si è dilungati per completezza - visto che c’è in ballo la storia di
30 anni di vita di una persona - emerge una differenza di visione sostanziale sulla
filosofia gestionale, non necessariamente giusta da una parte e sbagliata
dall’altra:
·
quella che vorrebbe celare dietro la
riservatezza le criticità, affidandone la gestione agli stessi che ne hanno
permesso - direttamente o per omissioni - la generazione, soluzione che
storicamente sembra però non impedire la reiterazione di comportamenti opachi
apparendo omertosa
·
quella di Bravi che vorrebbe dimostrare la forza
dell’organizzazione tramite un approccio alle criticità trasparente e
conosciuto in tutte le componenti che, dalla base ai vertici, hanno per lo
stesso pari dignità
Sul caso di specie si è
determinata la totale fondatezza delle irregolarità segnalate, vista la decisa
rescissione del contratto con INTEMPO SpA, nonché i provvedimenti (invero
sconosciuti, avvolti ancora da incertezza) che riguardano lo stesso Pigoni.
Un’esclusione di Bravi per un
post sarebbe ovviamente ignominiosa per la storia e il ruolo dello stesso, ma suonerebbe
ritorsiva ed anche poco qualificante per l’Ente di cui verrebbe
conseguentemente conclamata la fragilità reputazionale.
Così come l’eventuale parità (se
non più grave) di trattamento fra chi ha agito per interessi personali e chi - sia
pure magari impropriamente - a protezione del profilo morale ed etico dell’Ente
dando, su questo aspetto, più valore alla riservatezza che alla trasparenza.
Infine appare invero risibile
e pretestuosa la possibilità attribuita a Bravi di poter alterare una
devoluzione importante a livello numerico come il 5x1000 (in qualche modo gratificante
per lo stesso fosse vera).
Al fine di addivenire ad una
benevola composizione della questione, si contesta il provvedimento di
espulsione valutando, per vie transattive:
·
in via primaria, l’ammonizione con limitazione a
15 gg della sospensione dagli incarichi, con revoca del provvedimento di
esclusione ed unitariamente eventuale stipula di un patto di reciproca
desistenza comunicativa sulla questione
·
in via subordinata, consapevoli che (pur
motivatamente a parere del ricorrente) si possano essere superati limiti di
continenza, è plausibile valutare le dimissioni dall'incarico elettivo presso
l’Organo di Amministrazione nazionale ed incarichi nazionali annessi con accordo
di mantenimento della qualifica di Socio e dell'incarico elettivo locale, con
tempestiva comunicazione alla Sezione e ripristino delle relative deleghe, anche
al fine di non penalizzare ulteriormente le complesse attività in corso
Differentemente, anche in
considerazione dell’acclarata diffusione incontrollata di voci su una
definitività del procedimento prima ancora dell’invio del presente ricorso,
ci si riserva di tutelare in ogni sede legale, amministrativa e comunicativa la
storia ed integrità del Sig. Bravi attraverso lo Studio Legale che (al
momento dall’esterno e per via amicale, auspicando una composizione bonaria
della vicenda) ha supervisionato questo ricorso interno.