IL CIRCO CON ANIMALI FA SCHIFO: UNA SEMPLICE PROPOSTA PER ELIMINARLO PER SEMPRE!

È stato finalmente sotto gli occhi di tutti a Licola come gli animali sono trattati ed "educati" nei circhi: feroci frustate e lancio di pesanti pedane addosso.

Non possiamo credere neanche un po' alla "situazione particolare" pateticamente invocata dai circensi, anche vista la dimestichezza dimostrata dal domatore nell'infliggere sofferenza, evidentemente avezzo a tali usi per l'allenamento agli spettacoli.

Basta con l'ambiguità sulla parola "circo" che opacizza la necessaria distinzione fra con o senza animali, accomunandoli però nei generosi finanziamenti annuali che lo Stato elargisce a questi figuri.

Un appello alle istituzioni e a Michela Vittoria Brambilla che in Parlamento vuole farsene portavoce: far rispettare rigorosamente la normativa restrittiva del 2022 e fare urgentemente una Legge che dirotti, senza ritardi e deroghe, l'attuale finanziamento statale all'Ente Nazionale Circhi (quindi senza nuovi aggravi al bilancio dello Stato) usandolo per finanziare l'immediata presa in gestione da parte di bioparchi degli animali attualmente impiegati nei circhi. Ovviamente sotto il controllo dei competenti ministeri. Sono certo che un così coerente piano di protezione e conservazione troverebbe facilmente anche sostegni economici privati.

Finalmente gli italiani, soprattutto quel 78% che da un recente sondaggio ha affermato di essere contrario ai circhi, vedrebbero tangibilmente usati positivamente i soldi che versano con le loro tasse e i circhi dovrebbero riconvertire i loro spettacoli ad esibizioni umane.

È semplice: perché non si fa? Troppi interessi o, anche qui, con la logica cara ai politicanti, mancette in cambio di voti?

SALVARE VITE E RISORSE DALLA MALAGESTIONE: UN IMPEGNO PER IL 2025

Il calendario del prossimo anno degli amici della Guardia di Finanza  rappresenta, con quel naso in primo piano, l'essenza e l'importanza della ricerca.

Siamo tutti concordi che il grosso problema dell'elusione fiscale, in Italia, non è tanto quello dello scontrino del piccolo commerciante, pur stigmatizzabile. È insito nelle grandi società e negli enti privati.

Le cause? Malafede, quando sono dirette da veri e propri corsari della falsa fatturazione a vantaggio proprio o in associazione con i propri accoliti, oppure incompetenza e sciatteria. 

Sul piano funzionale queste ultime sono le peggiori: perché buttano, nel vero senso della parola, centinaia di migliaia di euro destinati alla missione sociale. E quel che peggio è che coloro che ne sono responsabili restano quasi sempre lì al loro posto, impuniti e magari osannati, liberi di fare altri danni con soldi che intanto non sono loro e non intaccano per nulla le loro belle entrate mensili.

Prendere coscienza ed estirpare quel marcio sarebbe dovere di chi appartiene, condivide, contribuisce con anche solo un euro a quella missione, ma purtroppo è spesso più facile far omertosamente finta di non vedere o farsi infettare dal sistema malato per rimediare qualche vantaggio e sottrarsi a ritorsioni ed intimidazioni.

Io sto con quel cane e quegli uomini che salvano, oltre che vite, giustizia e verità.

LA PERCEZIONE DELLA GATTARA

Occhio ragazze, molti vi vedono così! Si perde nella notte dei tempi la diffidenza popolare nei confronti dell'indipendenza delle donne che viene, semplicisticamente, associata alla loro convivenza con una moltitudine di gatti. Un'immagine evocata a scherno anche nella recentissima lotta elettorale negli USA, cercando di identificare nella categoria "cat lovers" l'aspirante Kamala Harris.

Con un errore di fondo: è un ossimoro voler categorizzare l'indipendenza di pensiero. Essa, in quanto tale, non può essere classificata perché si differenzia, è flessibile, assume milioni di sfumature. Il "trait d'union" gattofilo è spesso determinato dalla capacità e volontà di gestire animali meno accondiscendenti di cani ed altri più urbanizzati.

Ma al tempo stesso non è un lasciapassare assolutorio: perché ci sono anche le cattive gestioni, le accumulatrici e gli accumulatori compulsivi. Se uno è un imbecille, un incapace rimane tale e non ha attenuanti perché salva animali che, come in tutto, non devono essere usati come facile alibi (non si possono lamentare e denunciare) per dare un senso a vite altrimenti prive di spessore e valore.

Il loro coinvolgimento nel vivere di ognuno deve essere una scelta consapevole, presa con il necessario senso di responsabilità e del limite, all'interno di esistenze già realizzate nel contesto sociale. Persone eccellenti che si occupano anche di gatti, non mediocri che usano i gatti per sembrare migliori.

Altrimenti gli animali diventano pietistico specchietto per allodole umane che scambiano l'opportunismo per bontà, la furbizia per capacità, non lontano dalle strumentalizzazioni dei mendicanti con animali.

Un grazie profondo alle donne che si occupano con sacrificio e dedizione alla cura ed alla sterilizzazione di questi meravigliosi felini, splendidi e misteriosi come loro.

E anche agli uomini (e non sono pochi!) che fanno altrettanto.

L'INTELLIGENZA DEI POLPI E L'IGNORANZA UMANA: VIETARE LA VENDITA DI ANIMALI VIVI.

Il servizio de Le Iene  che ha portato alla chiusura dei profili social su cui si seviziava fauna ittica con balletti di scarso gusto ci evidenzia fra gli altri due aspetti.

Innanzitutto il retroterra d'ignoranza che alberga dietro ogni maltrattamento animale e che considera "divertente" cose come tirare schicchere agli occhi dei polpi da parte di una persona che ha solo l'attraenza fisica visto che  per qualificarsi socialmente dichiara "sono una mamma". È giusto ricordare a questa signora (e in generale) che gli esiti di 5 minuti di un'attività ludica di incontro fra un ovulo ed uno spermatozoo non fanno necessariamente una brava persona, anche visto il detto che la madre degli ignoranti è sempre incinta. L'obiettivo reale ed edificante è essere una brava madre e ciò implica insegnare ai figli compassione, empatia e tutti concetti che lo zoppicante uso dell'italiano di questi soggetti indica come ad essi sconosciuti.

L'altro punto nodale è che per raggiungere risultati concreti sia necessario l'attivismo, la protesta anche eclatante. Il culturalismo fine a se stesso è sterile, patetico, polveroso. Serve solo ad una certa "intellighènzia" ad autocelebrarsi, a mantenersi a galla in un'affannosa ricerca di riscatto di vite altrimenti insipide, scialbe, insignificanti. Ma è una comunicazione che non raggiunge la massa grezza che è alla base del perdurare del maltrattamento degli animali.

Mentre le piattaforme come #instagram  e #tiktok  stanno a guardare non intervenendo insieme alle ASL ed agli organi competenti, ci vogliono i "rompiscatole" come Filippo Roma  e Enrico Rizzi  per far finalmente finire certi scempi. Quindi oggi anche i loro detrattori devono stare muti e ringraziarli a nome di quei polpi martoriati.

Basterebbe vietare la vendita di fauna ittica viva, ma ciò (mi rendo tristemente conto) sarebbe troppo intelligente: ci arriverebbe forse un polpo, ma è troppo per "solo mamme" e politicanti.

CUNEO: LUPI ALL'ATTACCO O ATTACCO AI LUPI?

È di certo un inquietante dilemma per chi possiede animali domestici senza scopo di sfruttamento (e quindi idealmente li ama) vederli minacciati una volta tanto non dall'uomo, ma da altri animali: i lupi. Osservati ad avvicinarsi alle stalle di asini e pecore nel parco fluviale di Cuneo, generano giusta apprensione e segnalazione alle Autorità competenti.

Inutile negare che decidere "chi salvare" significa entrare nelle controverse tematiche dello specismo che spesso scade o nella razionale tutela degli animali come proprietà oppure nella demagogia utopica del "tutti salvi".

Di certo vanno approfondite le cause. La proposta ipotesi della discesa a valle a causa della saturazione degli areali da parte di altri esemplari, pur con autorevoli proponenti, è sviante sulle reali cause scatenanti e può essere interpretata come assolutoria sulla genesi umana del problema.

Esso va infatti ricondotto alla riduzione o allo spostamento, a causa del prelievo venatorio, di specie predabili dai lupi negli areali di montagna. Non è certo un caso che gli avvistamenti sia di prede (es. caprioli) che dei lupi predatori in aree suburbane avvenga prevalentemente in periodi di apertura della caccia. 

È una questione di equilibrio, quella cosa che l'uomo non riesce a fare in nessun campo, tantomeno quello ambientale. Lasciar fare alla Natura non nel caso specifico, ma in generale, è l'unica strada percorribile e di buon senso, ma interrotta da troppi interessi particolari e lobby venatorie che già stanno spingendo, con pressioni economiche e di clientela, ad una riduzione dello stato di protezione del lupo.

A perderci, come sempre, sono tutti gli animali.

UN BUON SEGNALE: MA CON IL SISTEMA GIUDIZIARIO ITALIANO BASTERÀ?

È indubbio che l'aumento delle pene per il maltrattamento e l'abbandono degli animali sia una buona notizia perché rende percepibile il riconoscimento della gravità dell'atto da parte dello Stato.

Al tempo stesso è necessaria una riflessione su quanto tali norme saranno effettivamente efficaci nella prevenzione in un Paese come il nostro. Se da un calcolo approssimativo si può già ipotizzare che il neo ergastolano Filippo Turetta sarà già fuori dal carcere a 44 anni di età non è peregrina l'ipotesi che fra applicazione parziale, attenuanti e considerata da molti giudici "tenuità del fatto" difficilmente vedremo in carcere qualcuno per l'abbandono.

Anche perché la spesso richiesta "flagranza" del reato è un evento raro. Quindi bene la norma come segnale, ma non come soluzione.

Quest'ultima passa dalla prevenzione, fatta di sterilizzazione a tappeto e ferrea applicazione dell'identificazione. 

E soprattutto dallo stroncare il business sulla pelle dei randagi, quello dei trasferimenti massivi in pozzi senza fondo, dove spariscono fra cessioni fasulle e conferimento a canili lasciati poi da soli a gestirseli con risorse solo promesse.

GIORNATA MONDIALE DEL VOLONTARIO ... QUELLO VERO!

Fare il volontario è una missione, uno stile di vita che ce l'hai o non ce l'hai, nel DNA. Quante persone conosco che mi hanno chiesto "ma quanto ti danno? Nulla? E chi te lo fa fare?"

Appunto, facciamoci questa domanda. Dedicare tempo libero, soldi e risorse in modo disinteressato ad una causa è un valore aggiunto inestimabile che non può, non deve essere in nessun modo confuso con chi ne fa un lavoro, spesso con scorciatoie amicali e familistiche che bypassano i concetti di competenza, affidabilità, selezione propri del mondo del lavoro. Altrimenti diventa un gioco delle tre carte dove uno dà, uno fa la bella faccia e l'altro, da sotto, prende lasciando il tavolo vuoto.

Essere pagati per una causa e da chi ne fa bandiera è di per sè legittimo, ma è un dovere morale ed è base per la credibilità stessa di un'organizzazione sapere nomi e cognomi di questi privilegiati, quanto prendono e soprattutto in base a quali criteri sono stati individuati in una scelta che dovrebbe, in ogni caso, essere largamente condivisa.

Altrimenti il volontariato diventa paravento, patina sociale sotto la quale si cela e si replica all'infinito un sistema feudale di amici degli amici, dove la beneficenza ai derelitti servi della gleba è solo un sistema per soggiogarli ancora di più.

In una sana organizzazione di volontariato NON SI UTILIZZANO i volontari come forza lavoro al servizio di pochi caporioni, ma sono i volontari a dover avere gli strumenti per decidere, indirizzare, valutare il buon lavoro o meno erogato. In questo contesto i lavoratori devono essere limitati allo stretto necessario per dedicare alla causa il massimo delle risorse e, questi fortunati, essere al rispettoso servizio di chi spende una moneta preziosissima che si chiama sacrificio ed ha come unica motivazione il mettersi a disposizione, senza il minimo conflitto d'interesse.

Che sia quindi un'ottima giornata dei volontari, quelli veri.

LE TESTE DI CA ... RTA UCCIDONO!

Bracconieri e cacciatori sono uomini crudeli che infliggono sofferenza e morte ad esseri indifesi. Si "allenano" sugli animali e poi arrivano, chissà, magari ad altri deboli umani. Cattivi che uccidono buoni che hanno come unica colpa di popolare i boschi che gli umani vogliono depredare, fare propri. Ma peggio di loro ci sono le teste di ca ... rta, i burocrati che si nascondono dietro delibere, ordinanze mandando vigliaccamente altri a fare il lavoro sporco.

Un errato diritto di prelazione e concetto di prevalenza umana che ha radici bibliche ed è alla base di ogni ormai quotidiano attacco alla Natura. Essa, per rimanere tale, è selvaggia, talvolta anche brutale. Non è quella dei vari "visit Trentino" fatta di prati rasati, famiglie con la bici elettrica, ma di posti inaccessibili che si raggiungono, se mai si vuole, a proprio rischio, con scarponi pesanti e soprattutto tanta preparazione da cui deriva il rispetto e la prudenza.

Basta elisoccorso per escursionisti impreparati in infradito, basta rimborsi per danni a persone e cose sui sentieri di montagna. E soprattutto basta uccisioni decise dai burocrati ed attuate da chi non ha quel diritto di obiezione di coscienza che dovrebbe essere garantito e su cui si dovrebbero spendere battaglie: solo facendo mancare gli operatori (gli agenti che agiscono) si fermano gli ursicidi.

Invece di patetici ricorsi che aumentano solo il volume di inutili ed inefficaci scartoffie ad "orso morto" ingrassando avvocati, ci vorrebbe lotta, competenza e coraggio, componenti che certo sembrano non abbondare nella retorica a cui si affida la difesa degli orsi.

LE SAMARITANE ... DEL BUSINESS SULLA PELLE DEI CANI!

Un servizio crudamente reale quello trasmesso da Fuori dal coro su Rete4 che dà lo spaccato del business che gravita intorno al finto buonismo sulla pelle dei randagi, specie del Sud, area geografica dove abbonda la "materia prima".

Perché una cosa è l'adozione consapevole diretta di questi sfortunati o tramite strutture autorizzate che nel frattempo danno garanzia di buon trattamento, tutt'altra è "fare i belli" prelevando tanti cani per poi scaricarne la gestione e gli oneri a un "qualunque" di cui ci si ricorda (forse) solo per pagare le rette mensili, ovviamente con i soldi non propri di qualche "pantalone". E poi ci sono le "zingare", luride come i recinti in cui fanno vivere inadeguatamente povere anime che perdono, nei morsi della forzata convivenza, orecchie, zampe e dignità.

Luoghi immondi (o che fanno diventare tali per incapacità gestionale, improvvisazione, approssimazione) a cui qualche improvvido cittadino o, peggio, colpevoli enti di tutela affidano quegli animali che rendicontano come "salvati" per giustificare la richiesta di contributi e donazioni.

È un metodo che non risolve il problema perché lo toglie a quelle Amministrazioni che dovrebbero invece essere messe di fronte alle loro responsabilità. Se prendessimo 2 milioni di euro e li spendessimo in un piano coordinato e capace di sterilizzazione, identificazione ed azione coordinata con le Amministrazioni pubbliche  non dovrebbe più partire un cane dalla Sicilia.

Finché invece chi c'è lì ha a disposizione preferisce disperderli in centinaia di autoreferenziali operazioni spot per autopromuoversi e coltivare il consenso spicciolo loro continueranno a morire nel modo più atroce, soli e dimenticati, protagonisti solo in un astratto (e gonfiato) report.

E, DI COLPO, È TUTTO CHIARO

Per quei generali non eri il capitano valoroso che dicevano mentre ti appuntavano qualche medaglia  dopo che avevi dimostrato il coraggio del combattente. Eri solo la carne da cannone dietro la quale si coprivano vigliaccamente durante le battaglie per poi uscire, dopo, alla fine degli scontri, ripulendo le stellette e seguendo il carro di chi aveva vinto, chiunque fosse. 

E, di colpo, è tutto chiaro. Prendono forma quegli spettri che insistevano a dirti che non erano reali, cominciano ad aver senso quei bisbigli sussurrati da bocche false che cambiavano forma quando ne incrociavi lo sguardo: eri tu il sacrificio necessario per scaricare le colpe e per salvare le terga a chi si barcamena con continui espedienti da una parte all'altra, condannando ufficialmente per poi trattare e riabilitare, di nascosto, con promesse vacue nelle segrete e buie stanze.

Ora, alzate le tende, filtra la luce della verità e mostra le miserie, gli inganni, le trame e che tutto quello che avevi cercato di trasformare in oro ha assunto il giallo dello stantio, del decrepito, dello sporco.

Smarrito, ma nella indecifrabile serenità che si prova quando si esce dalla nebbia, oggi osservi lo squallore di sguardi abbassati e sei in qualche modo grato a chi, con la schiettezza dell'ahilui sfruttata ingenuità, ti ha messo davanti alla cruda realtà. Che fa male e sempre purtroppo molto più schifo di quello che viene solo patinato da ripetitivi proclami e dai patetici appelli allo spirito di squadre che esistono solo finché si segue, muti e chinati come gonzi, il pastore, l'uomo ombra.

Resterai lì, sospeso, finché quella luce diventerà bagliore accecante e tu, con i pochi che non sono fuggiti tremebondi, semplicemente sparirai come gli ori conquistati per la causa che, invece, finiranno spartiti fra meretrici, ruffiani, lacchè e la varia meschina umanità di basso livello che consente la sopravvivenza di chi, non per ideali ma per potere, rimane sempre in piedi.

SI ACCENTUA LA DERIVA AUTORITARIA DELLA “NUOVA” ENPA NAZIONALE. ORA SCIOGLIE LE SEZIONI SCOMODE !

SPECIE SE CON OTTIMI RISULTATI ED APPETIBILI RISORSE: SI PARTE DA TORINO, PER "RIORGANIZZARLA"

Dopo aver cercato di mettere a tacere chi ha sollevato gravi problematiche, colpo di mano in salsa autoritaria su una delle più grandi Sezioni ENPA d’Italia, sia in termini di soci che di attività operative. 

Si mostra in tutta la sua evidenza il sempre più inconsistente pretesto della mia “sospensione a tempo indefinito” che mi estromette dal controllo e dal diritto di critica propri della carica elettiva (fra l’altro bloccando tutti i canali interni di comunicazione) di un dirigente nazionale, dichiarandolo “assente” a riunioni nazionali a cui non viene convocato. Provvedimento che assume ormai toni da operetta per quanto è immotivato, visto che nessuna calunnia né diffamazione - nei confronti di persone e tantomeno dell’ente – né mi è stata contestata né può essermi attribuita, visto che ho espresso solo opinioni e fatti inconfutabili.

Oltre a tenermi lontano da conoscenza di fatti e decisioni per tappare i buchi solo in questi giorni emerge lampante il premeditato fine che c’era sotto. Ciò vedendo gli esiti di una riunione del 15 settembre 2024 che può definirsi “fantasma” perché viene comunicata mesi dopo, con un verbale in cui risulto assente.

E cosa hanno deciso Carla Rocchi, Paola Tintori, Saverio Capriglione, Giusy D'Angelo, Giuseppe Fascì, Romano Giovannoni, Viviana Pia Vaccari tenendolo nascosto per oltre due mesi? Lo scioglimento del Consiglio Direttivo della Sezione di Torino, quello democraticamente eletto, operante con efficacia e i conti in ordine da oltre 10 anni.

Perso ormai ogni senso del grottesco, la motivazione pretestuosa non c’entra nulla con il sottoscritto: è la "riorganizzazione come Sede di Area", stravolgendo completamente tale istituto statutario. Esso infatti (ad oggi mai applicato!) era previsto nell’ottica che, per efficienza organizzativa, Sezioni grandi limitrofe a Sezioni più piccole potessero inglobarsi in un’unica sezione di Area.

In questo teatrino dell'assurdo, anziché applicare il modello virtuoso sviluppato a Torino alle realtà più ridotte, il pretestuoso efficientamento rende evidente il vero obiettivo, “dimenticando” la presenza di altre Sezioni in zona ed affidando la gestione a chi ha gestito l’unica piccola sezione inglobata (Val della Torre).

Di essa va ricordata la genesi: una sezione nata a suo tempo in totale assenza di un tessuto associativo e gravitante unicamente intorno ad un canile acquistato per almeno 2/300.000 euro pagati (?) con i soldi di ENPA nazionale. Inutile, in una zona dove ce n’erano già altri storici e finalizzato al costosissimo capriccio di un inconcludente “centro di riabilitazione cani problematici” mai realizzato, diventando un normale canile rifugio che sottraeva risorse e convenzioni ai preesistenti. Tale impianto, per qualità della costruzione comunque valido, nel tempo per sciatteria è diventato più consono ad un rifugio per senzatetto umani (pare anche ospitandone) con un degrado strutturale importante che ha comportato incidenti agli ospiti, cause di lavoro per inadempienze e denunciati pagamenti in nero, maturando posizioni debitorie che ora, di fatto, dovranno essere coperte con le risorse della virtuosa Sezione di Torino. Tutto ovviamente documentato e dimostrabile.

Questo è il concetto di efficienza del nostro illuminato Organo di Amministrazione nazionale o semplicemente il suo supino appiattimento all’ennesimo sotterfugio per appropriarsi del lavoro e dei risultati di un Direttivo (quello di Torino) che ha operato negli ultimi 10 anni sempre bene, unito, affiatato, con coscienza e trasparenza nel rigoroso volontariato gratuito che ormai sembra passato di moda? Pare sia quest’ultima l’unica e consunta chiave di “successo” di certi personaggetti.

Un’ultima annotazione: in data 23 ottobre (quindi già formalmente sotto il controllo occulto del nuovo delegato) dai social della sezione di Torino viene emesso un sibillino comunicato di presa di distanza dal Presidente, prontamente diffuso alle Sezioni dalla Sede Centrale, firmato “volontari e dipendenti”. Peccato che molti di essi, anche nel Direttivo, non fossero a conoscenza di questa iniziativa, né del fatto che la Sede Centrale avesse richiesto ai dipendenti tutte le credenziali d’accesso agli strumenti di comunicazione della Sezione. Strane combinazioni, vero?

Credo sia il tempo che le Sezioni locali, che costituiscono il maggioritario tessuto sano dell’associazione, prendano coscienza di come l’ente viene ora gestito a livello nazionale. È ora di andare oltre il proprio giardinetto e pensare di dotarsi, in futuro, di una vera rappresentanza del vero e disinteressato volontariato gratuito motore dell’associazione, priva di qualsivoglia conflitto d’interesse e che dimostri le proprie competenze valorizzando le competenze sul territorio.

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LA SODDISFAZIONE DEI LADRI

Le conquiste a cui si arriva con l’onesto lavoro, l'esperienza e la competenza danno il senso e l’appagamento della vita. Non ho quindi mai compreso la soddisfazione dei ladri, includendo con questo termine tutti coloro che vìolano le cose costruite, ideate, sognate in ogni modo o campo.

Perché certe volte il piede di porco e le chiavi false vengono più subdolamente ed ipocritamente sostituite da accrocchi burocratici, strumentalizzazioni volgari, sotterfugi perfidi sostenuti ed acclamati da quei deretani troppo sensibili a lingue adulanti e meretrici.  

Delinquenti comuni ed usurpatori alla fine sono della stessa pasta: bari che sanno vincere solo co

n il gioco sporco, i bluff, le mitomanie dell’apparire e dell’avere tutto ciò che prima hanno invidiato e poi ottenuto con trame nell’ombra, inganni ed intrighi. Li riconosci perché, anche se si danno una ripulita, quando hanno ottenuto il maltolto sono come gli arricchiti, che lo usano e l’ostentano con ignorante presunzione ed arroganza autoritaria, perché l’inesistente autorevolezza possono al massimo scimmiottarla, rimanendo comunque omuncoli, donnette o le ambigue vie di mezzo di sempre.

Perché i sistemi collettivi corrotti prevalgono e la delinquenza dilaga? Per la responsabilità oggettiva e determinante dei “sordomuti sociali”, resi tali da ipocrisia ed opportunismi. Poveri stolti intimiditi che non comprendono che la complicità derivante dalla loro insipienza e dal loro silenzio prima o poi gli si ritorcerà contro, quando toccherà a loro veder rubato, spazzato via tutto quello che hanno costruito con impegno e fatica. E cercando di rimandare quel momento scelgono di nascondersi come sorci, prendendo quella via del compromesso con se stessi che si traduce, con la loro precisa responsabilità, in legittimazione della corruzione come stile di vita.

Finché i coraggiosi idealisti rimarranno minoranza, apprezzata ed ammirata - ma da lontano, che non si sappia per carità – e celebrata solo quando salta in aria, niente cambierà.

STALLI TEMPORANEI: CARITATEVOLI DISPONIBILITÀ O POZZI SENZA FONDO?

È una storia piccola, insignificante per i più, ma che colpisce come un pugno allo stomaco: Toby aveva smesso di salutare.

Tutti noi che frequentiamo i luoghi dove si detengono temporaneamente, a vario titolo gli animali, conosciamo la loro naturale propensione al farsi vedere, quasi a salutarci, a chiederci di portarli via da quel luogo. Anche Toby lo faceva, in quanto non apparteneva a quella minoranza che sta in disparte per paure indotte da maltrattamento. Poi, dopo 3 anni in quel luogo finalizzato a sostenere l'egoismo di chi vive di carità pelosa, ha semplicemente smesso, come rassegnato ad un futuro di prigionia che gli era stato imposto per la sola colpa di essere un randagio libero ed indipendente. Dopo un lungo e disagevole trasferimento di 1000 chilometri, condannato ad un "fine pena mai" in uno stallo, per di più a pagamento.

Da veri amanti disinteressati degli animali urge una riflessione: quando interferiamo nella vita di un animale, dobbiamo farlo senza approssimazione e SOLO se abbiamo la certezza preventiva di migliorarla. E ciò include, necessariamente, non solo il cibo e le cure, ma anche la qualità della vita e la libertà. L'amore in affitto è solo umano e si chiama prostituzione. Gli animali vanno sottratti dagli speculatori e dai falsi buoni che si lucidano la coscienza dando amore a termine. 

Ripensando forse il concetto stesso di gestione del randagismo. Animali non come pacchi da trasferire, da stoccare da qualche parte in attesa di improbabili "clienti" (adottanti consapevoli) per toglierli dagli occhi e dai costi della comunità che li produce. Al contrario: lì dove il bubbone cresce va fatto esplodere, mettendo di fronte gli stakeholders e le Amministrazioni ad interventi efficaci di prevenzione che non sono i trasferimenti, ma diffuse campagne di sterilizzazione e rigorosa applicazione dell'anagrafe canina.

Un approccio molto diverso da quello pietistico e meramente assistenziale sempre più diffuso che acuisce il fenomeno perché non lo risolve alla radice.

Toby? Nel frattempo è morto là, dietro le sbarre, probabilmente con il ricordo di quelle colline su cui felice e libero scorrazzava finché, con una falsa promessa, quella "signora" non lo portò qui, al freddo.

Immagine di repertorio dal WEB

ENPA NAZIONALE: LA DUNA SOTTO IL TAPPETO

DI FATTO CONFERMATI TUTTI I CONTENUTI DELLA MIA VIDEODENUNCIA ( rivedila qui ) 

Il frettoloso cambio della guardia alla vicepresidenza nazionale di ENPA di venerdì scorso sancisce in modo inequivocabile l'irregolarità del metodo "interinali" applicato ai dirigenti, colpendone uno di chissà quanti … e di striscio! Infatti questa sostituzione cerca pateticamente di dare un’ipocrita patina di regolarizzazione che in realtà è molto sottile, solo formale e finalizzata a dare un'illusione di interventismo riparatore solo ai più disattenti. 

I protagonisti della questione rimangono tutti al loro posto (ancora di lavoro?) nei loro ruoli locali, mentre, come è noto, chi ha sollevato la questione è stato immediatamente esautorato da tutto, palesando chi sta dalla parte della verità e della trasparenza e chi no.

Questo grossolano intervento, dopo l'ammissione (in una circolare alle Sezioni ENPA) dell'esorbitante spesa di quasi 2 milioni di euro solo per dipendenti, consulenti, affiliati di vario tipo e in vario modo ammantata da "normale spesa corrente" conferma tutte le tesi da me sostenute, sancendo che nessuna calunnia nè tantomeno diffamazione può esserci stata da parte mia.

Ho solo detto in modo trasparente cose reali ed inconfutabili, come ci si aspetterebbe da TUTTI gli amministratori nazionali, anche quelli della ormai ristretta cerchia (la stessa che ha negato documenti e boicottato per oltre un anno ogni operazione di chiarezza) che oggi se la canta e se la suona, spartendosi gli incarichi in un Risiko fra “consaguinei”.

In questo bestiario di varia umanità (sicuramente nessuno si offenderà visto che noi gli animali li amiamo, li rispettiamo e siamo onorati del loro accostamento a noi) spuntano capri espiatori, serpenti e quegli avvoltoi che, in Natura, si mangiano sia l’uno che l’altro. E si sa, l’appetito vien mangiando … 

Ricordando che per l'anima e la dignità non esistono né filtri nè patetici photoshop, ho la sensazione che siamo solo all’inizio. Mentre la duna cresce …

ORAZIO DELLO SPAZIO NON FU RE, MA VITTIMA

Era il 1966 o giù di lì quando allo Zecchino d'Oro, manifestazione canora per bambini antesignana di tutti gli odierni "talent", con il Coro dell'Antoniano si cantava "Orazio nello spazio".

Una sorta di cantilena che raccontava di un cane appassionato di missili che, schiacciando per sbaglio qualche bottone (quindi colpa sua!), andava in orbita guardando dall'alto la Terra girandoci intorno 103 volte, diventando blu e, dice il testo, il Re dello spazio. Con una malcelata crudeltà in quel "aveva le vertigini, vedeva tutto blu".

Una tragicommedia con cui i grandi intortavano i noi allora bambini, loro ben consapevoli della sorte anni prima di Laika, il cane che venne sperimentalmente lanciato in orbita nel 1957. Agonizzò per ore, terrorizzata, bloccata in quello spazio che divenne la sua tomba, non il suo regno.

La vita è spesso brutta, soprattutto per gli animali. Trovate il coraggio di dirlo ai bambini che così, crescendo, sapranno apprezzare, non dandoli per scontati, i valori di verità e giustizia. 

Orazio e Laika: scusate quell'inconsapevole bambino che cantò quella ingannevole canzoncina in qualche recita casalinga che vi dipingeva re, nascondendo alle orecchie e al cuore il vostro tragico destino.

CHI RAPPRESENTA CHI IN ENPA NAZIONALE? VILE E SCOMPOSTO ATTACCO DENIGRATORIO A CHI ESERCITA IL DIRITTO DI CRITICA

SCOMPOSTO ATTACCO DENIGRATORIO ALLARGATO A CHIUNQUE HA CRITICATO LA GESTIONE NAZIONALE DELL’ENTE. CON UNA SOLA CONFERMA: QUANTO VIDEODENUCIATO E’ VERO! 2 MILIONI DI EURO ALL’ANNO PER IL “MINISTERO” CENTRALE! 

E niente: dopo che è stato chiuso in una bolla il sistema di comunicazione interno ENPA, l’anonimo Sig. “Senza Firma SEDE CENTRALE ENPA”, utilizzando i mezzi e le ore (lavorative?) della Sede Centrale ENPA, abusa di questo monopolio esclusivo e dispotico dell’informazione - nascosta agli esterni - per dispensare in una serie di circolari interne attacchi farciti di considerazioni infamanti riservate a tutti coloro che hanno espresso perplessità e critiche sulla gestione di ENPA NAZIONALE.

Con una visione talmente distorta ed a tratti psichedelica della realtà da far dubitare che rappresenti veramente il Legale Rappresentante Carla Rocchi e l’Organo di Amministrazione nazionale nelle persone dei Consiglieri Paola Tintori, Romano Giovannoni, Viviana Pia Vaccari, Giuseppe Fascì, Saverio Capriglione, Giusy D’Angelo. 

Ci sono veramente loro dietro questo scritto? Se così fosse si conferma l'imbarazzante caduta di stile e di livello della rappresentanza nazionale. Diversamente sarebbe utile una presa di distanza da queste missive di coloro che, eventualmente, fossero stati sopravanzati in questa iniziativa comunicativa.

Perché essa ha contenuti altamente denigratori, insinuanti e delegittimanti. Anche se ho sempre pensato che la querela è il passatempo degli oziosi che non se la pagano e l’unico strumento dei falliti per affermare deboli tesi, è ovvio che questa comunicazione (indegna di un ente, che lo fa associare più ad un convivio di comari che ad una Istituzione) una volta completamente in mio possesso sarà oggetto di una valutazione legale, soprattutto ove vi fossero strumentali iniziative legali sulle mie affermazioni, reali e ulteriormente confermate. E coinvolgerà, del caso, singolarmente i sopracitati. 

Dagli estratti in mio possesso emerge una penosa frustrazione. Mi dispiaccio per l’anonimo/a estensore, visto il ben meschino contesto in cui deve vivere, evidentemente circondato da figure che si vendono per poco, visto che esso/a individua l’origine del mio disagio (dopo oltre miei 20 anni di attività)  in recriminazioni ingiustificate e miserabili come:

una automobile (!)    Ovviamente acquistata con regolare delibera e fattura, intestata all'ente e pagata da ENPA per circa un terzo del valore (in virtù dei tanti accordi di collaborazione da me individuati a favore dell’ente che necessitavano di viaggi, incontri, meeting per essere realizzati) è stata da me utilizzata sempre e solo per servizio, anche in considerazione che per il diporto ho sempre posseduto contestualmente altri mezzi personali di livello superiore. 

un computer (!)     Quello che, come avranno visto tutti i Nuclei Guardie Zoofile, era usato nei corsi per le slide ed era il server di aggiornamento per ENPASKILL. Ovviamente è stato restituito a richiesta, con sparizione di ENPASKILL ad oggi non rimpiazzato da alcun sistema di formazione online per le Guardie Zoofile.

La tristezza ed il distacco dalla realtà si acutizzano nelle considerazioni sull’avvenuto mio sollevamento dal ruolo di responsabile nazionale del Centro Nazionale Comunicazione e Sviluppo che si commentano da sé:

“l’inadeguatezza del personaggio”     
Verificata, di colpo, dopo 15 anni (!) di successi che portavano alle Sezioni ENPA, mediamente, risorse per circa 1 milione di euro l’anno. Considerazione sulla cui attinenza lascio il giudizio alle Sezioni, soprattutto alla luce dei risultati degli ultimi 2 anni, in termini di risorse ottenute e partner commerciali: i pochi rimasti (Rete del Dono, Arcaplanet, Amazon, Ultima Pet) erano già presenti alla mia "dipartita"

“gestione di CNCS era ormai gravemente carente rispetto agli obiettivi dell’ente”    Vero! Da quando gli obiettivi dell’ente sono diventati “devi portare soldi e risorse alla Sede Centrale e non direttamente alle Sezioni”

“applicazione di un fantasioso algoritmo”     Anche qui lascio giudicare le Sezioni/Nuclei storici. C’è da dire che, in fatto di trasparenza, che con l'algoritmo i risultati venivano annualmente rendicontati “al chilo”, mostrando in modo pubblico una distribuzione territoriale omogenea, quantitativamente significativa. Ad oggi il dove, il quando e a chi dell’invio di aiuti e soprattutto il criterio restano un mistero, privo di rendicontazione ufficiale e dettagliata.

L’insinuante riferimento a documentazioni riferite alle eredità è semplicemente stupido: i soldi sono ovviamente tutti incassati sui conti ENPA sottoposti a ripetuti controlli dalla Tesoreria e del revisore dei conti. I documenti si trovano ovviamente presso le Sezioni di riferimento, anche perché non possono avere nessuna utilità esterna.

Ribadisco che la mia attività in ENPA è stata sempre “volontaria e gratuita”: leggo un “vuol far passare” che è diffamante. Infatti è forzata e speciosa la correlazione fra 

La denunciata irregolare contrattualistica per lavoro interinale di dirigenti locali e nazionali, confermata dal recesso immediato alla scoperta degli stessi

La mia proposta di una decina di anni fa di un contratto con ENPA per la retribuzione delle mie attività professionali. Io la feci alla luce del sole, ufficialmente, con il preliminare consenso della Presidente Nazionale e dell’allora Tesoriere Nazionale. Ovviamente, al diniego del Consiglio Nazionale, proseguii come sempre gratuitamente, limitandole a quelle compatibili con la mia attività lavorativa esterna.

Ma c’è una cosa che emerge come innegabile: la Sede Nazionale spende ogni anno 2 milioni di euro per risorse umane! Praticamente un Ministero …

Non che ciò sia illecito: la mia videodenuncia lo dice chiaro. Era imperativo dettagliare agli Amministratori Nazionali per procedere ad una verifica di congruenza con i risultati e ad una “spending review”, doverosa per una Organizzazione di Volontariato per la sproporzione della cifra. Non più tardi di qualche anno fa arrivavano correttamente agli Amministratori Nazionali – vincolati alla privacy - gli elenchi nominativi con i lordi annuali. Ora, nonostante questa spesa sia lievitata, nulla. Penosa la ricerca di sviare questo aspetto dicendo che solo parte di questi denari si prendono dalle donazioni. I soldi spesi sono soldi: la suddivisione su vari centri di ricavo è solo un accrocchio contabile che dimostra quanto valida fosse, allora, l’esposizione (non la suddivisione come si confonde in malafede) del bilancio per Sezioni locali e centrali. Veder proposta poi dal Sig. “Senza Firma SEDE CENTRALE” la teoria che vedeva il CNCS gestito dal sottoscritto come un “Enpa nell’Enpa” posso dire che non mi stupisce, visto che è analoga a quella strumentale e in malafede dei Dissidenpa di qualche anno fa.

FALSO, FALSISSIMO, FALSERRIMO che i documenti che me richiesti nel 2023 siano stati tutti forniti. In una delle tante email e solleciti, c’è quella del 3 Luglio 2023 indirizzata a tutti i soggetti interessati e ad oggetto “Gruppo lavoro Sezioni” che richiedeva (guarda un po’!):

  • elenco convenzioni attive con relativo importo 
  • fatturato annuale 2022 (e anni precedenti, se disponibile)
  • numero dipendenti ed interinali (media 2022 e anni precedenti)
  • indice regolarità contabile 
  • regolarità contributiva (interventi da sede per DURC o simili)

Tutti documenti attinenti ai problemi da me rilevati che la Sede Centrale necessariamente aveva e che non sono mai stati consegnati, affossando con vari rinvii lo sviluppo di quel gruppo di lavoro, nel disinteresse totale degli altri componenti (Giuseppe Fascì e Saverio Capriglione).

Altre ciliegine sull’untuosa torta avvelenata servita alle Sezioni ENPA ed ai Nuclei Guardie Zoofile?

all’ultima Assemblea dei Soci dello scorso giugno sono stato in religioso silenzio visto il “caldo consiglio” con rassicurazione che tutto sarebbe stato sistemato da parte dell’Avvocato dell’Ente. Un trappolone, scoprendo, qualche giorno dopo, che la sistemazione che si voleva dare era il mio allontanamento!

la correlazione fra me e quelli che definisce “nemici storici dell’ENPA” (citando fra gli altri Edoardo Stoppa, Enrico Rizzi, Lorenzo Croce solo perché hanno avuto modo di leggere o commentare) è evidentemente strumentale. In questa esposizione Social, esclusivamente dovuta alla censura imposta ad un Amministratore Nazionale sui canali interni ad ENPA, non ho bisogno, né usufruito di nessun aiuto esterno. Le mie argomentazioni sono trasparenti, solide e documentate. Se qualcuno vuole farle proprie o evidenziarle è affar suo.

Lo sproloquio si conclude con un’infamante messa in discussione delle mie qualifiche ed esperienze professionali (ben presenti e documentate nel mio curriculum personale) che è quello di chi un lavoro VERO l’ha sempre avuto senza campare come un parassita di ENPA, condizione evidentemente incomprensibile per chi scrive.

Anche oggi ho scritto nero su bianco non suggestioni, non allusioni, non calunnie, non falsità: vedremo se gli interlocutori apriranno un dibattito aperto, costruttivo, trasparente per risolvere queste questioni o continueranno a trincerarsi, tristemente, dietro i retorici “mandati all’Ufficio Legale” che funzionano come intimidazione solo per chi racconta balle.

ENPA NAZIONALE. PARTITA LA RAPPRESAGLIA: CHI HA PAURA DELLA VERITA'?


𝘉𝘓𝘖𝘊𝘊𝘖 𝘋𝘌𝘎𝘓𝘐 𝘈𝘊𝘊𝘖𝘜𝘕𝘛 𝘗𝘌𝘙 𝘗𝘖𝘐 𝘈𝘝𝘝𝘐𝘈𝘙𝘌 𝘜𝘕𝘐𝘓𝘈𝘛𝘌𝘙𝘈𝘓𝘔𝘌𝘕𝘛𝘌, 𝘚𝘌𝘕𝘡𝘈 𝘗𝘖𝘚𝘚𝘐𝘉𝘐𝘓𝘐𝘛𝘈𝘋𝘐 𝘙𝘌𝘗𝘓𝘐𝘊𝘈 𝘌 𝘋𝘐 𝘊𝘖𝘕𝘛𝘙𝘈𝘋𝘋𝘐𝘛𝘛𝘖𝘙𝘐𝘖, 𝘜𝘕𝘈 𝘊𝘈𝘔𝘗𝘈𝘎𝘕𝘈 𝘋𝘐 𝘋𝘐𝘚𝘐𝘕𝘍𝘖𝘙𝘔𝘈𝘡𝘐𝘖𝘕𝘌.

Tutto questo per non rispondere a semplici, doverose, lecite domande che ho raccontato in questo post ( LEGGI ): ecco perché, privato di ogni possibilità di equo confronto e comunicazione all'interno di ENPA, ho dovuto utilizzare i Social.

Come da molti previsto si sta verificando. Il metodo?  Subdolo. Prima bloccano gli account “fastidiosi” blindando il sistema di comunicazione nazionale enpa.org (dove la Direzione Generale programma cosa e da chi potete ricevere ed inviare le comunicazioni, alterando finanche la vostra firma). Poi inizia verso le Sezioni ENPA un’unilaterale campagna delegittimatoria.

Aperta da una circolare alle Sezioni dove il “coraggioso estensore” (è firmata dall’entità astratta SEDE CENTRALE) segnala fra l’altro:

• 𝐸̀ 𝑠𝑡𝑎𝑡𝑜 𝑔𝑖𝑎̀ 𝑑𝑎𝑡𝑜 𝑚𝑎𝑛𝑑𝑎𝑡𝑜 𝑎𝑙𝑙’𝑈𝑓𝑓𝑖𝑐𝑖𝑜 𝐿𝑒𝑔𝑎𝑙𝑒 𝑑𝑖 𝑖𝑛𝑡𝑟𝑎𝑝𝑟𝑒𝑛𝑑𝑒𝑟𝑒 𝑜𝑔𝑛𝑖 𝑎𝑧𝑖𝑜𝑛𝑒, 𝑖𝑛 𝑜𝑔𝑛𝑖 𝑠𝑒𝑑𝑒, 𝑎 𝑡𝑢𝑡𝑒𝑙𝑎 𝑑𝑒𝑙𝑙’𝐸𝑛𝑡𝑒, 𝑐𝑜𝑛𝑡𝑟𝑜 𝑖𝑙 𝑠𝑒𝑔𝑛𝑎𝑙𝑎𝑛𝑡𝑒 𝑖𝑛 𝑞𝑢𝑒𝑠𝑡𝑖𝑜𝑛𝑒 𝑖𝑙 𝑞𝑢𝑎𝑙𝑒, 𝑜𝑙𝑡𝑟𝑒 𝑎 𝑖𝑛𝑠𝑒𝑟𝑖𝑟𝑒 𝑛𝑒𝑙𝑙𝑎 𝑠𝑢𝑎 𝑚𝑎𝑖𝑙 𝑢𝑛𝑎 𝑔𝑟𝑎𝑛 𝑞𝑢𝑎𝑛𝑡𝑖𝑡𝑎̀ 𝑑𝑖 𝑖𝑛𝑒𝑠𝑎𝑡𝑡𝑒𝑧𝑧𝑒 𝑒 𝑑𝑖 𝑓𝑎𝑙𝑠𝑖𝑡𝑎̀

Intimidazione legale attraverso l'uso strumentale della Giustizia? Le iniziative legali di ENPA avvengono tramite avvocati pagati profumatamente con i soldi degli animali. Si vuole usarli non per tutelarne i diritti, ma per nascondere dietro la patina dei procedimenti e del legalese umani interessi? L’estensore non specifica le falsità semplicemente perché non ce ne sono, nascondendosi pavidamente nell’anonimato per non rispondere di aver dato del FALSO a chi non lo è.

• 𝑒̀ 𝑠𝑡𝑎𝑡𝑜 𝑔𝑖𝑎̀ 𝑎𝑣𝑣𝑖𝑎𝑡𝑜, 𝑙𝑜 𝑠𝑐𝑜𝑟𝑠𝑜 𝑙𝑢𝑔𝑙𝑖𝑜, 𝑖𝑙 𝑝𝑟𝑜𝑐𝑒𝑑𝑖𝑚𝑒𝑛𝑡𝑜 𝑑𝑖 𝑒𝑠𝑐𝑙𝑢𝑠𝑖𝑜𝑛𝑒 𝑑𝑎 𝑠𝑜𝑐𝑖𝑜 𝑝𝑒𝑟 𝑖𝑙 𝑔𝑟𝑎𝑣𝑖𝑠𝑠𝑖𝑚𝑜 𝑑𝑎𝑛𝑛𝑜 𝑑𝑖 𝑖𝑚𝑚𝑎𝑔𝑖𝑛𝑒

l’avvio di un procedimento è una semplice richiesta, in questo caso messa in atto – guarda un po’ - dalle stesse persone che hanno rifiutato i documenti e hanno ostacolato ogni verifica sul personale interinale. Pertanto, anche se questa voce è stata fatta girare ad uso dei gonzi o degli analfabeti del Diritto, 𝑵𝑶𝑵 𝑺𝑶𝑵𝑶 𝑺𝑻𝑨𝑻𝑶 𝑬𝑺𝑷𝑼𝑳𝑺𝑶 semplicemente perché ciò non può avvenire senza una ratifica ed un voto dall'Assemblea Nazionale dei Soci. Ad oggi risulta solo richiesto da chi non risponde a semplici domande scomode.

Il  𝗗𝗔𝗡𝗡𝗢 𝗗’𝗜𝗠𝗠𝗔𝗚𝗜𝗡𝗘 (al netto delle valutazioni soggettive dei ristretti circoli, quelle sì tendenziose) non è certo ascrivibile a fare domande lecite e documentate, alla ricerca della verità, alla presentazione di evidenze non smentite né smentibili, né soprattutto alla espressione di lecite opinioni. Perché altrimenti questa aura di mistero e segreto intorno alle richieste di chiarimento se è tutto a posto? 

Il danno è piuttosto provocato dalla scarsa trasparenza, da chi non ha dato risposte e documenti creando più che leciti dubbi,

da chi ha eventualmente messo in atto o comunque permesso pratiche di retribuzione a dirigenti (evidentemente non ortodosse visto che sono state revocate), da eccessiva spesa non pertinente alle finalità delle donazioni, da discutibile ed inadeguata gestione finanziaria che ha portato, mi risulta, a forti posizioni debitorie. In caso di contestazioni a mio carico, sarà mia cura ampliare alla Magistratura tutto il bouquet delle numerose perplessità raccolte su Cooperative, debiti sparsi, fondi ministeriali ecc. 

• 𝘔𝘰𝘭𝘵𝘦 𝘥𝘦𝘭𝘭𝘦 𝘪𝘯𝘧𝘰𝘳𝘮𝘢𝘻𝘪𝘰𝘯𝘪 𝘤𝘰𝘯𝘵𝘦𝘯𝘶𝘵𝘦 𝘯𝘦𝘭𝘭𝘢 𝘴𝘶𝘢 𝘤𝘰𝘮𝘶𝘯𝘪𝘤𝘢𝘻𝘪𝘰𝘯𝘦 𝘰𝘥𝘪𝘦𝘳𝘯𝘢 𝘴𝘰𝘯𝘰 𝘱𝘢𝘭𝘦𝘴𝘦𝘮𝘦𝘯𝘵𝘦 𝘥𝘪𝘴𝘵𝘰𝘳𝘵𝘦

Anche qui l’anonimo estensore si dimentica di dire quali

• 𝘛𝘳𝘢 𝘭’𝘢𝘭𝘵𝘳𝘰 𝘪𝘭 𝘴𝘦𝘨𝘯𝘢𝘭𝘢𝘯𝘵𝘦 𝘪𝘯 𝘲𝘶𝘦𝘴𝘵𝘪𝘰𝘯𝘦, 𝘥𝘦𝘭𝘭𝘢 𝘤𝘶𝘪 𝘤𝘰𝘯𝘥𝘪𝘻𝘪𝘰𝘯𝘦 𝘭𝘢𝘷𝘰𝘳𝘢𝘵𝘪𝘷𝘢 𝘯𝘦𝘴𝘴𝘶𝘯𝘰 𝘩𝘢 𝘮𝘢𝘪 𝘢𝘷𝘶𝘵𝘰 𝘤𝘰𝘯𝘵𝘦𝘻𝘻𝘢, 𝘱𝘦𝘳 𝘥𝘦𝘤𝘦𝘯𝘯𝘪 𝘦̀ 𝘴𝘵𝘢𝘵𝘰 𝘥𝘪𝘳𝘪𝘨𝘦𝘯𝘵𝘦 𝘯𝘢𝘻𝘪𝘰𝘯𝘢𝘭𝘦 𝘥𝘦𝘭𝘭’𝘌𝘯𝘱𝘢 𝘦 𝘩𝘢 𝘴𝘦𝘮𝘱𝘳𝘦 𝘤𝘰𝘯𝘥𝘪𝘷𝘪𝘴𝘰 𝘦 𝘷𝘰𝘵𝘢𝘵𝘰 𝘰𝘨𝘯𝘪 𝘥𝘦𝘤𝘪𝘴𝘪𝘰𝘯𝘦 𝘥𝘦𝘨𝘭𝘪 𝘰𝘳𝘨𝘢𝘯𝘪 𝘴𝘰𝘤𝘪𝘢𝘭𝘪 𝘦, 𝘥𝘢 𝘥𝘪𝘳𝘪𝘨𝘦𝘯𝘵𝘦 𝘯𝘢𝘻𝘪𝘰𝘯𝘢𝘭𝘦 𝘦 𝘵𝘦𝘳𝘳𝘪𝘵𝘰𝘳𝘪𝘢𝘭𝘦, 𝘩𝘢 𝘨𝘦𝘴𝘵𝘪𝘵𝘰 𝘯𝘦𝘨𝘭𝘪 𝘢𝘯𝘯𝘪 𝘮𝘰𝘭𝘵𝘪 𝘮𝘪𝘭𝘪𝘰𝘯𝘪 𝘥𝘪 𝘦𝘶𝘳𝘰 𝘥𝘦𝘭𝘭’𝘌𝘯𝘵𝘦 𝘦 𝘱𝘦𝘳𝘴𝘰𝘯𝘢𝘭𝘮𝘦𝘯𝘵𝘦, 𝘤𝘰𝘮𝘦 𝘱𝘳𝘰𝘤𝘶𝘳𝘢𝘵𝘰𝘳𝘦 𝘴𝘱𝘦𝘤𝘪𝘢𝘭𝘦, 𝘯𝘰𝘯 𝘱𝘰𝘤𝘩𝘦 𝘦𝘳𝘦𝘥𝘪𝘵𝘢̀.

E qui si scade non solo sul personale (l’unico interesse che può avere l’ente sulla mia personale attività lavorativa è che non si basi su soldi ENPA, come giustamente è). È poi evidente che non ho sempre condiviso le scelte, come documentato nella mia videodenuncia. Cosa vuole insinuare? I fondi gestiti come Presidente di Sezione sono quelli rivenienti dalle convenzioni e dai lasciti per la sezione, sono tutti rigorosamente contabilizzati al centesimo nella contabilità che è da sempre particolarmente attenzionata, unica in Italia con controlli di revisione tutti gli anni. Ed ovviamente, nonostante una gestione complessa, senza percepire alcunché. I conti sono alla luce del sole: perchè invece gli estratti conto ENPA nazionale non vengono mostrati su richiesta agli Amministratori?

𝗘𝗰𝗰𝗼 𝗾𝘂𝗶𝗻𝗱𝗶 𝗽𝗲𝗿𝗰𝗵𝗲̀ 𝗾𝘂𝗲𝘀𝘁𝗮 𝗯𝗮𝘁𝘁𝗮𝗴𝗹𝗶𝗮 𝗽𝗲𝗿 𝗹𝗮 𝘃𝗲𝗿𝗶𝘁𝗮̀ 𝗲 𝗹𝗮 𝘁𝗿𝗮𝘀𝗽𝗮𝗿𝗲𝗻𝘇𝗮 𝗰𝗼𝗻𝘁𝗶𝗻𝘂𝗲𝗿𝗮̀ 𝘀𝘂𝗶 𝗦𝗼𝗰𝗶𝗮𝗹 𝘃𝗶𝘀𝘁𝗼 𝗶𝗹 𝗺𝘂𝗿𝗼 𝗱𝗶 𝗴𝗼𝗺𝗺𝗮 𝘀𝗼𝗹𝗹𝗲𝘃𝗮𝘁𝗼 𝗮𝗹𝗹𝗲 𝘀𝗲𝗺𝗽𝗹𝗶𝗰𝗶, 𝗹𝗲𝗰𝗶𝘁𝗲, 𝗱𝗼𝘃𝗲𝗿𝗼𝘀𝗲 𝗿𝗶𝗰𝗵𝗶𝗲𝘀𝘁𝗲 𝗱𝗶 𝗶𝗻𝗳𝗼𝗿𝗺𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗶.

Utile chiarire due elementi emersi nel sano (quando costruttivo) confronto con gli utenti dei Social:

• È falsa, dati e date alla mano, la narrazione che io avrei contestato dopo l’attivazione della sospensione perché è esattamente il contrario: a giugno 2023 ho iniziato a fare le mie richieste di documenti e chiarimenti, a maggio/giugno 2024 non ho approvato il bilancio, a luglio 2024 è stata attivata la strumentale contestazione nei miei confronti 

• Qualcuno ha accennato ad una possibile mossa elettorale: perché? Gli organi sono stati rinnovati nel 2023 e durano 5 anni. Immagino che chi ha dato disponibilità l’abbia fatto per tutto il mandato. Non è invece che qualcuno, in stile sudamericano anni 70, stia tramando per una mia pretestuosa esclusione al fine di avere il campo libero in un blitz elettorale funzionale ad un sistema associativo gestito da teste di legno ed asserviti dipendenti? Inquietante prospettiva …

Ho continua segnalazione di pressioni presso le Sezioni, tramite telefonate ufficiose, per delegittimare e sminuire i miei ruoli fino ad arrivare alla “mia” Torino, facendo leva - guarda un po’, si ripresenta il sistema - su dipendenti, evidentemente malleabili.

Parleremo di tutto questo nei prossimi giorni in diretta con possibilità di CHIUNQUE ad intervenire, sperando il non ripetersi di sabotaggi, con precettati collegati in massa per cercare di attivare blocchi tramite ripetute segnalazioni.

È QUESTO IL FUTURO DI ENPA NAZIONALE? NO GRAZIE.

QUASI 2 MILIONI DI EURO ALL’ANNO PER GLI UMANI DELLA SEDE NAZIONALE E STRATAGEMMI PER STIPENDIARE DIRIGENTI “VOLONTARI E GRATUITI”. IL TUTTO A DISCAPITO DELLE RISORSE A SOSTEGNO DELLE SEZIONI LOCALI. E CHI CONTESTA VIENE SOSPESO ANCHE DALLE CARICHE (ELETTIVE!)

Tutti i dettagli, con schemi esplicativi, nei 15 minuti di VIDEODENUNCIA di Marco Bravi ( GUARDA QUI

Di seguito la sintesi:

CHI SONO

Chi mi segue da oltre 30 anni in ENPA (di cui oltre 20 come dirigente nazionale volontario e gratuito) sa chi sono e cosa ho fatto per ENPA: 

  • Presidente del Consiglio Nazionale (fino a quando questo importante presidio di democrazia era previsto dal nostro Statuto)
  • Responsabile Nazionale Guardie Zoofile per una decina d’anni
  • fino al 2022, ho curato gratuitamente il Centro Nazionale Comunicazione e Sviluppo sviluppando decine di collaborazioni (ad esempio Rete dono, Amazon, Arcaplanet, Pizzardi, Ultima Pet citando solo alcune di quelle ancora attive ed utilizzate) arrivando a produrre risorse per un controvalore di oltre 1Mln di euro/anno. Esso è stato sempre interamente destinato agli animali tramite equa e monitorata distribuzione alle Sezioni locali. 
  • Localmente, oltre a collaborare con diverse sezioni ENPA da nord a sud, sono da oltre 10 anni Presidente della Sezione ENPA di Torino che, ripartendo da zero da un enorme buco economico, ho fatto diventare primario riferimento, con i suoi 3 rifugi gestiti ed annesso ambulatorio veterinario sociale.

LE PROBLEMATICHE INDIVIDUATE

È quindi con cognizione di causa che negli ultimi 2 anni ho espresso a più riprese ed in varie occasioni grandi perplessità sul lievitamento dei costi di personale “nazionale”. Non quindi quello sacrosanto e mai sufficiente che si pagano da sé le Sezioni locali per la gestione degli animali, ma i quasi 2 milioni di euro all'anno spesi dalla sede centrale ENPA in una nebulosa galassia di dipendenti, consulenti, più o meno sedicenti esperti e affini scelti e proposti dalla Presidente Nazionale o dalla Tesoriera. 

Da inizio 2023, in qualità di amministratore nazionale, ho inoltrato un numero considerevole di richieste di chiarimenti e documentazioni agli Organi interni di Amministrazione e Controllo, che si sono scontrate tutte con un muro di gomma e sono rimaste tutte senza risposta, nonostante i numerosi solleciti. 

A mio avviso trattasi di una cifra abnorme per una “organizzazione di volontariato” che suona come uno schiaffo in faccia alle Sezioni locali che fanno fatica a mettere insieme il pranzo con la cena per gli animali di cui si occupano.  Quelle rappresentanze locali che da tempo ricevono dal nazionale la risposta “non ci sono soldi”, ma che sono l’essenza stessa dell’associazione visto che è dal loro lavoro appassionato e disinteressato che viene quella reputazione che genera quelle risorse (ad esempio, il 5x1000) che poi però il Nazionale gestisce a sua discrezione.  

Il bilancio nazionale, si sa, è unificato, ma ciò comporta il mescolamento di prodotto/speso dal Nazionale con quello dalle Sezioni, sia sul piano economico che su quello operativo che, un tempo, era sanato da relazioni differenziate. Ora il fatto che, anche agli amministratori nazionali, esso venga proposto in approvazione a “scatola chiusa” e per cifre complessive ignorando sistematicamente le richieste di dettaglio sul chi, come, in che modo prenda tali cifre ha progressivamente aumentato il malessere di chi vive con responsabilità il ruolo di rappresentanza e tutela delle Sezioni (tutte, non la propria …).

Un disagio che si è acuito così tanto da portarmi ad astenermi dall’approvazione del bilancio 2023 (astenuto perché non avevo elementi sufficienti né per approvare né per respingere) dopo la scoperta che selezionatissimi dirigenti nazionali e locali - ufficialmente "volontari e gratuiti" come da sempre il sottoscritto – fossero da anni destinatari di stipendi “indiretti”, ossia camuffati dietro agenzie interinali che li pagavano fatturandone poi i costi ad ENPA (vedasi video esplicativo). 

Un evidente “escamotage” (con costi aggiuntivi a quelli sopracitati di circa 100.000€/anno) che bypassava, contraddicendola, la chiara indicazione “o socio/dirigente, o pagato da ENPA” da anni propugnata dalla Direzione Generale ENPA; un sistema che di fatto ha preso in giro almeno dal 2020 chi, con numerosi sacrifici personali, ha sempre adeguato le sue scelte a tale dettato. 

Non so dire se tale azione configuri un illecito amministrativo od altro, ma che si trattasse di una pratica irregolare o comunque non ortodossa è stato palesato dalla precipitosa risoluzione (appena ne è stata resa nota l’esistenza) di contratti interinali che coinvolgevano una ventina di persone in Sezioni non certo secondarie (Genova, San Severo di Foggia e Milano) che, fra l’altro, vedevano già altri dipendenti regolarmente assunti.

LE REAZIONI 

Quanto sopra è stato messo a tacere dagli altri componenti dell’Organo di Amministrazione nazionale: nel silenzio più totale tutti quelli che hanno preso, hanno dato, hanno certificato regolarità contabili ed eleggibilità sono rimasti al loro posto. 

Ed è per questo doveroso distinguo e necessità di trasparenza che, dopo quasi 2 anni di inevase richieste di chiarimento da parte degli Organi interni preposti, sto provvedendo a farne comunicazione pubblica. Con puntualizzazioni importanti: 

  • non ci sono falsità e calunnie (tutte le mie affermazioni sono supportate da documentazione comprovante)
  • non c’è comunicazione di dati sensibili (faccio riferimento a documenti pubblici od informazioni di comune conoscenza) 
  • non vi è alcun intento diffamatorio, prendendo atto della buona fede di chi ha preso denari e ha dichiarato di essere stato rassicurato sulla regolarità dalle alte sfere, che quindi sapevano
  • un eventuale danno all’immagine è certamente provocato da chi ha messo in atto certe dinamiche nell’utilizzo dei fondi e non chi le ha denunciate

Come detto tutti sono al loro posto mentre, al sottoscritto, è stata invece notificata la SOSPENSIONE IMMEDIATA ED A TEMPO INDETERMINATO DA TUTTE LE CARICHE ELETTIVE (!) per aver rivelato cose che a parere dell’emittente dovevano rimanere segrete; bel concetto di trasparenza!

L’iniziativa è della Presidente Nazionale Carla Rocchi sostenuta unanimemente dai componenti dell’Organo di Amministrazione Giusy D’Angelo, Romano Giovannoni, Paola Tintori, Viviana Pia Vaccari, Giuseppe Fascì e Saverio Capriglione i quali hanno così legittimato una reazione scomposta e violenta che tradisce quanto sistemico, accettato, condiviso e tollerato fosse quanto da me segnalato. 

Azione che non può leggersi diversamente da un’evidente ritorsione finalizzata a: 

  • soffocare ogni fastidiosa pretesa di trasparenza all’interno del sempre silente Organo di Amministrazione (non so se per sola insipienza o perché in qualche modo abbia interessi da tutelare) 
  • dare pretesto, all’ennesimo tentativo, per mettere le mani su quella Sezione di Torino che rappresenta una bella pappa di attività e risorse già pronta per chi, evidentemente, non ha le capacità e le competenze per farsela da sé.

CONCLUSIONI

Cari amici degli animali, VERI volontari, Soci ENPA e soprattutto care Sezioni locali: vi rappresenta questa “governance” nazionale che vi esclude da larga parte delle donazioni, eredità, 5x1000 che ENPA riceve grazie alla bella immagine che voi le date? O anche voi, come me, la sentite lontana da quella gestione snella, equa, governata con criteri oggettivi e condivisi che dovrebbe caratterizzare una “organizzazione di volontariato”? Voi con le vostre scelte, con la vostra voce siete gli unici che potete far cambiare le cose non subendo passivamente per intimidazione o quieto vivere atteggiamenti che possono riguardarvi tutti. 

Dal canto mio, nella speranza di un generale rinsavimento che porti ad annullare una sospensione così autoritaria e scellerata, continuerò questa battaglia per la trasparenza, la pluralità, il rispetto dello spirito associativo come semplice Socio, visto che rimango tale: ricordo che le espulsioni (già favoleggiate nel buio di oscure stanze o chat da taluni per malafede, ignoranza delle norme o semplice dabbenaggine) sono invece affidate dalla democrazia all’Assemblea nazionale dei Soci e non ai bizzosi umori dei singoli. 

Ci sono, con le competenze e la disponibilità di sempre. Sempre in forma chiara, trasparente e mettendoci la faccia, invitandovi a diffidare dai subdoli, pettegoli “verba volant” fra singoli che, senza traccia, poi vengono smentiti secondo utilità.

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Marco Bravi

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NON COMANDARE IL CANE, MA PERMETTERGLI DI TIRARE FUORI IL BAMBINO CHE C'È IN NOI

Quando un cane entra nella nostra vita, inizia come con chiunque altro il confronto delle personalità, dei rapporti di forza e di dipendenza.

La tentazione, nel latente antropocentrismo che c'è in ogni essere umano, è di cedere alla presunzione di superiorità e quindi voler educare, dare comandi, imporgli di fare delle cose; ed il tutto con l'ipocrisia del "per il suo bene".

Fatto salvo per eventuali, gravi difetti comportamentali, condivido il parere di chi invita a diventare compagni di gioco del nostro cane. Con i giochi che piacciono a lui, che lo divertono e non che soddisfino, invece, i desideri di dominio, controllo, manipolazione che caratterizzano l'umano.

La spontaneità del cane, la sua naturale allegria, la sua dolce ingenuità e la sua incrollabile fiducia possono essere una straordinaria occasione per noi: ridiventare bambini con la purezza dei sentimenti, non per stupido infantilismo o banale, stridula, umanizzazione.

Togliamoci dalla testa la dominanza: è lui che ci insegna, ci educa al poter essere veri e conseguentemente liberi. Ogni giorno.

SENZA PROSPETTIVA, SIAMO TUTTI NEL MIRINO

C'è un concetto estremamente complesso nella prospettiva che, dietro il rigore geometrico, nasconde l'essenza stessa delle complicazioni della vita. Linee apparentemente convergenti che, nella realtà, restano parallele come rotaie di un treno senza incontrarsi mai fino ad un punto, teorico quanto assurdo, chiamato infinito.

In fondo un po' come nelle nostre esistenze: persone ed ideali a volte sembrano apparentemente coincidere, ma sono destinati a mai raggiungersi, interrotti dagli intrighi, rosi dalle invidie, piegati dalle convenienze.

Ed allora, in questo mondo che di infinitesimale ha solo il livello ottuso di politicanti e affini incapaci di reggere i confronti, la prospettiva si riduce al dito, dimenticando la luna. Diventa un obiettivo che come tale va spazzato via, con ogni mezzo, più o meno lecito: e dopo quello un altro e un altro ancora.

In quella logica del massacro seguita da chi, senza talento e capacità per costruire, trova sbrigativa scorciatoia di affermazione nel distruggere la pace, il benessere diffuso, quell'armonia che stava nella contemplazione e rispetto dei grandi statisti, architetti, inventori, artisti; ormai utopica in una realtà odierna dove l'ultimo degli scalpellini si atteggia a Michelangelo.

Come un cecchino impazzito, il suo mondo, il suo infinito non va oltre il puntino rosso del suo mirino. E alla fin fine, aldilà della coscienza e della moralità personale che ognuno dovrebbe avere, a pensarci bene non è neanche tutta colpa sua. Ma di chi lo comanda in guerre che sono solo di chi, lontano e ben riparato, le dichiara.

L'INADEGUATEZZA ANIMALISTA NELLA BATTAGLIA CONTRO LA CACCIA

E LUI È CONTENTO E BEATO ...

Li ha appena uccisi. Sono così piccoli che escono a malapena dalle manone rozze di Sergio Berlato che non nasconde la soddisfazione di questa prima giornata di sangue.

Che aspettarsi dalla testa e dal cuore di un rappresentante delle Istituzioni che ostenta la prevaricazione sul debole, l'offesa alla Natura con l'uccisione di animali indifesi che non danno fastidio a nessuno ed anzi allietano con il loro canto le campagne?

Nulla o, quel che peggio, nulla di buono. Perché oltre a sparare, questo bel tomo è nelle stanze dei bottoni dove si decidono (guarda un po'!) le Leggi sulla caccia.

Ma c'è una logica in tutto ciò: i cacciatori votano e mandano a comandare amici fedeli. L'ambientalismo è invece così miope/stupido da far occupare i posti che dovrebbero essere di rappresentanza degli interessi della Natura a gente come Ilaria Salis , che mai se ne è occupata in tutta la sua vita ed è lì certo non per difendere i beccaccini.

Ecco perché finché funzionerà così i cacciatori vinceranno, sempre. Chi è causa del suo mal ... ma purtroppo il male arriva agli #animali

GOD BLESS AMERICAN CATS AND DOGS

Saranno cani e gatti a decidere il voto in America? Credo di no, anche se i due candidati si affannano, raschiando il fondo di ogni barile, a proclamarsi in campagna elettorale amanti degli animali. 

Donald J. Trump mostrando la propria indignazione per il presunto uso alimentare di cani e gatti da parte degli immigrati irregolari, Kamala Harris  mostrando sulle magliette elettorali la sua vicinanza alle Cat Ladies, le gattare che, nella visione Yankee, sono spesso considerate vicine a patologie psichiatriche antisociali.

C'è da crederci? Saranno le gattare a decidere il futuro USA? Ahimè pare evidente che siano manovre elettorali pure e semplici, d'altronde diffuse visto che in tutto il mondo abbiamo esempi di politici trombati o decaduti che hanno cavalcato la leva dell'amore per gli animali per cercare di restare a galla.

L'America reale sceglierà in base alla possibilità, vera o verosimile, di rialzarsi dall'economia affossata dagli ultimi anni di una presidenza inadeguata e solo intenta a seguire pavidamente il vento di cattivi consiglieri. E poi ad influenzare il voto ci sarà la lobby delle armi, la diffusa cultura della caccia, l'alto consumo proteico fra carne e junk-food, il fraking petrolifero, lo sfruttamento delle foreste. Insomma, tesi tutt'altro che ambientali a cui entrambi gli schieramenti affideranno le loro promesse.

D'altronde una sfumatura che tanto sfumatura non è. Entrambi si dichiarano "pet lovers", quindi amanti (solo) degli animali domestici a cui, come a tutti gli altri, non rimarrà che restare a guardare il loro ennesimo sfruttamento: di immagine.

NO ALLA CACCIA SUI TERRENI PRIVATI: PROVIAMOCI CON UNA FIRMA

1 settembre: in molte regioni comincia la caccia e, volenti o nolenti, dobbiamo abituarci a vedere cacciatori in giro, anche sui nostri terr...