LA SUA CORSA LIBERA

Credo non ci sia niente di più maestoso, possente e meraviglioso di un cavallo che galoppa. Ovviamente quando è libero di farlo come nelle praterie dello Utah o sulle spiagge della Camargue, come ho avuto la fortuna di vedere con i miei occhi.

Non quando è costretto dalle frustate, dal dolore, dalla paura per gareggiare in ippodromi o, peggio, nei palii come quello di Siena. In quest'ultimo è già successo che cavalli "scossi" (senza fantino) gareggiassero o addirittura vincessero.

Ma la particolarità di questo episodio in un ippodromo è che il cavallo non ha perso il fantino durante la gara e quindi fosse già stato in qualche modo spinto, costretto, stimolato: in questo caso, per un incidente in partenza, il cavallo è partito da solo.

E senza frustate e fantino ha vinto, sulle ali della libertà. Una lezione per tutti noi umani che dovremmo capire che gli #animali vanno assecondati ed apprezzati per la loro indole ed attitudine e non forgiati e piegati ai voleri degli umani. Di marionette, fr
a questi ultimi, ce ne sono già abbastanza.

LA RITORSIONE, ARMA DEI MISERABILI

L'ambientalista Paul Watson, fondatore di Sea Shepherd e uno dei co-fondatori di Greenpeace, attivista da tempo impegnato contro la caccia alle balene, è stato arrestato su mandato internazionale del Giappone in Groenlandia, dove è attualmente detenuto.

Il motivo? Aver documentato e denunciato il paese del Sol Levante per le sue continue violazioni alla moratoria del 1986 contro la caccia delle balene a scopo commerciale. 

Il Giappone continua a cacciare, uccidere e macellare balene a proprio piacimento, millantando questa attività come "ricerca scientifica".

Salvare le balene non può essere un reato!

Paul, per il quieto vivere diplomatico fra Paesi, rischia l'estradizione in Giappone, dove sarebbe detenuto in quelle che vengono definite le peggiori prigioni al mondo. 

DIFFONDI E FIRMA la petizione ( firma qui ) per sostenere la liberazione di Watson diretta al Ministro della Giustizia danese.

Credit: Image by Marco Bravi

SCAMBIO DI SGUARDI

Lo sguardo è il primo codice di comunicazione fra due esseri viventi. 

Nella comunicazione non verbale umana lo sguardo è usato per entrare in intimità ed empatia con l’interlocutore.

Nel mondo animale, dove la comunicazione non verbale è prevalente, lo sguardo fisso è invece generalmente interpretato come una minaccia, una richiesta di distanza per evitare lo scontro.

Il sistema evolutivo del cane, nell’arco di migliaia di anni di vita insieme a noi, ha sviluppato capacità socio-cognitive che gli consentono di interagire e comunicare in modo efficiente con gli esseri umani

Sono i cani che hanno avuto la capacità, l'intelligenza, l'intuito di adattarsi a noi, così tanto che la scienza ha accertato che quando un cane e il suo umano hanno uno scambio di sguardi prolungato, i livelli di ossitocina rilasciati da entrambi aumentano, così facendo il legame si rafforza arrivando ad avere effetti simili a quello che provano una madre e un figlio.

Credit : Photo Marco Bravi

L'OLTRANZISMO ANIMALISTA

Non era ancora freddo il cadavere di Alain Delon e già sono fioccate le meschinerie, gli scavi nel passato per cercare qualche macchia. Che c'è indubbiamente, visto che da giovane fece il macellaio e prestò la sua immagine per una pubblicità di quelle pellicce che però, contestualizzando un periodo molto differente dalla sensibilità attuale, erano un capo, seppur di lusso, usuale ed indiscusso.

Ancora una volta l'ortodossia animalista arriva a colpire, con il più masochistico dei tafazzismi, un uomo che si è indiscutibilmente e soprattutto fattivamente distinto (con azioni e soldi propri) nella tutela, nel salvataggio, nell'amore per gli animali. Vigliaccamente poi, visto che è morto.

La perfezione non esiste. È vero che la coerenza assoluta è una grande dote, così come l'odore di santità per i Beati, ma è pur vero che addirittura la canonizzazione perdona i peccatori che poi hanno fatto cose da Santi.

L'animalismo integralista no. Per esso pare innanzitutto fondamentale il gesto, l'apparenza, l'ipocrisia della forma: essere vegani, coprirsi con fibre vegetali, dimenticare ogni cibo collegato agli animali, comprese le uova da galline libere e felici (che le fanno in ogni caso).

Se poi si salvano direttamente animali o no, ci si sveni personalmente per spese veterinarie e mantenimento, non si conosca la parola "ferie" per accudire animali per certa "intelligentia" è così meno importante che certi "veri animalisti" si dimenticano di farlo.

"Chi salva una vita salva il mondo intero" dice un vecchio adagio. Dovremmo ricordarlo di più, insieme al fatto che il primo avversario non è una gara di coerenza fra animalisti, ma prioritariamente la cultura di indifferenza al dolore, crudeltà e abbandono che ancora circonda gli animali. Non riconoscere il contributo dato alla causa da ognuno che fa qualcosa, pretendendo la coerenza assoluta o niente, significa dare spazio a quella immagine di fanatismo ed estremismo che viene poi facilmente enfatizzata dando alibi, pretesto e a volte un po' ragione a chi ha interesse a marginalizzare le giuste e sacrosante istanze a tutela degli animali.

È giusto tendere alla perfezione essendo però consapevoli che, nella natura umana, non esiste. È importante apprezzare ogni attenzione, ogni gesto compassionevole nei confronti degli animali, da dovunque e da chiunque esso provenga.

Credit: Image ALAIN DELON SPORCATO by Marco Bravi

NO ALLA CACCIA SUI TERRENI PRIVATI: PROVIAMOCI CON UNA FIRMA

1 settembre: in molte regioni comincia la caccia e, volenti o nolenti, dobbiamo abituarci a vedere cacciatori in giro, anche sui nostri terr...