SPECIE SE CON OTTIMI RISULTATI ED APPETIBILI RISORSE: SI PARTE DA TORINO, PER "RIORGANIZZARLA"
Dopo aver cercato di mettere a tacere chi ha sollevato gravi problematiche, colpo di mano in salsa autoritaria su una delle più grandi Sezioni ENPA d’Italia, sia in termini di soci che di attività operative.
Si mostra in tutta la sua evidenza il sempre più inconsistente pretesto della mia “sospensione a tempo indefinito” che mi estromette dal controllo e dal diritto di critica propri della carica elettiva (fra l’altro bloccando tutti i canali interni di comunicazione) di un dirigente nazionale, dichiarandolo “assente” a riunioni nazionali a cui non viene convocato. Provvedimento che assume ormai toni da operetta per quanto è immotivato, visto che nessuna calunnia né diffamazione - nei confronti di persone e tantomeno dell’ente – né mi è stata contestata né può essermi attribuita, visto che ho espresso solo opinioni e fatti inconfutabili.
Oltre a tenermi lontano da conoscenza di fatti e decisioni per tappare i buchi solo in questi giorni emerge lampante il premeditato fine che c’era sotto. Ciò vedendo gli esiti di una riunione del 15 settembre 2024 che può definirsi “fantasma” perché viene comunicata mesi dopo, con un verbale in cui risulto assente.
E cosa hanno deciso Carla Rocchi, Paola Tintori, Saverio Capriglione, Giusy D'Angelo, Giuseppe Fascì, Romano Giovannoni, Viviana Pia Vaccari tenendolo nascosto per oltre due mesi? Lo scioglimento del Consiglio Direttivo della Sezione di Torino, quello democraticamente eletto, operante con efficacia e i conti in ordine da oltre 10 anni.
Perso ormai ogni senso del grottesco, la motivazione pretestuosa non c’entra nulla con il sottoscritto: è la "riorganizzazione come Sede di Area", stravolgendo completamente tale istituto statutario. Esso infatti (ad oggi mai applicato!) era previsto nell’ottica che, per efficienza organizzativa, Sezioni grandi limitrofe a Sezioni più piccole potessero inglobarsi in un’unica sezione di Area.
In questo teatrino dell'assurdo, anziché applicare il modello virtuoso sviluppato a Torino alle realtà più ridotte, il pretestuoso efficientamento rende evidente il vero obiettivo, “dimenticando” la presenza di altre Sezioni in zona ed affidando la gestione a chi ha gestito l’unica piccola sezione inglobata (Val della Torre).
Di essa va ricordata la genesi: una sezione nata a suo tempo in totale assenza di un tessuto associativo e gravitante unicamente intorno ad un canile acquistato per almeno 2/300.000 euro pagati (?) con i soldi di ENPA nazionale. Inutile, in una zona dove ce n’erano già altri storici e finalizzato al costosissimo capriccio di un inconcludente “centro di riabilitazione cani problematici” mai realizzato, diventando un normale canile rifugio che sottraeva risorse e convenzioni ai preesistenti. Tale impianto, per qualità della costruzione comunque valido, nel tempo per sciatteria è diventato più consono ad un rifugio per senzatetto umani (pare anche ospitandone) con un degrado strutturale importante che ha comportato incidenti agli ospiti, cause di lavoro per inadempienze e denunciati pagamenti in nero, maturando posizioni debitorie che ora, di fatto, dovranno essere coperte con le risorse della virtuosa Sezione di Torino. Tutto ovviamente documentato e dimostrabile.
Questo è il concetto di efficienza del nostro illuminato Organo di Amministrazione nazionale o semplicemente il suo supino appiattimento all’ennesimo sotterfugio per appropriarsi del lavoro e dei risultati di un Direttivo (quello di Torino) che ha operato negli ultimi 10 anni sempre bene, unito, affiatato, con coscienza e trasparenza nel rigoroso volontariato gratuito che ormai sembra passato di moda? Pare sia quest’ultima l’unica e consunta chiave di “successo” di certi personaggetti.
Un’ultima annotazione: in data 23 ottobre (quindi già formalmente sotto il controllo occulto del nuovo delegato) dai social della sezione di Torino viene emesso un sibillino comunicato di presa di distanza dal Presidente, prontamente diffuso alle Sezioni dalla Sede Centrale, firmato “volontari e dipendenti”. Peccato che molti di essi, anche nel Direttivo, non fossero a conoscenza di questa iniziativa, né del fatto che la Sede Centrale avesse richiesto ai dipendenti tutte le credenziali d’accesso agli strumenti di comunicazione della Sezione. Strane combinazioni, vero?
Credo sia il tempo che le Sezioni locali, che costituiscono il maggioritario tessuto sano dell’associazione, prendano coscienza di come l’ente viene ora gestito a livello nazionale. È ora di andare oltre il proprio giardinetto e pensare di dotarsi, in futuro, di una vera rappresentanza del vero e disinteressato volontariato gratuito motore dell’associazione, priva di qualsivoglia conflitto d’interesse e che dimostri le proprie competenze valorizzando le competenze sul territorio.
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