Le conquiste a cui si arriva con l’onesto lavoro, l'esperienza e la competenza danno il senso e l’appagamento della vita. Non ho quindi mai compreso la soddisfazione dei ladri, includendo con questo termine tutti coloro che vìolano le cose costruite, ideate, sognate in ogni modo o campo.
Perché certe volte il piede di porco e le chiavi false vengono più subdolamente ed ipocritamente sostituite da accrocchi burocratici, strumentalizzazioni volgari, sotterfugi perfidi sostenuti ed acclamati da quei deretani troppo sensibili a lingue adulanti e meretrici.
Delinquenti comuni ed usurpatori alla fine sono della stessa pasta: bari che sanno vincere solo co
n il gioco sporco, i bluff, le mitomanie dell’apparire e dell’avere tutto ciò che prima hanno invidiato e poi ottenuto con trame nell’ombra, inganni ed intrighi. Li riconosci perché, anche se si danno una ripulita, quando hanno ottenuto il maltolto sono come gli arricchiti, che lo usano e l’ostentano con ignorante presunzione ed arroganza autoritaria, perché l’inesistente autorevolezza possono al massimo scimmiottarla, rimanendo comunque omuncoli, donnette o le ambigue vie di mezzo di sempre.
Perché i sistemi collettivi corrotti prevalgono e la delinquenza dilaga? Per la responsabilità oggettiva e determinante dei “sordomuti sociali”, resi tali da ipocrisia ed opportunismi. Poveri stolti intimiditi che non comprendono che la complicità derivante dalla loro insipienza e dal loro silenzio prima o poi gli si ritorcerà contro, quando toccherà a loro veder rubato, spazzato via tutto quello che hanno costruito con impegno e fatica. E cercando di rimandare quel momento scelgono di nascondersi come sorci, prendendo quella via del compromesso con se stessi che si traduce, con la loro precisa responsabilità, in legittimazione della corruzione come stile di vita.
Finché i coraggiosi idealisti rimarranno minoranza, apprezzata ed ammirata - ma da lontano, che non si sappia per carità – e celebrata solo quando salta in aria, niente cambierà.

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