STALLI TEMPORANEI: CARITATEVOLI DISPONIBILITÀ O POZZI SENZA FONDO?

È una storia piccola, insignificante per i più, ma che colpisce come un pugno allo stomaco: Toby aveva smesso di salutare.

Tutti noi che frequentiamo i luoghi dove si detengono temporaneamente, a vario titolo gli animali, conosciamo la loro naturale propensione al farsi vedere, quasi a salutarci, a chiederci di portarli via da quel luogo. Anche Toby lo faceva, in quanto non apparteneva a quella minoranza che sta in disparte per paure indotte da maltrattamento. Poi, dopo 3 anni in quel luogo finalizzato a sostenere l'egoismo di chi vive di carità pelosa, ha semplicemente smesso, come rassegnato ad un futuro di prigionia che gli era stato imposto per la sola colpa di essere un randagio libero ed indipendente. Dopo un lungo e disagevole trasferimento di 1000 chilometri, condannato ad un "fine pena mai" in uno stallo, per di più a pagamento.

Da veri amanti disinteressati degli animali urge una riflessione: quando interferiamo nella vita di un animale, dobbiamo farlo senza approssimazione e SOLO se abbiamo la certezza preventiva di migliorarla. E ciò include, necessariamente, non solo il cibo e le cure, ma anche la qualità della vita e la libertà. L'amore in affitto è solo umano e si chiama prostituzione. Gli animali vanno sottratti dagli speculatori e dai falsi buoni che si lucidano la coscienza dando amore a termine. 

Ripensando forse il concetto stesso di gestione del randagismo. Animali non come pacchi da trasferire, da stoccare da qualche parte in attesa di improbabili "clienti" (adottanti consapevoli) per toglierli dagli occhi e dai costi della comunità che li produce. Al contrario: lì dove il bubbone cresce va fatto esplodere, mettendo di fronte gli stakeholders e le Amministrazioni ad interventi efficaci di prevenzione che non sono i trasferimenti, ma diffuse campagne di sterilizzazione e rigorosa applicazione dell'anagrafe canina.

Un approccio molto diverso da quello pietistico e meramente assistenziale sempre più diffuso che acuisce il fenomeno perché non lo risolve alla radice.

Toby? Nel frattempo è morto là, dietro le sbarre, probabilmente con il ricordo di quelle colline su cui felice e libero scorrazzava finché, con una falsa promessa, quella "signora" non lo portò qui, al freddo.

Immagine di repertorio dal WEB

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