SENZA PROSPETTIVA, SIAMO TUTTI NEL MIRINO

C'è un concetto estremamente complesso nella prospettiva che, dietro il rigore geometrico, nasconde l'essenza stessa delle complicazioni della vita. Linee apparentemente convergenti che, nella realtà, restano parallele come rotaie di un treno senza incontrarsi mai fino ad un punto, teorico quanto assurdo, chiamato infinito.

In fondo un po' come nelle nostre esistenze: persone ed ideali a volte sembrano apparentemente coincidere, ma sono destinati a mai raggiungersi, interrotti dagli intrighi, rosi dalle invidie, piegati dalle convenienze.

Ed allora, in questo mondo che di infinitesimale ha solo il livello ottuso di politicanti e affini incapaci di reggere i confronti, la prospettiva si riduce al dito, dimenticando la luna. Diventa un obiettivo che come tale va spazzato via, con ogni mezzo, più o meno lecito: e dopo quello un altro e un altro ancora.

In quella logica del massacro seguita da chi, senza talento e capacità per costruire, trova sbrigativa scorciatoia di affermazione nel distruggere la pace, il benessere diffuso, quell'armonia che stava nella contemplazione e rispetto dei grandi statisti, architetti, inventori, artisti; ormai utopica in una realtà odierna dove l'ultimo degli scalpellini si atteggia a Michelangelo.

Come un cecchino impazzito, il suo mondo, il suo infinito non va oltre il puntino rosso del suo mirino. E alla fin fine, aldilà della coscienza e della moralità personale che ognuno dovrebbe avere, a pensarci bene non è neanche tutta colpa sua. Ma di chi lo comanda in guerre che sono solo di chi, lontano e ben riparato, le dichiara.

L'INADEGUATEZZA ANIMALISTA NELLA BATTAGLIA CONTRO LA CACCIA

E LUI È CONTENTO E BEATO ...

Li ha appena uccisi. Sono così piccoli che escono a malapena dalle manone rozze di Sergio Berlato che non nasconde la soddisfazione di questa prima giornata di sangue.

Che aspettarsi dalla testa e dal cuore di un rappresentante delle Istituzioni che ostenta la prevaricazione sul debole, l'offesa alla Natura con l'uccisione di animali indifesi che non danno fastidio a nessuno ed anzi allietano con il loro canto le campagne?

Nulla o, quel che peggio, nulla di buono. Perché oltre a sparare, questo bel tomo è nelle stanze dei bottoni dove si decidono (guarda un po'!) le Leggi sulla caccia.

Ma c'è una logica in tutto ciò: i cacciatori votano e mandano a comandare amici fedeli. L'ambientalismo è invece così miope/stupido da far occupare i posti che dovrebbero essere di rappresentanza degli interessi della Natura a gente come Ilaria Salis , che mai se ne è occupata in tutta la sua vita ed è lì certo non per difendere i beccaccini.

Ecco perché finché funzionerà così i cacciatori vinceranno, sempre. Chi è causa del suo mal ... ma purtroppo il male arriva agli #animali

GOD BLESS AMERICAN CATS AND DOGS

Saranno cani e gatti a decidere il voto in America? Credo di no, anche se i due candidati si affannano, raschiando il fondo di ogni barile, a proclamarsi in campagna elettorale amanti degli animali. 

Donald J. Trump mostrando la propria indignazione per il presunto uso alimentare di cani e gatti da parte degli immigrati irregolari, Kamala Harris  mostrando sulle magliette elettorali la sua vicinanza alle Cat Ladies, le gattare che, nella visione Yankee, sono spesso considerate vicine a patologie psichiatriche antisociali.

C'è da crederci? Saranno le gattare a decidere il futuro USA? Ahimè pare evidente che siano manovre elettorali pure e semplici, d'altronde diffuse visto che in tutto il mondo abbiamo esempi di politici trombati o decaduti che hanno cavalcato la leva dell'amore per gli animali per cercare di restare a galla.

L'America reale sceglierà in base alla possibilità, vera o verosimile, di rialzarsi dall'economia affossata dagli ultimi anni di una presidenza inadeguata e solo intenta a seguire pavidamente il vento di cattivi consiglieri. E poi ad influenzare il voto ci sarà la lobby delle armi, la diffusa cultura della caccia, l'alto consumo proteico fra carne e junk-food, il fraking petrolifero, lo sfruttamento delle foreste. Insomma, tesi tutt'altro che ambientali a cui entrambi gli schieramenti affideranno le loro promesse.

D'altronde una sfumatura che tanto sfumatura non è. Entrambi si dichiarano "pet lovers", quindi amanti (solo) degli animali domestici a cui, come a tutti gli altri, non rimarrà che restare a guardare il loro ennesimo sfruttamento: di immagine.

LA TENEREZZA DEL TORO

Questo è un toro prima della sua ultima corrida. Un animale possente che si avvicina con delicatezza, tenerezza e fiducia a colui che lo accudisce e lo nutre con una prelibatezza.

Fra qualche ora, per rendere "cattivo" ciò che non lo è, verrà tenuto al buio, gli saranno scorticate le punte delle corna per renderle più sensibili, gli verranno fiaccati i reni con percosse, verrà indebolito con potenti purghe, gli saranno unti gli occhi per diminuire la sua vista, gli verrà infilata ovatta nelle narici per rendere difficolto
so il respiro. Per contrastare la sua naturale mitezza le sue zampe vengono cosparse di acido ustionante, gli vengono conficcati spilli nei testicoli e poi, ad inizio corrida, torturato prima dai “picadores” che (dall’alto di un cavallo che viene spesso anche lui ferito) conficcano una lancia nei muscoli che gli permettono di alzare la testa. E poi arrivano i “banderilleros” che piantano in quella ferita degli arpioni che strapperanno le carni ad ogni movimento.

Il toro che arriva nell’arena è solo un animale terrorizzato che cerca disperatamente una via d'uscita. Il "matador" si atteggia a figura coraggiosa e sprezzante del pericolo, ma è in realtà un pupazzo, un guitto, un figurante codardo che affronta quello che è un fantasma debilitato rispetto al fiero animale che è stato fino a poche ore prima.

Il colpo finale con la spada, recidendo il midollo, non uccide il toro, ma lo paralizza: quindi è ancora cosciente quando gli vengono tagliate orecchie e coda come macabri "trofei". 

La Natura, quella con la N maiuscola, sa a volte essere spietata e cruda, ma sempre e solo per necessità, fame, difesa. La crudeltà gratuita appartiene solo alla piccola e vigliacca natura di quegli umani che vivono nella prevaricazione, slealtà, presunzione di superiorità le loro miserabili vite.

PICCOLO EVENTO ESTREMO

GUARDA IL VIDEO 


Ciò che vi mostro è il risultato di quello che chiamo un piccolo evento estremo.

I cambiamenti climatici non producono solo cataclismi immani. Un campo di mais distrutto dalla forza del vento non è un evento di cui parleranno i telegiornali. Ma è comunque un evento estremo per chi quel campo l'ha piantato, coltivato e curato.

Ricordatevi che, a meno di improbabili cambi radicali, quello che stiamo vedendo è solo l'inizio di un processo che nel giro di qualche decennio, con il moltiplicarsi di questi piccoli eventi, ci toccherà sempre più da vicino. 

La Terra e la Natura non hanno fretta; eravamo stati avvertiti per tempo ma, come di consueto, la stupidità dei governi che gli umani danno a se stessi ha dato la priorità al profitto a breve termine.

Buona estinzione a noi umani. 

Copyright Marco Bravi

NO ALLA CACCIA SUI TERRENI PRIVATI: PROVIAMOCI CON UNA FIRMA

1 settembre: in molte regioni comincia la caccia e, volenti o nolenti, dobbiamo abituarci a vedere cacciatori in giro, anche sui nostri terreni. 

Ciò, in un'abitudine tutta italiana di adattare norme e regolamenti ai porci comodi di qualcuno, è reso possibile dall’art. 842 del Codice Civile, che recita: “Il proprietario di un fondo non può impedire che vi si entri per l’esercizio della caccia, a meno che il fondo sia chiuso nei modi stabiliti dalla legge sulla caccia o vi siano colture in atto suscettibili di danno". 

Una norma ignobile che contraddice l'inviolabile (?) Carta Costituzionale che all’art. 42 dice: “La proprietà privata è riconosciuta e garantita dalla legge, che ne determina i modi di acquisto, di godimento e i limiti allo scopo di assicurarne la funzione sociale e di renderla accessibile a tutti.” 

Basta. Non voglio cacciatori nel mio terreno. 
Voglio che su esso gli animali selvatici abbiano vita e protezione. 

C'è in proposta un referendum per l'abrogazione dell'articolo 842;
ma come al solito per colpa un po' le norme, un po' la disinformazione di chi mette al vento solo le proprie bandierine, nessuno ne sa nulla. 

Sarà anche solo simbolico, ma lo si può sostenere firmando facilmente online. Io l'ho fatto. E tu? 

FIRMA QUI CON IL TUO SPID

NO ALLA CACCIA SUI TERRENI PRIVATI: PROVIAMOCI CON UNA FIRMA

1 settembre: in molte regioni comincia la caccia e, volenti o nolenti, dobbiamo abituarci a vedere cacciatori in giro, anche sui nostri terr...