In fondo un po' come nelle nostre esistenze: persone ed ideali a volte sembrano apparentemente coincidere, ma sono destinati a mai raggiungersi, interrotti dagli intrighi, rosi dalle invidie, piegati dalle convenienze.
Ed allora, in questo mondo che di infinitesimale ha solo il livello ottuso di politicanti e affini incapaci di reggere i confronti, la prospettiva si riduce al dito, dimenticando la luna. Diventa un obiettivo che come tale va spazzato via, con ogni mezzo, più o meno lecito: e dopo quello un altro e un altro ancora.
In quella logica del massacro seguita da chi, senza talento e capacità per costruire, trova sbrigativa scorciatoia di affermazione nel distruggere la pace, il benessere diffuso, quell'armonia che stava nella contemplazione e rispetto dei grandi statisti, architetti, inventori, artisti; ormai utopica in una realtà odierna dove l'ultimo degli scalpellini si atteggia a Michelangelo.
Come un cecchino impazzito, il suo mondo, il suo infinito non va oltre il puntino rosso del suo mirino. E alla fin fine, aldilà della coscienza e della moralità personale che ognuno dovrebbe avere, a pensarci bene non è neanche tutta colpa sua. Ma di chi lo comanda in guerre che sono solo di chi, lontano e ben riparato, le dichiara.

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