NO ALLA CACCIA SUI TERRENI PRIVATI: PROVIAMOCI CON UNA FIRMA

1 settembre: in molte regioni comincia la caccia e, volenti o nolenti, dobbiamo abituarci a vedere cacciatori in giro, anche sui nostri terreni. 

Ciò, in un'abitudine tutta italiana di adattare norme e regolamenti ai porci comodi di qualcuno, è reso possibile dall’art. 842 del Codice Civile, che recita: “Il proprietario di un fondo non può impedire che vi si entri per l’esercizio della caccia, a meno che il fondo sia chiuso nei modi stabiliti dalla legge sulla caccia o vi siano colture in atto suscettibili di danno". 

Una norma ignobile che contraddice l'inviolabile (?) Carta Costituzionale che all’art. 42 dice: “La proprietà privata è riconosciuta e garantita dalla legge, che ne determina i modi di acquisto, di godimento e i limiti allo scopo di assicurarne la funzione sociale e di renderla accessibile a tutti.” 

Basta. Non voglio cacciatori nel mio terreno. 
Voglio che su esso gli animali selvatici abbiano vita e protezione. 

C'è in proposta un referendum per l'abrogazione dell'articolo 842;
ma come al solito per colpa un po' le norme, un po' la disinformazione di chi mette al vento solo le proprie bandierine, nessuno ne sa nulla. 

Sarà anche solo simbolico, ma lo si può sostenere firmando facilmente online. Io l'ho fatto. E tu? 

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