Era il 1966 o giù di lì quando allo Zecchino d'Oro, manifestazione canora per bambini antesignana di tutti gli odierni "talent", con il Coro dell'Antoniano si cantava "Orazio nello spazio".
Una sorta di cantilena che raccontava di un cane appassionato di missili che, schiacciando per sbaglio qualche bottone (quindi colpa sua!), andava in orbita guardando dall'alto la Terra girandoci intorno 103 volte, diventando blu e, dice il testo, il Re dello spazio. Con una malcelata crudeltà in quel "aveva le vertigini, vedeva tutto blu".
Una tragicommedia con cui i grandi intortavano i noi allora bambini, loro ben consapevoli della sorte anni prima di Laika, il cane che venne sperimentalmente lanciato in orbita nel 1957. Agonizzò per ore, terrorizzata, bloccata in quello spazio che divenne la sua tomba, non il suo regno.
La vita è spesso brutta, soprattutto per gli animali. Trovate il coraggio di dirlo ai bambini che così, crescendo, sapranno apprezzare, non dandoli per scontati, i valori di verità e giustizia.
Orazio e Laika: scusate quell'inconsapevole bambino che cantò quella ingannevole canzoncina in qualche recita casalinga che vi dipingeva re, nascondendo alle orecchie e al cuore il vostro tragico destino.

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