L'INTELLIGENZA DEI POLPI E L'IGNORANZA UMANA: VIETARE LA VENDITA DI ANIMALI VIVI.

Il servizio de Le Iene  che ha portato alla chiusura dei profili social su cui si seviziava fauna ittica con balletti di scarso gusto ci evidenzia fra gli altri due aspetti.

Innanzitutto il retroterra d'ignoranza che alberga dietro ogni maltrattamento animale e che considera "divertente" cose come tirare schicchere agli occhi dei polpi da parte di una persona che ha solo l'attraenza fisica visto che  per qualificarsi socialmente dichiara "sono una mamma". È giusto ricordare a questa signora (e in generale) che gli esiti di 5 minuti di un'attività ludica di incontro fra un ovulo ed uno spermatozoo non fanno necessariamente una brava persona, anche visto il detto che la madre degli ignoranti è sempre incinta. L'obiettivo reale ed edificante è essere una brava madre e ciò implica insegnare ai figli compassione, empatia e tutti concetti che lo zoppicante uso dell'italiano di questi soggetti indica come ad essi sconosciuti.

L'altro punto nodale è che per raggiungere risultati concreti sia necessario l'attivismo, la protesta anche eclatante. Il culturalismo fine a se stesso è sterile, patetico, polveroso. Serve solo ad una certa "intellighènzia" ad autocelebrarsi, a mantenersi a galla in un'affannosa ricerca di riscatto di vite altrimenti insipide, scialbe, insignificanti. Ma è una comunicazione che non raggiunge la massa grezza che è alla base del perdurare del maltrattamento degli animali.

Mentre le piattaforme come #instagram  e #tiktok  stanno a guardare non intervenendo insieme alle ASL ed agli organi competenti, ci vogliono i "rompiscatole" come Filippo Roma  e Enrico Rizzi  per far finalmente finire certi scempi. Quindi oggi anche i loro detrattori devono stare muti e ringraziarli a nome di quei polpi martoriati.

Basterebbe vietare la vendita di fauna ittica viva, ma ciò (mi rendo tristemente conto) sarebbe troppo intelligente: ci arriverebbe forse un polpo, ma è troppo per "solo mamme" e politicanti.

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