LA PRIMA VOLTA

Ieri, per la prima volta nella mia vita, ho formalizzato la richiesta di dimissioni di un collega. L'ho fatto nel silenzio generale di chi avrebbe dovuto farlo per un bene superiore ed invece allunga il brodo del tempo, edulcora l'amarezza di situazioni che non sono pettegolezzi delle solite comari ignoranti ed invidiose, ma incontrovertibili realtà documentate.

Perché quando per anni, ogni mese, "A" paga "B" perché paghi "C", non c'è scappatoia legale o sotterfugio contabile che possa convincermi che non ci sia un rapporto di dipendenza economica e di muto consenso fra "A" e "C". 

E se questo traffico di denari e di influenze avviene fra dirigenti "volontari e gratuiti" nel - per me - sacro contesto del #volontariato, vissuto dalla stragrande maggioranza di noi  in modo sano, gratuito e disinteressato con sacrificio quotidiano, allora a mio avviso diventa molto più che esecrabile.

E se allo stato non posso essere neanche certo che sia un caso isolato, anche i muri capiscono che un meccanismo del genere non può durare per anni senza una catena di responsabilità fatta di muti assensi, mancati controlli, omissioni, false attestazioni. Ed è ad esse che andrà attribuito l'eventuale danno patrimoniale e di immagine. Non certamente all'emersione della verità, come propongono spesso quei ricattatori morali abituati a buttare tutto sotto già stracolmi tappeti. Non si possono confondere amicizia e spirito di squadra con la collusione e l'omertà.

Anche senza arrivare a veri e propri reati penali, ci sono dei confini che etica e moralità non possono superare. Perché creano precedenti, legittimano abusi e la loro continuità, deludono le migliaia di persone perbene che ci credono, facendole affondare nel disincanto e, cosa ancor peggiore, demotivando la loro passione ed impegno. 

Oggi respiro aria nuova, pulita, sperando di essere fra gli artefici di un cambiamento vero che certamente rappresenti, con assoluta trasparenza, diffusa informazione e condivisione, la parte sana di questo mondo che è certamente maggioranza.

Confidando di non trovarmi poi da solo, vaporizzato da un mondo che spesso, dietro retorici proclami, fa finta di cambiare tutto per poi non cambiare nulla.

Nessun commento:

Posta un commento

NO ALLA CACCIA SUI TERRENI PRIVATI: PROVIAMOCI CON UNA FIRMA

1 settembre: in molte regioni comincia la caccia e, volenti o nolenti, dobbiamo abituarci a vedere cacciatori in giro, anche sui nostri terr...