Il copione era già scritto: le circa 150 comparse in gran parte pre-accreditate arrivate sui pullman, la maggioranza di schede con preferenze tutte uguali (regia ben precisa, visto che erano differenti dalle liste ufficialmente proposte), il sistematico impedimento al voto spontaneo di Soci che erano a tutti gli effetti tali, massiccia presenza in assemblea di dipendenti, consulenti ed assimilati alle votazioni di bilancio, reso disponibile solo nella mattina di approvazione tramite un QR code.
L’assemblea ENPA - Ente Nazionale Protezione Animali Odv ha preso da subito una piega poco aderente a un confronto istituzionale serio, trasformandosi presto in una sceneggiata in cui mancava solo il compianto Mario Merola. Abbiamo visto toccare il punto più basso in 24 anni di vita associativa nella gazzarra indegna, vergognosa e cafona fomentata dalla Presidenza che ha impedito, di fatto, la serena esposizione delle pertinenti argomentazioni di eccezione al bilancio del Dott. Cavazzana. La richiesta di intervento del candidato Bravi è stata addirittura interrotta prima che potesse svolgersi da una votazione per non farlo parlare, proposta all'assemblea da una starnazzante socia salita sul palco al posto della Presidente uscente che, indifferente a questa perdita di controllo dell’assemblea che doveva presiedere, ha anzi rinfocolato il clima ostile con la consueta arroganza con perle di “eleganza” intimidenti come il "fottiti" rivolto al candidato Cavazzana.
Ovviamente delle poche parole e argomentazioni che si è riusciti ad esprimere in un tale volgare clima di continue interruzioni e schiamazzi è sparita ogni traccia nelle patinate live dell'evento, talmente pre-confezionate dalla solita manina che uscivano ancor prima della conclusione degli interventi di presentazione, d’altronde basati tutti su testi evidentemente eteroscritti dalla stessa fonte e letti (con non poca difficoltà) pedissequamente.
Metodi talmente degradanti per "vincere facile" che rendono ancora più evidente il "livello" del nuovo e più onorevole la sconfitta di chi si è messo in gioco con i suoi soli mezzi e proposte. Certo che un così accanito dispiegamento di forze (e di risorse degli animali?) pone il dubbio che qualcuno, senza esso, oggi forse avrebbe dovuto cercarsi un lavoro fuori da quel parassitismo associativo che, un diverso esito, avrebbe debellato.
Sta proprio nel mio impegno disinteressato la differenza. Per me oggi non cambia niente: l'attività di tutela degli animali continua e la mia qualità di vita non dipende certo da questo risultato, dal quale trarrà giovamento forse in termini di tempo, ma sicuramente di livello morale ed intellettuale delle frequentazioni.
Diverso sarà per gli animali e i volontari locali che saranno penalizzati non dalla pubblica ricerca di trasparenza, ma dall’omertoso silenzio delle complicità interessate. Saranno sempre più marginalizzati a lavorare e basta con il loro impegno e risorse per fare quei numeri atti a tenere su il carrozzone governato dalla “ammuina” dove dipendenti e assimilati – diretti, indiretti o telecomandati da fondazioni - tengono il gioco.
L’ennesima mortificazione della rappresentanza del volontariato vero dove “classe dirigente” diventa un ossimoro …




