LA TENEREZZA DEL TORO

Questo è un toro prima della sua ultima corrida. Un animale possente che si avvicina con delicatezza, tenerezza e fiducia a colui che lo accudisce e lo nutre con una prelibatezza.

Fra qualche ora, per rendere "cattivo" ciò che non lo è, verrà tenuto al buio, gli saranno scorticate le punte delle corna per renderle più sensibili, gli verranno fiaccati i reni con percosse, verrà indebolito con potenti purghe, gli saranno unti gli occhi per diminuire la sua vista, gli verrà infilata ovatta nelle narici per rendere difficolto
so il respiro. Per contrastare la sua naturale mitezza le sue zampe vengono cosparse di acido ustionante, gli vengono conficcati spilli nei testicoli e poi, ad inizio corrida, torturato prima dai “picadores” che (dall’alto di un cavallo che viene spesso anche lui ferito) conficcano una lancia nei muscoli che gli permettono di alzare la testa. E poi arrivano i “banderilleros” che piantano in quella ferita degli arpioni che strapperanno le carni ad ogni movimento.

Il toro che arriva nell’arena è solo un animale terrorizzato che cerca disperatamente una via d'uscita. Il "matador" si atteggia a figura coraggiosa e sprezzante del pericolo, ma è in realtà un pupazzo, un guitto, un figurante codardo che affronta quello che è un fantasma debilitato rispetto al fiero animale che è stato fino a poche ore prima.

Il colpo finale con la spada, recidendo il midollo, non uccide il toro, ma lo paralizza: quindi è ancora cosciente quando gli vengono tagliate orecchie e coda come macabri "trofei". 

La Natura, quella con la N maiuscola, sa a volte essere spietata e cruda, ma sempre e solo per necessità, fame, difesa. La crudeltà gratuita appartiene solo alla piccola e vigliacca natura di quegli umani che vivono nella prevaricazione, slealtà, presunzione di superiorità le loro miserabili vite.

PICCOLO EVENTO ESTREMO

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Ciò che vi mostro è il risultato di quello che chiamo un piccolo evento estremo.

I cambiamenti climatici non producono solo cataclismi immani. Un campo di mais distrutto dalla forza del vento non è un evento di cui parleranno i telegiornali. Ma è comunque un evento estremo per chi quel campo l'ha piantato, coltivato e curato.

Ricordatevi che, a meno di improbabili cambi radicali, quello che stiamo vedendo è solo l'inizio di un processo che nel giro di qualche decennio, con il moltiplicarsi di questi piccoli eventi, ci toccherà sempre più da vicino. 

La Terra e la Natura non hanno fretta; eravamo stati avvertiti per tempo ma, come di consueto, la stupidità dei governi che gli umani danno a se stessi ha dato la priorità al profitto a breve termine.

Buona estinzione a noi umani. 

Copyright Marco Bravi

NO ALLA CACCIA SUI TERRENI PRIVATI: PROVIAMOCI CON UNA FIRMA

1 settembre: in molte regioni comincia la caccia e, volenti o nolenti, dobbiamo abituarci a vedere cacciatori in giro, anche sui nostri terreni. 

Ciò, in un'abitudine tutta italiana di adattare norme e regolamenti ai porci comodi di qualcuno, è reso possibile dall’art. 842 del Codice Civile, che recita: “Il proprietario di un fondo non può impedire che vi si entri per l’esercizio della caccia, a meno che il fondo sia chiuso nei modi stabiliti dalla legge sulla caccia o vi siano colture in atto suscettibili di danno". 

Una norma ignobile che contraddice l'inviolabile (?) Carta Costituzionale che all’art. 42 dice: “La proprietà privata è riconosciuta e garantita dalla legge, che ne determina i modi di acquisto, di godimento e i limiti allo scopo di assicurarne la funzione sociale e di renderla accessibile a tutti.” 

Basta. Non voglio cacciatori nel mio terreno. 
Voglio che su esso gli animali selvatici abbiano vita e protezione. 

C'è in proposta un referendum per l'abrogazione dell'articolo 842;
ma come al solito per colpa un po' le norme, un po' la disinformazione di chi mette al vento solo le proprie bandierine, nessuno ne sa nulla. 

Sarà anche solo simbolico, ma lo si può sostenere firmando facilmente online. Io l'ho fatto. E tu? 

FIRMA QUI CON IL TUO SPID

LA SUA CORSA LIBERA

Credo non ci sia niente di più maestoso, possente e meraviglioso di un cavallo che galoppa. Ovviamente quando è libero di farlo come nelle praterie dello Utah o sulle spiagge della Camargue, come ho avuto la fortuna di vedere con i miei occhi.

Non quando è costretto dalle frustate, dal dolore, dalla paura per gareggiare in ippodromi o, peggio, nei palii come quello di Siena. In quest'ultimo è già successo che cavalli "scossi" (senza fantino) gareggiassero o addirittura vincessero.

Ma la particolarità di questo episodio in un ippodromo è che il cavallo non ha perso il fantino durante la gara e quindi fosse già stato in qualche modo spinto, costretto, stimolato: in questo caso, per un incidente in partenza, il cavallo è partito da solo.

E senza frustate e fantino ha vinto, sulle ali della libertà. Una lezione per tutti noi umani che dovremmo capire che gli #animali vanno assecondati ed apprezzati per la loro indole ed attitudine e non forgiati e piegati ai voleri degli umani. Di marionette, fr
a questi ultimi, ce ne sono già abbastanza.

LA RITORSIONE, ARMA DEI MISERABILI

L'ambientalista Paul Watson, fondatore di Sea Shepherd e uno dei co-fondatori di Greenpeace, attivista da tempo impegnato contro la caccia alle balene, è stato arrestato su mandato internazionale del Giappone in Groenlandia, dove è attualmente detenuto.

Il motivo? Aver documentato e denunciato il paese del Sol Levante per le sue continue violazioni alla moratoria del 1986 contro la caccia delle balene a scopo commerciale. 

Il Giappone continua a cacciare, uccidere e macellare balene a proprio piacimento, millantando questa attività come "ricerca scientifica".

Salvare le balene non può essere un reato!

Paul, per il quieto vivere diplomatico fra Paesi, rischia l'estradizione in Giappone, dove sarebbe detenuto in quelle che vengono definite le peggiori prigioni al mondo. 

DIFFONDI E FIRMA la petizione ( firma qui ) per sostenere la liberazione di Watson diretta al Ministro della Giustizia danese.

Credit: Image by Marco Bravi

NO ALLA CACCIA SUI TERRENI PRIVATI: PROVIAMOCI CON UNA FIRMA

1 settembre: in molte regioni comincia la caccia e, volenti o nolenti, dobbiamo abituarci a vedere cacciatori in giro, anche sui nostri terr...