Quando un cane entra nella nostra vita, inizia come con chiunque altro il confronto delle personalità, dei rapporti di forza e di dipendenza.
La tentazione, nel latente antropocentrismo che c'è in ogni essere umano, è di cedere alla presunzione di superiorità e quindi voler educare, dare comandi, imporgli di fare delle cose; ed il tutto con l'ipocrisia del "per il suo bene".
Fatto salvo per eventuali, gravi difetti comportamentali, condivido il parere di chi invita a diventare compagni di gioco del nostro cane. Con i giochi che piacciono a lui, che lo divertono e non che soddisfino, invece, i desideri di dominio, controllo, manipolazione che caratterizzano l'umano.
La spontaneità del cane, la sua naturale allegria, la sua dolce ingenuità e la sua incrollabile fiducia possono essere una straordinaria occasione per noi: ridiventare bambini con la purezza dei sentimenti, non per stupido infantilismo o banale, stridula, umanizzazione.
Togliamoci dalla testa la dominanza: è lui che ci insegna, ci educa al poter essere veri e conseguentemente liberi. Ogni giorno.

Sono assolutamente d'accordo. Io da 50 anni mi faccio "addestrare da loro...."
RispondiEliminaDa ormai 50 anni mi faccio addestrare dai miei cani
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